BERLINO - Klementyna Suchanow, la leader delle femministe polacche, e sue compagne e compagni nel movimento, hanno subíto aggressioni da uomini dell´ultradestra polacca che hanno occupato le piazze di Varsavia domenica appropriandosi della festa nazionale del centenario dell´indipendenza. Klementyna e il suo gruppo marciavano ai margini del corteo per vedere cosa accadeva, poi hanno aperto il loro striscione "Le donne dicono no al fascismo" e gli uomini sono passati all´azione. Pugni in faccia, calci a chi cadeva in terra. Adesso la magistratura dovrà accertare l'accaduto.
"Sono arrivati all´improvviso, hanno subito visto il nostro striscione e hanno picchiato", dice Klementyna Suchanow al telefono. "Non c´era nessun poliziotto a difenderci, l´unica vigilanza era quella del servizio d´ordine fascista che ha lasciato fare. Sono stati fascisti polacchi a pestarci, ma ho visto coi miei occhi militanti di Forza Nuova e di Casa Pound al loro fianco, impassibili e indifferenti". Continua il racconto: "Mi hanno spintonato e picchiato, ma ad altri è andata peggio. Fortunosamente siamo riusciti a correre via, coi cellulari abbiamo chiamato e raggiunto un´ambulanza, li ho portati in ospedale. Sono ancora sotto shock, ma sembra stiano bene".
Il governo non ha né commentato i fatti denunciati da Klementyna Suchanow, né preso posizione.
"Sono arrivati all´improvviso, hanno subito visto il nostro striscione e hanno picchiato", dice Klementyna Suchanow al telefono. "Non c´era nessun poliziotto a difenderci, l´unica vigilanza era quella del servizio d´ordine fascista che ha lasciato fare. Sono stati fascisti polacchi a pestarci, ma ho visto coi miei occhi militanti di Forza Nuova e di Casa Pound al loro fianco, impassibili e indifferenti". Continua il racconto: "Mi hanno spintonato e picchiato, ma ad altri è andata peggio. Fortunosamente siamo riusciti a correre via, coi cellulari abbiamo chiamato e raggiunto un´ambulanza, li ho portati in ospedale. Sono ancora sotto shock, ma sembra stiano bene".
Il governo non ha né commentato i fatti denunciati da Klementyna Suchanow, né preso posizione.