Germania, chiude l'ultima miniera di carbone. Juncker e Steinmeier: "La fine di un'epoca"
dalla nostra corrispondente TONIA MASTROBUONI
Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier con i minatori che hanno estratto l'ultimo blocco di carbone dalla miniera di Bottrop, Germania (ap)
Commossa cerimonia a Bottrop, nel cuore della Ruhr, la regione dove per due secoli l'estrazione dell'"oro nero" ha portato benessere al Paese ma anche malattie e inquinamento
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BERLINO - Lo scampanellìo annuncia l'arrivo dalle viscere della terra dell'ultimo pezzo di carbone. A Bottrop, nel cuore della Ruhr, dopo due secoli di sfruttamento, "l'oro nero" si trova soltanto a oltre un chilometro di profondità. Pensare che nel medioevo i contadini lo trovavano arando i campi. L'ascensore ci mette un po' a risalire, e quando l'ultimo dei sette minatori ne emerge e porge un cubo nero al presidente della Repubblica, Frank Walter Steinmeier, l'emozione è fortissima. Gli occhi blu del minatore sono lucidi, la faccia, nera di fuliggine, contratta.
Con la chiusura di Prosper-Haniel, dove lavoravano ancora tremila minatori, si conclude un capitolo, prospero e doloroso, che ha profondamente segnato la storia tedesca. "Finisce un'epoca", ha commentato Jean-Claude Juncker, venuto da Bruxelles a onorare i "Kumpel", i compagni delle miniere nel loro ultimo viaggio. (afp)(afp)
Una parola, "Kumpel", nata in questi inferi di fuliggine e sudore che è diventato talmente un sinonimo di affidabilità e solidarietà che in tutta la Germania si usa per definire un amico caro, fedele.
Anche Steinmeier trattiene a malapena le lacrime quando prende in mano il pezzo di carbone - "un pezzo di storia" - che è stato anche il simbolo di una rinascita dopo il periodo più buio. "C'è stata la ricostruzione del 1945: senza il carbone e le persone che lo estrassero la storia tedesca sarebbe stata un'altra", osserva. Anche la storia europea, andrebbe aggiunto, che ebbe origine nella Ceca, nella Comunità del carbone e dell'acciaio.
(afp)
In questa regione fierissima della sua tradizione operaia, in cui vivono cinque milioni di persone sparse in una cinquantina di città, il matrimonio felice tra il carbone e la lega dei Krupp è stato il motore dell'industrializzazione tedesca e il miracolo economico del dopoguerra novecentesco.
Per due secoli i signori delle "Zechen", delle miniere e quelli delle fabbriche, i Thyssen e i Krupp si riempirono le tasche di soldi. Mentre generazioni di "ruhrpoetter", come si definiscono gli abitanti di questa estesa regione, si riempivano i polmoni di veleni. Steinmeier non dimentica i lati bui di un mestiere micidiale: "i vostri cari non sapevano se la sera sareste tornati a casa sani e salvi". (reuters)
Oggi chiude l'ultima miniera di carbone della Germania - anche se il governo continuerà a sfruttarne il 'cugino povero', la lignite - e alla cerimonia a Prosper-Haniel hanno presenziato anche molti volti noti della politica del Nordreno-Westfalia, a cominciare dal governatore Armin Laschet (Cdu) e dall'ex governatrice Hannelore Kohl (Spd). Ed è sempre Steinmeier a ricordare alla platea commossa, alla schiera di completi scuri ravvivati solo dalle tute arancioni dei minatori che "è anche un giorno di lutto", a causa dell'incertezza sul futuro che attanaglia questa regione sin dalla fine degli anni '50, quando cominciò la lunga e faticosa riconversione.
La lenta uscita da carbone e acciaio fu comunque uno dei più clamorosi esempi della capacità dei tedeschi di fare sistema, di riunire politici, imprenditori, manager, sindacati, persino le chiese attorno a un tavolo e superare una crisi strutturale senza troppo scossoni. Il carbone, ha sottolineato Steinmeier, "è una parte del benessere della repubblica". La Ruhr impiegava ai tempi d'oro circa 600mila persone - negli ultimi anni erano crollati a meno di cinquemila. In questa regione la disoccupazione è ancora il doppio di quella nazionale, circa il 10%.
Anche il capo dello Stato fa riferimento alle qualità principali di una regione considerata a lungo una roccaforte socialdemocratica: a Prosper-Haniel lavora un terzo di immigrati di 30 nazionalità diverse. Anche questo è sempre stato un segreto della Ruhr, sin dai polacchi che arrivavano nell'800, agli italiani, ai greci e ai turchi che ripopolarono questa zona dopo la parentesi buia del nazismo. "Spero - ha detto Steinmeier alle famiglie dei minatori - che non ogni giorno sia un giorno di lutto per voi, spero manteniate il vostro senso di comunità e di solidarietà. E spero resti il vostro coraggioso sguardo in avanti".