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Brexit, ora i leader europei aspettano Londra

L’accordo bocciato dal Parlamento britannico è considerato un punto fermo dall’Ue, che però non chiude le porte. Il primo obiettivo è evitare il disastroso “No deal” che porterebbe una crisi economica severa. Ecco perché la nuova visita a Bruxelles di Theresa May la settimana prossima sarà cruciale
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Germania, pressing degli industriali. Ma si tratta solo sul tempo

dalla nostra corrispondente TONIA MASTROBUONI
BERLINO - Il fattore chiave è il tempo. Ed è solo su quello che Berlino potrebbe cedere, prendendo in considerazione una proroga della fatidica data del 29 marzo. Ma l'accordo sulla Brexit, nelle sue fondamenta, è scritto su pietra e non si rinegozia. In una riunione a porte chiuse con i parlamentari, Angela Merkel avrebbe soltanto accennato alla possibilità di "precisare meglio dei dettagli". E sempre, comunque, "in accordo con i partner europei". Quanto alla questione chiave del backstop per scongiurare una frontiera "dura" tra Irlanda e Ulster, Berlino non intende arretrare di un millimetro. La posizione della cancelliera è stata ribadita ieri anche in un comunicato: "Abbiamo ancora tempo per trattare ma adesso la premier britannica deve fare una proposta". E se la Germania non intende danneggi…

Germania, pressing degli industriali. Ma si tratta solo sul tempo

dalla nostra corrispondente TONIA MASTROBUONI
BERLINO - Il fattore chiave è il tempo. Ed è solo su quello che Berlino potrebbe cedere, prendendo in considerazione una proroga della fatidica data del 29 marzo. Ma l'accordo sulla Brexit, nelle sue fondamenta, è scritto su pietra e non si rinegozia. In una riunione a porte chiuse con i parlamentari, Angela Merkel avrebbe soltanto accennato alla possibilità di "precisare meglio dei dettagli". E sempre, comunque, "in accordo con i partner europei". Quanto alla questione chiave del backstop per scongiurare una frontiera "dura" tra Irlanda e Ulster, Berlino non intende arretrare di un millimetro. La posizione della cancelliera è stata ribadita ieri anche in un comunicato: "Abbiamo ancora tempo per trattare ma adesso la premier britannica deve fare una proposta". E se la Germania non intende danneggiare l'unità europea mantenuta finora nel difficile negoziato con Londra, è vero anche che gli industriali tedeschi e una fetta della maggioranza sono allarmati dall'ipotesi di una Brexit disordinata. Oggi il Bundestag discuterà eventuali leggi da approvare nel caso di un'uscita senza accordo del Regno Unito. E la posizione di fondo di Berlino, nonostante gli enormi danni economici, ha ragioni politiche: Merkel pensa che non si debbano lasciare margini ai populisti per fare propaganda con la Brexit.

Macron studia l'emergenza con un piano trasporti

dalla nostra corrispondente ANAIS GINORI
PARIGI - Emmanuel Macron avverte "proteggeremo gli interessi della Francia". Mentre si fa sempre più concreta l'ipotesi No deal con il pericolo di dover ridisegnare una nuova frontiera esterna Ue lungo la Manica. L'impatto economico sulle regioni del nord della Francia potrebbe essere molto pesante. Imprese locali e pescatori hanno già allertato il governo. Si rischia anche la paralisi dei trasporti: il 70% delle merci del Regno Unito transita per la Francia. I prefetti già preparano un piano di crisi da far scattare in vista del 29 marzo, con reclutamento di doganieri, misure speciali, nuove normative. Oggi il primo ministro, Edouard Philippe, organizza un vertice con i principali ministri coinvolti per "fare il punto sui preparativi e accelerarli". Entro fine settimana il Parlamento dovrà adottare un progetto di legge specifico in caso di una Brexit senza intesa con l'Ue. Intanto ieri Macron ha ribadito che l'accordo sulla Brexit è "il migliore possibile" e "non è rinegoziabile". Durante un dibattito con dei sindaci in Normandia martedì sera, il leader francese ha denunciato le "manipolazioni esterne" e le "menzogne" che hanno pesato nella campagna per il referendum sulla Brexit. "I promotori hanno mentito alla gente che ha scelto una cosa che non è fattibile".

Ue: evitare il crollo dei mercati, la strategia di Bruxelles

dal nostro corrispondente ALBERTO D'ARGENIO
BRUXELLES - La strategia europea pur tra le incertezze della situazione è pronta. Primo, Bruxelles e le capitali accelerano i preparativi per gestire un eventuale No Deal, la catastrofica Brexit il 29 marzo senza accordo su divorzio e futuro. Scenario che nessuno vuole, rischioso per la tenuta dell'economia Ue. Ma gli europei rifiutano di mettere mano all'intesa raggiunta dopo due anni di negoziati bocciata l'altro ieri da Westminster: è considerata l'unica capace di preservare l'integrità del mercato interno. Ora che Theresa May ha superato il voto di fiducia, governi e istituzioni aspettano le sue mosse. Lunedì la premier traccerà la rotta in Parlamento. Gli europei si aspettano che nei giorni successivi venga a Bruxelles per chiedere di allungare i tempi, spostando la data della Brexit rispetto al 29 marzo. I leader Ue sono pronti a concedere il rinvio, a patto che May si presenti con un piano preciso. E qui si entra nelle speculazioni. I governi, ad esempio, concederebbero l'ok se ci fosse l'idea (balenata nei contatti con Londra) di un accordo congiunto tra conservatori (o parte di essi) e laburisti per una soft Brexit, ovvero con Londra nell'Unione doganale risolvendo il problema irlandese.

Italia: negoziare ancora, il dilemma che divide i gialloverdi

di ANNALISA CUZZOCREA
ROMA - "Ci occupiamo di salvaguardare gli italiani e per il resto sono affari dei britannici". La posizione dell'Italia sulla Brexit è sintetizzata così dal sottosegretario agli Esteri M5S Manlio Di Stefano. L'esecutivo gialloverde si è preoccupato di consigliare agli italiani che vivono in Uk di iscriversi all'anagrafe dei residenti all'estero. Il premier Giuseppe Conte ha assicurato che i ministeri si stanno preparando a qualsiasi scenario. Ma la verità è che, impegnato a trattare con la commissione europea sulla manovra, il governo non ha battuto un colpo su una trattativa che ha invece visto protagonisti i principali Paesi europei. I due alleati non hanno neanche la stessa posizione, con la Lega impegnata a rivendicare ogni sovranismo e il M5S più pragmatico. "Penso che andranno a ulteriore negoziazione con Bruxelles e spero che nessuno a Bruxelles abbia la testa dura", dice il leader leghista Matteo Salvini. Che si augura quindi che la May ottenga un accordo più favorevole per farlo passare a Londra. La pensano all'opposto i 5 stelle: "Quello raggiunto era il miglior accordo possibile - dice il presidente della commissione per le politiche Ue alla Camera Sergio Battelli - non possiamo accettare accordi che penalizzerebbero altri Paesi Ue". Per i 5 stelle, un altro referendum sarebbe possibile, ma solo per scegliere tra questo accordo e il no deal.