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Jair Bolsonaro  (reuters)

Dopo le libere elezioni nel Brasile di Bolsonaro i militari tornano al governo

Generali e fedelissimi in ruoli decisivi: ecco il superdirettorio del leader. Una sola donna su venti ministri
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Diciannove uomini e una sola donna. Otto i militari: il 40 per cento del totale. A meno di un mese dalla sua investitura come presidente del Brasile, Jair Bolsonaro ha già delineato il governo che guiderà il gigante sudamericano nei prossimi 4 anni e, forse, altri 4. Un esecutivo più snello (da 29 i ministri dovrebbero diventare 20 anche se si era partiti da 15), tre tecnici con ampi poteri, come Sergio Moro, ex pm di Lava Jato nominato alla Giustizia, e Paulo Guedes, seguace dei Chicago Boys di Milton Friedman, paladino della “dottrina dello shock”, titolare dell’Economia che assorbirà anche la Pianificazione e l’Industria. E ancora Nelson Ernesto Araújo, ministro degli Esteri, fedelissimo del presidente americano Trump e seguace di Steve Bannon. Infine, le stellette: cinque pescati nell’Esercito, uno nell’Aeronautica e uno nella Marina.

Se dunque le scelte di politica economica e estera sono chiare e si ispirano…
Diciannove uomini e una sola donna. Otto i militari: il 40 per cento del totale. A meno di un mese dalla sua investitura come presidente del Brasile, Jair Bolsonaro ha già delineato il governo che guiderà il gigante sudamericano nei prossimi 4 anni e, forse, altri 4. Un esecutivo più snello (da 29 i ministri dovrebbero diventare 20 anche se si era partiti da 15), tre tecnici con ampi poteri, come Sergio Moro, ex pm di Lava Jato nominato alla Giustizia, e Paulo Guedes, seguace dei Chicago Boys di Milton Friedman, paladino della “dottrina dello shock”, titolare dell’Economia che assorbirà anche la Pianificazione e l’Industria. E ancora Nelson Ernesto Araújo, ministro degli Esteri, fedelissimo del presidente americano Trump e seguace di Steve Bannon. Infine, le stellette: cinque pescati nell’Esercito, uno nell’Aeronautica e uno nella Marina.

Se dunque le scelte di politica economica e estera sono chiare e si ispirano al sovranismo e al nazionalismo di Trump di cui Bolsonaro è grande estimatore al punto da essere chiamato il “Trump esotico”, quelle sulla sicurezza, la difesa e perfino sull’ambiente, puntano sul passato. I vecchi amici militari, con cui il nuovo presidente amava passeggiare la domenica mattina sul lungomare di Copacabana, sono stati accontentati. Con posti di rilievo, decisivi: fanno parte di quel super direttorio che Bolsonaro vuole creare a Planalto, la sede della presidenza.

Intanto, il suo vice. Si chiama Hamilton Mourão, è un generale, una carriera brillante nelle Forze armate, famoso per le sue esternazioni a favore di un golpe “per rimettere ordine nel paese” e per gli attacchi all’allora presidente Dilma Rousseff che gli provocarono prima l’allontanamento dai posti operativi nel Rio Grande do Sul e poi l’espulsione dall’esercito. E’ un generale anche l’ultimo dei nominati: si chiama Carlos Alberto dos Santos Cruz e andrà a ricoprire la carica di ministro della Segreteria di governo, così come richiesto dall’ex giudice Moro. Ha lavorato molto con l’Onu, prima a Haiti e poi in Congo e dopo essere uscito dal governo Temer ne è diventato consigliere. È l’uomo di raccordo tra Presidenza e Congresso.
Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro festeggia la vittoria del campionato da parte del Palmeiras con il giocatore Felipe Melo, scambiandosi il saluto militare (afp)
C’è poi il generale dell’Esercito Augusto Heleno che coordinerà tutti i Servizi segreti: sono un settore vitale per frenare la violenza dei Cartelli, con il loro lavoro di intelligence, e restituire al paese un’immagine rassicurante di tranquillità che attirerà nuovi investitori e frotte di turisti. Heleno è stato il capo istruttore di Bolsonaro quando il leader della destra estrema era ancora nell’Esercito. Sarà un generale anche il ministro della Difesa, Fernando Azevedo e Silva, e un tenente colonello dell’Aeronautica, Marcos Pontes, quello della Scienza e della Tecnologia. Quindi ancora un militare: l’ammiraglio della Marina Bento Costa Lima Leite de Albuquerque che si occuperà di tutto l’ampio settore dell’Energia e delle Miniere. Ministro della Trasparenza è stato nominato il capitano della riserva dell’Esercito Wagner Rosário. Infine, ma non certo ultimo, il generale William Teophilus, che proprio ieri l’ex pm Moro ha chiamato a dirigere la Segreteria nazionale della Pubblica Sicurezza, in pratica il ministro degli Interni. Sullo sfondo, senza incarichi istituzionali ma con il ruolo di consigliere, si staglia la figura del generale Carlos Alberto Brilhante Ustra, il più noto torturatore ai tempi della dittatura militare (1964-1985).

All’unica donna, tanto per rispettare il minimo di quote rosa previste dalla Costituzione, Tereza Cristina, è andata l’Agricoltura. Il suo dicastero assorbirà, probabilmente, l’Ambiente e la Produzione agricola. Al di là dei meriti della deputata dei DEM (Democratici, destra), è chiaro che dovrà accontentare le pressanti richieste dei “rurales”: privatizzazione di ampie fette dell’Amazzonia, criminalizzazione di chi occupa le terre incolte. Stretta tra tanti uomini e generali, la ministra Cristina faticherà a far rispettare la Costituzione che garantisce alle oltre 200 tribù spazi adeguati di territorio. Dietro il trionfo di Jair Bolsonaro ci sono gli evangelici, che detteranno la nuova linea sui temi morali e sessuali, gli agrari e gli industriali delle armi. Il blocco delle famose tre B: Bibbia, bue, bala (pallottola). Senza il loro voto determinante al Congresso, l’ultimo esponente del vento di destra che soffia nel mondo avrebbe vita breve.