CARACAS - E' durata poche ore il tentativo di rivolta messo in atto da una quarantina di militari della Guardia nazionale bolivariana che hanno occupato una caserma nel quartiere di Cotiza, a nord di Caracas, rivolgendo un appello alla rivolta contro l'"illegittimo" governo del presidente Nicolas Maduro. Con video postati sui social network i militari ribelli hanno esortato il popolo e il resto della Forza armata nazionale bolivariana (Fanb) a scendere in strada. Dopo un breve assedio, i militari fedeli al governo hanno arrestato i ribelli, accusandoli di furto di armi.
Secondo i media locali, si è trattato di una quarantina di uomini armati, che hanno ricevuto anche la solidarietà degli abitanti del quartiere. In un video postato dalla tv Ntn24, si vedono persone sui tetti che percuotendo le pentole e altri oggetti hanno messo in scena una "cacerolazo", una forma di protesta pacifica e rumorosa. Alcune persone si sono avvicinate alla caserma per contattare i militari asserragliati dentro, ma sono stati allontanati da lanci di lacrimogeni dei soldati che assediavano il presidio occupato.
Secondo il sito venezuelano FM, il capo dei rivoltosi è il sergente Luis Bandres, membro della Guardia nazionale bolivariana e protagonista del video. Il militare aveva assicurato che la sua chiamata a schierarsi contro il regime era sostenuta da 120 guardie e "compagni da fuori". "Ci arrenderemo allo comandante della Guardia Nazionale - dice il sergente Bandres - Abbiamo bisogno del sostegno, del clamore della gente. Ci arrendiamo, non importa, non ho niente a che fare con la politica, sono un cittadino venezuelano, ho una famiglia", aveva anticipato.
Un altro militare, identificatosi come il sergente maggiore Valdren Figueroa e citato da El Nacional, aveva dichiarato che i soldati disconoscono il presidente: "Ci hanno chiesto di difendere la Costituzione, siamo qui" e chiediamo ai "guerrieri delle strade" di rivendicare che i loro diritti siano rispettati, "siamo in lotta per voi".
Secondo i media locali, si è trattato di una quarantina di uomini armati, che hanno ricevuto anche la solidarietà degli abitanti del quartiere. In un video postato dalla tv Ntn24, si vedono persone sui tetti che percuotendo le pentole e altri oggetti hanno messo in scena una "cacerolazo", una forma di protesta pacifica e rumorosa. Alcune persone si sono avvicinate alla caserma per contattare i militari asserragliati dentro, ma sono stati allontanati da lanci di lacrimogeni dei soldati che assediavano il presidio occupato.
Secondo il sito venezuelano FM, il capo dei rivoltosi è il sergente Luis Bandres, membro della Guardia nazionale bolivariana e protagonista del video. Il militare aveva assicurato che la sua chiamata a schierarsi contro il regime era sostenuta da 120 guardie e "compagni da fuori". "Ci arrenderemo allo comandante della Guardia Nazionale - dice il sergente Bandres - Abbiamo bisogno del sostegno, del clamore della gente. Ci arrendiamo, non importa, non ho niente a che fare con la politica, sono un cittadino venezuelano, ho una famiglia", aveva anticipato.
Un altro militare, identificatosi come il sergente maggiore Valdren Figueroa e citato da El Nacional, aveva dichiarato che i soldati disconoscono il presidente: "Ci hanno chiesto di difendere la Costituzione, siamo qui" e chiediamo ai "guerrieri delle strade" di rivendicare che i loro diritti siano rispettati, "siamo in lotta per voi".