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Lech Walesa con il sindaco di Danzica Pawel Adamowicz, assassinato durante un evento pubblico (reuters)

Danzica, Lech Walesa: “Via i politici che provocano conflitti”

Il premio Nobel per la pace ricorda l'amico sindaco Pawel Adamowicz assassinato nella città di Solidarnosc: "Clima pericoloso in Polonia e in Europa, ma non possiamo arrenderci alla violenza"
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"I politici che provocano conflitti dovrebbero essere esclusi dalla vita politica, perché causano tragedie. Non possiamo arrenderci a loro". All'indomani dell'omicidio del sindaco di Danzica Pawel Adamowicz, parla Lech Walesa, premio Nobel per la pace, leader della rivoluzione pacifica polacca che avviò la caduta del Muro di Berlino e dell'Impero sovietico, primo presidente eletto polacco nel dopoguerra.

Presidente, quanto è pericolosa la tragedia dell'assassinio del sindaco di Danzica Adamowicz per la democrazia polacca?
"Non possiamo arrenderci alla violenza, non possiamo accettare questo livello di scontro politico. Dobbiamo cominciare a creare intese sulle regole tra le forze politiche, e dobbiamo cercare politici capaci di compromessi e accordi per lavorare per il bene comune".

L'assassinio di un leader politico non ha precedenti nella Polonia democratica. La realtà diventa piú pericolosa?
"Vorrei r…
"I politici che provocano conflitti dovrebbero essere esclusi dalla vita politica, perché causano tragedie. Non possiamo arrenderci a loro". All'indomani dell'omicidio del sindaco di Danzica Pawel Adamowicz, parla Lech Walesa, premio Nobel per la pace, leader della rivoluzione pacifica polacca che avviò la caduta del Muro di Berlino e dell'Impero sovietico, primo presidente eletto polacco nel dopoguerra.

Presidente, quanto è pericolosa la tragedia dell'assassinio del sindaco di Danzica Adamowicz per la democrazia polacca?
"Non possiamo arrenderci alla violenza, non possiamo accettare questo livello di scontro politico. Dobbiamo cominciare a creare intese sulle regole tra le forze politiche, e dobbiamo cercare politici capaci di compromessi e accordi per lavorare per il bene comune".

L'assassinio di un leader politico non ha precedenti nella Polonia democratica. La realtà diventa piú pericolosa?
"Vorrei ricordare che lo avevo predetto molto tempo fa: certa gente ai vertici di potere e media prima o poi causa eventi tragici. Lo avevo detto, quindi purtroppo non sono sorpreso. Ma sono sotto shock per la morte di Pawel Adamowicz, una persona così amabile e amica, che puntava alla pace sociale, alla cooperazione, al dialogo e accordi, e lavorava per la causa comune, per il bene comune della società e del paese reale. E non mi aspettavo una simile tragedia proprio in un grande gioioso evento di beneficienza. Ricordo Adamowicz fin dall'inizio della sua carriera politica con gli scioperi studenteschi del 1988, fu dall'inizio una persona che sapeva ascoltare gli altri e poi divenne un gran buon sindaco della mia Danzica. Era mio amico, rimpiango nel cuore la perdita di un politico così capace, sostituirlo sarà difficile".

L'atmosfera generale, il duro linguaggio della maggioranza, il PiS, crea nuovi pericoli di violenza?
"I comportamenti in politica e in propaganda di persone come padre Rydzyk (ndr: numero uno dell'emittente integralista Radio Maryja), Kaczynski, Macierewicz (ex ministro della Difesa), Ziobro (ministro della Giustizia), e i loro metodi sono destinati a causare simili eventi perché persone deboli e sensibili non sono capaci di prendere le distanze da quel linguaggio, si sentono irritate, e in questa situazione alla fine si verificano simili tragici eventi".

Come può difendersi la società civile in Polonia e nel resto d'Europa?
"Altri paesi hanno avuto la fortuna di poter costruire la loro democrazia nel 19mo secolo o dopo la seconda guerra mondiale. La Polonia no. Subimmo lunghe ère di sospensione della libertà, dalle spartizioni dal 1795 al 1918, poi dal 1939 al 1989. Ora dobbiamo recuperare quel tempo perduto e acquisire più esperienza per la nostra democrazia. Simili tragici eventi devono spingerci a cambiare le nostre azioni, a correggere i nostri comportamenti. Certo, tragedie del genere avvengono anche in democrazie antiche e mature, ma ben raramente. Il nostro clima politico attuale è molto pericoloso, dobbiamo cambiarlo. Dobbiamo evitare di sprofondare in un simile conflitto politico, guardare bene ai comportamenti di certi politici, prepararci alle prossime elezioni. Dobbiamo prepararci meglio al voto e mostrare più saggezza nelle scelte nella cabina elettorale. Dobbiamo partecipare tutti al processo democratico, la democrazia è prima di tutto partecipazione. Occorre discutere sui programmi concreti, saper scegliere politici migliori, programmi migliori. Non c'è altra via rispetto alla partecipazione per evitare nuove tragedie".

Ma nel frattempo la maggioranza eletta al potere a Varsavia calunnia i leader della rivoluzione democratica dell'89 come lei o Michnik, e in Europa stringe amicizie con Orbán o Salvini, che ne dice?
"Quel che stanno facendo è pericoloso e provoca tragedie come quella di Danzica. Se li lasciamo continuare su quella strada nuove tragedie potranno accadere. Dovremmo escludere dalla politica leader che  provocano conflitti perché cosí spingono verso tragedie. Dovremmo osservare e capire che cosa stanno facendo e quanto ciò è pericoloso per la Polonia e per l'Europa intera. Dobbiamo convincere la gente a fermare questo sviluppo. Noi che sappiamo vedere i danni di quelle politiche possiamo convincere elettori e cittadini di quanto siano pericolose. Non dovremmo accettare i loro metodi politici. Se li lasceremo agire, cadremo in gravi problemi".

(Ha collaborato Anna Maria Mydlarska)