Gedda e l’attesa della Supercoppa, il calcio d’inizio delle ragazze allo stadio libere da marcature
Francesca Caferri , dalla nostra inviata FRANCESCA CAFERRIPer la prima volta cade la separazione fra biglietti family e single, ma solo nei settori più cari: "Così vogliamo il nostro futuro"
GEDDA. Da quando ha otto anni Mayda Al Hashani respira aria e Milan. "Tutta la mia famiglia è appassionata di calcio, siamo tutti milanisti. Per me avere la finale di Supercoppa qui è un sogno che si realizza. Anzi, molto più di questo. Non so descrivere l'emozione che sento ad avere la mia squadra nella mia città". Mayda, 26 anni, giornalista, lunghi capelli biondi lasciati scoperti, è stata fra le primissime ad accaparrarsi un biglietto: la mattina in cui, alle 8, iniziava la prevendita on-line, si è messa al pc di buonora. Una delle 150mila persone che nelle prime due ore hanno cercato di comprare i 62mila tagliandi disponibili. Molti sono rimasti a bocca asciutta, Mayda no: alle 8.05 aveva il suo. Ora, in attesa della partita, con la sua abaya (la veste che tutte le donne devono indossare in Arabia Saudita) e le scarpe da ginnastica non le resta che passare da un appuntamento all'altro con i suoi beniamini. "Quando h…
GEDDA. Da quando ha otto anni Mayda Al Hashani respira aria e Milan. "Tutta la mia famiglia è appassionata di calcio, siamo tutti milanisti. Per me avere la finale di Supercoppa qui è un sogno che si realizza. Anzi, molto più di questo. Non so descrivere l'emozione che sento ad avere la mia squadra nella mia città". Mayda, 26 anni, giornalista, lunghi capelli biondi lasciati scoperti, è stata fra le primissime ad accaparrarsi un biglietto: la mattina in cui, alle 8, iniziava la prevendita on-line, si è messa al pc di buonora. Una delle 150mila persone che nelle prime due ore hanno cercato di comprare i 62mila tagliandi disponibili. Molti sono rimasti a bocca asciutta, Mayda no: alle 8.05 aveva il suo. Ora, in attesa della partita, con la sua abaya (la veste che tutte le donne devono indossare in Arabia Saudita) e le scarpe da ginnastica non le resta che passare da un appuntamento all'altro con i suoi beniamini. "Quando ho visto che ero nelle foto del profilo ufficiale del Milan su Twitter ho toccato il cielo con un dito", dice.
L'eccitazione di Mayda è lo specchio di quella con cui Gedda attende la finale di Supercoppa. In città stanno arrivando tifosi da tutto il Paese. E basta andare un po' in giro per capire che la partita è l'evento del giorno. "Ho comprato i biglietti al mercato nero e non mi vergogno a dirlo" spiega Basma Kamal, 26 anni, esperta di marketing, seduta al Meddcafè, uno dei caffè più alla moda qui. "Volevo assolutamente andare e ho pagato 250 rial (60 euro circa, ndr) per un biglietto che normalmente ne sarebbe costato 50. Sono cresciuta fra i miei cugini, ero l'unica femmina, seguo il calcio fin da bambina. Sono tifosa del Chelsea ma ora che finalmente anche noi donne possiamo andare allo stadio vado a vedere qualunque partita solo per il piacere di vedere il calcio finalmente dal vivo. Cosa tifo? Juventus, naturalmente". Il suo amico Rakan Felemban, art director, sorride: adora Totti, tifa Roma ma sarà sugli spalti per accompagnarla. "Una ragazza che ti chiede di andare con lei a una partita di calcio in Arabia Saudita. Non so se all'estero potete capire quanto tutto ciò sia rivoluzionario, non potevo dire no".
Le polemiche sulla "segregazione" delle donne non toccano Basma e Rakan: "Chi parla forse non conosce la storia di questo Paese. Un anno fa io allo stadio non potevo andare - dice lei - quello di oggi mi sembra un passo avanti, non indietro".
I due amici saranno seduti nel settore famiglie, l'anello piu' alto dello stadio King Abdallah. Il settore copre il 40 per cento della capienza ed è riservato alle donne che vanno da sole o accompagnate da un uomo, che sia familiare o amico. Per accedere avranno due cancelli riservati, il numero 1 e il numero 6. Gli altri gate e gli altri posti sono la cosidetta area "single", dove gli uomini vanno da soli. Con un'eccezione da non sottovalutare parlando di un Paese dove fino a poco fa la segregazione dei sessi era totale: i settori più costosi, denominati Silver e Gold, che costano ufficialmente dai 50 ai 100 euro, non saranno divisi in single e family. Uomini e donne potranno sedere l'uno accanto all'altra anche se non si conoscono e non sono andati insieme allo stadio. Una prima assoluta per l'Arabia Saudita. "È un esperimento, un tentativo che facciamo. Vorremmo che in futuro tutto fosse così, ma dobbiamo prima capire come va", dice uno degli organizzatori sauditi sotto garanzia di anonimato perché non spetta a lui parlare ai giornalisti. L'uomo e' nervoso: "Vogliamo che tutto sia perfetto quando le squadre scenderanno in campo. È la partita più importante che abbiamo ospitato. E il momento è molto delicato per noi. Abbiamo gli occhi del mondo puntati addosso".
Nessuno lo dice, ma il fantasma di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso nel consolato saudita di Istanbul a ottobre, oscura anche il King Abdallah Stadium. Le polemiche che hanno accompagnato la partita in Italia sono state alimentate anche da questa vicenda, oltre che dalla questione dei settori separati per uomini e donne. E a Gedda tutti lo sanno benissimo. "Vorrei che lasciassimo la politica lontana dallo sport. Che la gente venisse qui e vedesse con i suoi occhi. Non siamo perfetti, abbiamo fatto errori.. ma stiamo cambiando", conclude Khalid Abdulaziz, giornalista 25nne, tifoso di Ronaldo. Si è organizzato per arrivare allo stadio quattro ore prima del calcio di inizio: "Aspetto da anni l'occasione di vederlo giocare dal vivo. Qualche ora di attesa non è niente per me".
L'eccitazione di Mayda è lo specchio di quella con cui Gedda attende la finale di Supercoppa. In città stanno arrivando tifosi da tutto il Paese. E basta andare un po' in giro per capire che la partita è l'evento del giorno. "Ho comprato i biglietti al mercato nero e non mi vergogno a dirlo" spiega Basma Kamal, 26 anni, esperta di marketing, seduta al Meddcafè, uno dei caffè più alla moda qui. "Volevo assolutamente andare e ho pagato 250 rial (60 euro circa, ndr) per un biglietto che normalmente ne sarebbe costato 50. Sono cresciuta fra i miei cugini, ero l'unica femmina, seguo il calcio fin da bambina. Sono tifosa del Chelsea ma ora che finalmente anche noi donne possiamo andare allo stadio vado a vedere qualunque partita solo per il piacere di vedere il calcio finalmente dal vivo. Cosa tifo? Juventus, naturalmente". Il suo amico Rakan Felemban, art director, sorride: adora Totti, tifa Roma ma sarà sugli spalti per accompagnarla. "Una ragazza che ti chiede di andare con lei a una partita di calcio in Arabia Saudita. Non so se all'estero potete capire quanto tutto ciò sia rivoluzionario, non potevo dire no".
Le polemiche sulla "segregazione" delle donne non toccano Basma e Rakan: "Chi parla forse non conosce la storia di questo Paese. Un anno fa io allo stadio non potevo andare - dice lei - quello di oggi mi sembra un passo avanti, non indietro".
I due amici saranno seduti nel settore famiglie, l'anello piu' alto dello stadio King Abdallah. Il settore copre il 40 per cento della capienza ed è riservato alle donne che vanno da sole o accompagnate da un uomo, che sia familiare o amico. Per accedere avranno due cancelli riservati, il numero 1 e il numero 6. Gli altri gate e gli altri posti sono la cosidetta area "single", dove gli uomini vanno da soli. Con un'eccezione da non sottovalutare parlando di un Paese dove fino a poco fa la segregazione dei sessi era totale: i settori più costosi, denominati Silver e Gold, che costano ufficialmente dai 50 ai 100 euro, non saranno divisi in single e family. Uomini e donne potranno sedere l'uno accanto all'altra anche se non si conoscono e non sono andati insieme allo stadio. Una prima assoluta per l'Arabia Saudita. "È un esperimento, un tentativo che facciamo. Vorremmo che in futuro tutto fosse così, ma dobbiamo prima capire come va", dice uno degli organizzatori sauditi sotto garanzia di anonimato perché non spetta a lui parlare ai giornalisti. L'uomo e' nervoso: "Vogliamo che tutto sia perfetto quando le squadre scenderanno in campo. È la partita più importante che abbiamo ospitato. E il momento è molto delicato per noi. Abbiamo gli occhi del mondo puntati addosso".
Nessuno lo dice, ma il fantasma di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso nel consolato saudita di Istanbul a ottobre, oscura anche il King Abdallah Stadium. Le polemiche che hanno accompagnato la partita in Italia sono state alimentate anche da questa vicenda, oltre che dalla questione dei settori separati per uomini e donne. E a Gedda tutti lo sanno benissimo. "Vorrei che lasciassimo la politica lontana dallo sport. Che la gente venisse qui e vedesse con i suoi occhi. Non siamo perfetti, abbiamo fatto errori.. ma stiamo cambiando", conclude Khalid Abdulaziz, giornalista 25nne, tifoso di Ronaldo. Si è organizzato per arrivare allo stadio quattro ore prima del calcio di inizio: "Aspetto da anni l'occasione di vederlo giocare dal vivo. Qualche ora di attesa non è niente per me".