Esteri

Usa, il giallo della scrittrice Kenyon: "Mio marito mi ha avvelenata per anni"

L'autrice della serie fantasy Dark Hunters denuncia a un tribunale del Tennessee il tentativo di assassinio da parte dell'ex coniuge negli ultimi tre anni

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NEW YORK - Un elaborato tentativo per far fuori una moglie scomoda e ricca o la follia paranoica di una moglie lasciata dal marito? L'America s'interroga sulla denuncia della scrittrice Sherrilyn Kenyon, 53 anni, autrice della serie fantasy Dark Hunters pubblicata anche in Italia da Fanucci: "Mio marito ha tentato di avvelenarmi per anni", sostiene la donna in un documento lungo 95 pagine appena depositato in un tribunale della contea di Williamson, nel Tennessee dove vive. E dove, con dovizia di particolari, si sostiene che il marito Lawrence da cui ha divorziato il marzo scorso, avrebbe tentato di assassinarla: avvelenandola lentamente per almeno tre anni, con la complicità di due assistenti. Allo scopo di incassare la sua assicurazione sulla vita e le sue proprietà immobiliari.

Kenyon sostiene di aver sofferto per anni di diversi mali: tachicardia, tremori, alopecia, vuoti di memoria. E aver avuto più volte crampi allo stomaco strazianti. Che ora attribuisce al cibo portato in tavola dal marito e dagli assistenti, i quali, sostiene, s'infuriavano se non lo consumava. Ancora, la donna dice di essersi resa conto (dopo il divorzio e l'allontanamento dal marito) di stare meglio ogni giorno. E di essersi infine lasciata convincere da un medico che era necessario fare delle analisi: proprio quelle avrebbero confermato i suoi sospetti.  La diostrazione che il marito l'avvelenava stava nell'alta concentrazione nel suo sangue di elementi tossici: litio, stagno, bario, platino e torio. "Lawrence ha ordito un complotto shakesperiano", insiste. E oltre all'avvelenamento si sarebbe reso colpevole anche di "interferenze intenzionali" nei suoi rapporti d'affari e continue violazione della privacy. Mentre gli assistenti, presunti complici, avrebbero aiutato non solo ad avvelenare il cibo, ma anche ad isolarla da amici e familiari.

Ma c'è chi, come il Daily Beast,  ha provato a chiedere ad esperti se la storia è plausibile: ricevendo una risposta negativa. Secondo Marie Bourgeois, esperta di tossicologia all'università della Florida: le proteine di cui la donna parla sono difficili da procurare, non assicurano la morte, e non sono nemmeno del tutto compatibili con i sintomi denunciati: "Ma forse sono solo scettica", mette le mani avanti. Kelly Jhonson-Arbor del National Poison Control Center, il centro avvelenamentim, rilancia: "Ci sono modi più semplici e 'puliti' per avvelenare qualcuno".

Kenyon non molla: "Mio marito ha tentato di uccidermi. Mi ha fatto fare una vita d'inferno. Voglio 20 milioni di dollari per danni". Sempre che non sia solo la ripicca per un matrimonio andato male.