Esteri

Macron: "Il 2019 sia l'anno della verità, basta con menzogne"

Il presidente Macron durante il suo discorso in tv dall'Eliseo (afp)
Il discorso di fine anno del presidente alla nazione. Sui gilet gialli: "Pericoloso ignorare il mondo che ci circonda, ma la collera ci dice che non siamo rassegnati"
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PARIGI - Protagonista di un crollo nei sondaggi, il presidente francese Emmanuel Macron, si lascia alle spalle un 2018 difficile e rivolgendosi alla nazione nel tradizionale discorso di fine anno ricorre a tre parole d'ordine per il futuro: "verità", "dignità" e "speranza". L'auspicio è che "il 2019 - ha detto - sia l'anno della verità, non si può andare avanti con le menzogne". Rispetto al movimento trasversale, denominato "Gilet gialli" che da sei sabati di fila sta organizzando manifestazioni, spesso sfociate in violenza, il presidente francese ha sottolineato come sia "pericoloso ignorare il mondo che circonda". La "collera - ha osservato Macron le cui concessioni non sono state ritenute sufficienti dal movimento - ci ha detto una cosa: noi non siamo rassegnati".

Il capo dell'Eliseo ha denunciato nel suo discorso di fine anno la disinformazione, le "manipolazioni" e le "intossicazioni" che hanno minato la "fiducia democratica". "Parlare sinceramente è parlare di realtà", ha dichiarato Macron. "Il desiderio di verità è anche quello che deve guidarci, per rimanere una democrazia robusta, per proteggerci meglio da informazioni false, manipolazione e intossicazione". "Possiamo discutere di tutto", ha continuato il presidente francese, "ma discutere del falso può portarci fuori strada, specialmente quando è guidato da interessi particolari. Nell'era dei social network, del culto dell'immediatezza e dell'immagine, del commento permanente, è essenziale ricostruire una fiducia democratica nella verità dell'informazione basata su regole di trasparenza ed etica".