Esteri

Predatori di navi in Albania: a rischio i tesori sommersi

Un'anfora del 4 secolo d.c. trovata nei fondali di Butrint, esposta al Museo nazionale archeologico di Tirana (afp)
Saccheggiate le antiche navi romane, fenicie, greche, illiriche al largo delle coste albanesi. L'allarme degli archeologi
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BERLINO - Decine e decine di navi antiche, alcune risalenti all'epoca avanti Cristo, hanno riposato per secoli e secoli al largo dei 450 chilometri delle coste dell'Albania: navi soprattutto romane, ma anche fenicie, greche o illiriche, spesso cariche di tesori. E anche navi da guerra moderne. Dopo la fine del regime comunista di Enver Hoxha, arrivata la democrazia - e soprattutto negli ultimi tempi - molti tra questi preziosi relitti, reperti archeologici unici non di rado carichi di oro, altri metalli preziosi e monete d'epoca - sono scomparsi. O sono stati saccheggiati.

Tutto a opera dei cacciatori illegali di reperti archeologici di valore, arricchitisi magari in tutto il mondo con la loro "pesca" illegale di reperti: in Albania, le anfore romane pescate in mare sono vendute a 100 euro l'una, ma su altri mercati europei il prezzo può
aumentare notevolmente. Inoltre nel caso dei bastimenti militari moderni, ad essere messi in vendita sul mercato nero sono i metalli.

Autorità, archeologi e storici della capitale albanese hanno lanciato l'allarme. Il Paese, nonostante la forte crescita economica sotto il presidente europeista Edi Rama e la speranza di entrare a lungo termine nell'Unione europea, è ancora troppo povero. Forze armate, polizia, guardia costiera, non dispongono di mezzi sufficienti per difendere quelle rarissime navi antiche, e il loro carico, tutti quei reperti e il loro valore artistico numismatico e archeologico probabilmente inestimabile.

"Negli anni Ottanta - spiega lo storico dell'arte Neritan Ceka alla agenzia
France Presse - io fui tra i primi a denunciare il problema, immergendomi più volte in mare a largo delle nostre coste. Allora c'erano navi intere, anfore, vasi, scrigni, ora moltissimi sono scomparsi. Il furto subacqueo in massa è stato perpetrato da organizzazioni illegali sia albanesi sia internazionali".

Il traffico illegale di tesori archeologici ha un fatturato annuale stimato in almeno 3,5 miliardi di euro, un patrimonio sottratto all'Albania e all'intera umanità dai saccheggiatori subacquei.