Esteri

La jihadista inglese diventa mamma, prime crepe nel muro della condanna

(ansa)
La giovanissima Shamima Begum, cittadina britannica, aveva aderito all'Isis a 16 anni. Ora il Regno Unito si divide fra chi le vuole offire una nuova opportunità e chi chiede che non sia riaccolta in patria
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LONDRA - La "sposa jihadista", come è stata soprannominata dai media, è diventata mamma. Shamima Begum, la ragazza inglese che nel 2016 lasciò Londra con due amiche per raggiungere clandestinamente le forze dell'Isis in Siria, "ha partorito un bambino", hanno annunciato i legali della sua famiglia in Gran Bretagna. Lei e il bebé, un maschio, sono "in buona salute", afferma l'avvocato che rappresenta i suoi genitori. I quali esprimono tuttavia preoccupazione, sottolineando che la figlia ha già perso altri due bambini, nati dalla sua unione con un combattente dell'Isis, e rinnovando la richiesta che Shamima e il suo piccolo possano rientrare in patria.
 
Ritrovata nei giorni scorsi da un inviato del Times in un campo profughi in Siria, la ragazza, che ha ora 19 anni, ha fatto nuove dichiarazioni alla rete televisiva britannica Sky News, dicendo che "molta gente dovrebbe provare simpatia per me" e ammettendo di avere fatto "in un certo senso" un errore a mettersi dalla parte dell'Isis. "Quando me ne sono andata dall'Inghilterra, non sapevo che cosa mi aspettava", osserva Shamima, pur aggiungendo: "Non ho rimorsi, perché quello che ho fatto mi ha cambiata come persona, mi ha reso più forte. Ho passato dei buoni momenti, ma poi le cose sono peggiorate e non ce l'ho più fatta".
 
Al Times aveva detto che vedere "teste mozzate di ostaggi dell'Isis in un secchio" non le ha fatto alcun effetto. Per frasi come queste, il governo britannico e una buona parte dell'opinione pubblica del suo paese appaiono per il momento contrari a permetterle di tornare a casa. Tuttavia, questo atteggiamento potrebbe cambiare, anche come conseguenza del fatto che ora ha avuto un bambino.
 
I suoi familiari hanno appreso la notizia del parto da una telefonata dal campo rifugiati siriano, ma non hanno ancora potuto parlare direttamente con lei, riporta l'avvocato dei genitori, insistendo che Shamima, in quanto cittadina britannica, ha comunque diritto di rientrare nel Regno Unito, come ha lei stessa dichiarato di desiderare nell'intervista al quotidiano londinese. Ma il ministro della Cultura Jeremy Wright, in una trasmissione della Bbc, ha detto stamane che "non è chiaro" se il suo bambino abbia automaticamente acquisito a sua volta la cittadinanza britannica. E il ministro degli Interni Sajid Javid, in un articolo sul Sunday Times, ribadisce che non avrà esitazioni "a impedire il ritorno di britannici che si sono uniti all'Isis".
 

Circolano però pareri differenti. Lord Dannat, ex capo di stato maggiore delle forze armate britanniche, ritiene che Shamima, come altri cittadini britannici arruolati nell'Isis, vadano trattati "con fermezza" ma dimostrando pure "un po' di clemenza", sostenendo che in questo modo sarebbe più facile impedire che altri giovani musulmani inglesi si radicalizzino. Anche il ministro della Cultura Wright non sembra escludere la possibilità di un ritorno della ragazza, limitandosi a chiedere che Shamima, se tornerà, "risponda delle sue azioni". In sostanza, potrebbe essere incriminata per sostegno al terrorismo e processata: ma dandole la possibilità di rientrare nel Regno Unito con il suo bambino. In che modo, aiutata da chi, resta da vedere.