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Jair Bolsonaro (afp)

Tra militari e promesse populiste nasce il Brasile di Bolsonaro

Mezzo milione di persone partecipano alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente, trionfatore alle ultime elezioni in nome del ritorno all'ordine
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Domani la destra arriva in Brasile. Destra estrema, radicale, omofobica, razzista. Più che sovranista, una destra populista, nostalgica dei tempi andati quando a governare c'erano i militari. Ci arriva dopo 13 anni ininterrotti della sinistra di Lula e Rousseff. Il primo in carcere, la seconda sconfitta alle ultime elezioni.

Jair Bolsonaro salirà a Planalto, sede della Presidenza a Brasilia, giurerà sulla Costituzione che ha già in mente di modificare, stringerà le mani ai suoi numerosi ospiti accorsi qui da tutto il mondo. Si congratulerà con i suoi ex compagni d'armi che adesso ha premiato con incarichi di prestigio, affidando a ben sette militari, tra generali e ammiragli, dei 22 nominati nell'esecutivo, i ministeri più importanti del governo.

Con lui ci saranno anche Sergio Moro, l'ex capo del pool di "Lava Jato", la grande inchiesta sulla corruzione della Petrobras e della Odebrecht, ora promosso a super…
Domani la destra arriva in Brasile. Destra estrema, radicale, omofobica, razzista. Più che sovranista, una destra populista, nostalgica dei tempi andati quando a governare c'erano i militari. Ci arriva dopo 13 anni ininterrotti della sinistra di Lula e Rousseff. Il primo in carcere, la seconda sconfitta alle ultime elezioni.

Jair Bolsonaro salirà a Planalto, sede della Presidenza a Brasilia, giurerà sulla Costituzione che ha già in mente di modificare, stringerà le mani ai suoi numerosi ospiti accorsi qui da tutto il mondo. Si congratulerà con i suoi ex compagni d'armi che adesso ha premiato con incarichi di prestigio, affidando a ben sette militari, tra generali e ammiragli, dei 22 nominati nell'esecutivo, i ministeri più importanti del governo.

Con lui ci saranno anche Sergio Moro, l'ex capo del pool di "Lava Jato", la grande inchiesta sulla corruzione della Petrobras e della Odebrecht, ora promosso a superministro della Giustizia; ci sarà Paulo Guedes, l'economista ultra liberale uscito dalla scuola dei "Chicago boys", fautori di quella linea degli "interventi shock" che evitarono il collasso alla giunta di Augusto Pinochet in Cile. 

La cerimonia di investitura sarà il culmine di una straordinaria e imprevedibile vittoria elettorale. Partito quasi in sordina con un consenso di 3 punti due anni fa, l'ex capitano dell'esercito e leader di una destra relegata a pochi nostalgici è riuscito a intercettare un sentimento di ribellione e insieme di rassegnazione che la violenza e la corruzione avevano diffuso nella società brasiliana. Ha raccolto il grande desiderio di riscatto che covava nella classe media del paese. Un desiderio di ordine e di certezza nel futuro. Lo sperpero di denaro, i mancati appuntamenti con i Mondiali e le Olimpiadi trasformati nelle ennesime occasioni per fare soldi, pubblici, piuttosto che rilanciare l'economia in difficoltà sono stati un detonatore che ha acceso la miccia di un cambiamento considerato impossibile. 
(afp)
Jair Bolsonaro è riuscito, con le sue frasi da effetto, le sue battute razziste e omofobiche, a dire ciò che la gente voleva sentirsi dire. Ha fatto una campagna elettorale aggressiva, dirompente. Su consiglio dei figli maschi, tutti e tre alla fine eletti, ha usato il web e non la tradizionale tv per raccogliere consensi. Non tanto i social ma le messaggerie istantanee, WhatsApp soprattutto, che in Brasile sono usate da 120 milioni di utenti (secondi solo alle Filippine) dove ha potuto spaziare con i fake, i falsi montaggi dei video, lanciare le sue provocazioni. Ha vinto con il 55,70 per cento dei voti. Ha stracciato il suo rivale del PT, Fernando Haddad, lanciato in una sfida difficilissima solo all'ultimo quando si erano perse tutte le speranze di tirare fuori Lula dal carcere.

Adesso è il presidente del più grande paese dell'America Latina. Ha già assunto toni e modi da statista, ma non ha rinunciato alle sue promesse. Intanto, la violenza. In Brasile, nel 2017, ci sono stati 65 mila omicidi: 7 persone uccise ogni ora. Jair Bolsonaro ha già pronto un decreto che consentirà a tutti di comprare e detenere un'arma. Basta che abbiano più di 25 anni e il possesso durerà all'infinito, non con scadenze quinquennali come accade adesso. "Siamo in guerra", ha detto ancora pochi giorni fa. Ma questo, sostiene la maggioranza degli esperti, avrebbe "effetti disastrosi". La gente si sentirebbe autorizzata a sparare davanti al minimo pericolo. Gli agenti, già protagonisti di migliaia di omicidi, sarebbero dotati di una vera "licenza di uccidere". Poi, l'economia. Ci sono segnali di ripresa dopo 3 anni di recessione. Le stime del FMI prevedono tuttavia crescite poco superiori all'1 per cento per gran parte del Continente, Brasile incluso. Bolsonaro punta alla privatizzazione dei settori principali: petrolio e elettricità. Vuole rafforzare le alleanze con gli Usa e si allontana dalla Cina che accusa di "voler comprare il Brasile". Infine, l'ambiente. Con la messa al bando dei Movimenti indigeni e ambientalisti che occupano le terre incolte e l'impegno ad a ridisegnare i confini delle aree protette. Deve accontentare gli Agrari che hanno bisogno di territori per far pascolare le mandrie. 
Ingenti misure di sicurezza per la cerimonia di insediamento a Brasilia (afp)
Jair Bolsonaro ha battuto un altro importante record. Ha accolto Benjamin Netanyahu che per primo è giunto in Brasile. Non accadeva dal 1948 che lo Stato di Israele partecipasse a una cerimonia di investitura nel gigante sudamericano. Il premier ha i suoi guai giudiziari. Ma resta un punto di riferimento di quell'asse tra Trump, Orbán, Salvini e il presidente filippino Durarte. Il capo della destra è già volato a Brasilia. E' stato salutato da decine di sostenitori che si sono riversati ancora a Barra de Tijuca, nella zona a ovest di Rio. Nella capitale politica del paese è stato invece accolto da un gruppo di 50 motociclisti che si sono presentati a Granja do Torto gridando "Missione compiuta". 

Alla cerimonia è prevista la partecipazione di mezzo milione di persone. Prima una messa nella cattedrale; poi il percorso con la moglie Michelle a bordo della Rolls Royce del 1952; quindi la solenne investitura nel Congresso, la firma degli incarichi assieme al vice Hamilton Mourão, la visita alle truppe schierate all'esterno del palazzo. Fino alle 21 salve di cannone che annunceranno l'inizio della nuova era per il Brasile.