"Daily Mail" e "Sun", ad esempio, avevano festeggiato il "Leave". Adesso, dopo due anni di trattative e il rischio "no deal" (nessun accordo), se la prendono con gli euroscettici
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LONDRA. Com'erano diversi i populisti tabloid britannici quando il "Leave" ha vinto il referendum sulla Brexit del 2016. Allora titolavano tutti gioiosi e gaudenti, come se Albione avesse riconquistato la sua indipendenza perduta, svenduta ai malvagi burocrati di Bruxelles. Adesso, dopo due anni di trattative, con il governo della premier Theresa May in pezzi e il rischio "no deal" (nessun accordo) alle porte con tutte le relative gravi conseguenze, le cose sono molto cambiate.
Il caso più clamoroso è quello del Daily Mail. Se il tabloid popolare dopo l'uscita dall'Unione Europea sancita dal voto, titolava una sorta di "Euroburocrati e governi, inchinatevi al popolo del Regno Unito", oggi titola Have they lost the plot?, cioè "Sono pazzi?" riferendosi ai conservatori euroscettici che si sono rivoltati contro May. L'editoriale della direzione usa parole durissime, e per alcuni pericolose, contro Boris Johnson, Jacob Rees-Mogg e compagni. Li definisce "assassini di basso livello, senza alcuna alternativa", ideatori di un "piano suicida". Diversi lettori hanno protestato sui social network. Il Daily Mail la scorsa estate ha cambiato direttore, ora c'è Geordie Greig, 57 anni, che ha portato una linea molto più europeista e, ora, decisamente filo Theresa May.
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Ci sono anche altri casi. In queste ore ha fatto molto discutere il titolo in prima pagina del Sun di ieri, il tabloid e il quotidiano più letto nel Regno Unito con una tiratura vicina al milione e mezzo di copie. Dopo la vittoria della Brexit al referendum il titolo del Sun era stato l'epico "Independence Day", il giorno dell'indipendenza. Ora, la dura realtà ha reso le cose molto più complicate, e quindi in prima pagine i lettori si sono trovati "We are in the Brexs*it", ossia "Siamo nella me**a sulla Brexit". Anche il Daily Express, uno dei tabloid più radicali, sembra aver cambiato decisamente il suo approccio sulla Brexit: ora è schierato con May. Ieri, a caratteri cubitali, ha scritto in prima pagina che quello della premier è il "miglior patto possibile per il Regno Unito".
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