Allarme violenza contro i transessuali nel mondo: 369 morti in un anno
Nicolò Delvecchio
(ap)
Il 20 novembre di ogni anno si celebra la Giornata del ricordo dei trans vittime dell'odio di genere. Il numero degli omicidi cresce di anno in anno, anche in Italia
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ROMA - Tra l'ottobre 2017 e il settembre di quest'anno, nel mondo, i transessuali uccisi per punirli del loro orientamento sessuale sono stati 369. Il numero è in aumento: i dati parlano 44 omicidi in più rispetto allo scorso anno, 77 rispetto al 2016. A lanciare l'allarme è come ogni anno il Trans Monitoring Project - l'osservatorio che monitora il numero degli omicidi di trans nel mondo - che sottolinea come la maggior parte dei crimini avvenga nel continente americano: in particolare, il maggior numero di omicidi si è verificato in Brasile (167), Messico (71), Stati Uniti (28) e Colombia (21). In totale, dal 2008 ad oggi, sono 2982. In tutti questi casi le vittime avevano l'unica colpa di appartenere alla comunità trans: transfobia, è il termine tecnico.
Non è casuale che il report sia stato pubblicato in queste ore: il 20 novembre, infatti, si celebra la Giornata mondiale del ricordo delle vittime della transfobia (Transgender Day of Remembrance, TDoR). La ricorrenza, introdotta nel 1999 dall'attivista transgender Gwendolyn Ann Smith per ricordare l'omicidio di Rita Hester nel 1998 a Boston. Rita, una trans afroamericana di venticinque anni, fu accoltellata a morte nel suo appartamento. L'ultima volta era stata vista uscire da un locale con due uomini. Nessuno è stato condannato per il suo omicidio, e autorità e giornali trattarono la vicenda parlando di Rita al maschile, ignorando la sua identità transgender. L'omicidio, e il modo in cui fu trattato da autorità e media, convinsero Smith a battersi per creare un giorno di ricordo; di lì a poco sarebbe anche iniziato il progetto web Remembering our Dead.
Le vittime della transfobia sono soprattutto prostitute e prostituti (sex workers: 62% dei casi), e negli Stati Uniti la maggior parte delle vittime si conta tra i trans di colore o nativi americani. In Italia, Francia, Portogallo e Spagna, Paesi in cui è più forte la migrazione di transgender dall'Africa e dal Centro-Sud America, il 65% delle vittime sono migranti. In totale, quasi metà delle vittime (46%) ha un'età compresa tra i 20 e i 29 anni.
Negli Stati Uniti, nazione in cui il progetto è nato e si è sviluppato in 10 anni le vittime sono state 212, mentre solo 7 in Canada. La maggioranza degli omicidi, in questo periodo, ha avuto luogo in America centrale e meridionale: 2349. L'Italia è il Paese europeo con il più alto numero di omicidi dettati dalla transfobia dal 2008 ad oggi (37), se si esclude la Turchia (51) considerata europea dall'osservatorio. Seguono Regno Unito e Spagna con 10. Nel 2018 in Italia gli omicidi sono stati 4, in Turchia 5. In Spagna, Francia e Regno Unito uno a testa.
Il Trans Murder Monitor rileva come la discriminazione nei confronti dei trans sia profonda e diffusa in tutto il mondo, causa principale della mancanza di diritti basilari per la comunità. L'osservatorio sottolinea anche come il numero reale delle vittime potrebbe essere più alto, in quanto in molti Paesi i dati non sarebbero correttamente riportati ed è dunque impossibile avere un quadro completo della situazione.