Esteri

Lady Huawei fa causa al Canada: "Diritti violati"

Meng Wanzhou, manager del colosso tecnologico cinese, ha denunciato il governo di Ottawa che l'ha arrestata

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PECHINO - La principessa dell'impero Huawei passa al contrattacco. Meng Wanzhou, manager del colosso tecnologico cinese e figlia del fondatore Ren Zhengfei, in libertà su cauzione in Canada con l'accusa di aver organizzato affari illeciti con l'Iran, ha denunciato il governo di Ottawa per aver violato i suoi diritti civili. Secondo i suoi legali, quando lo scorso dicembre Meng è stata bloccata all'aeroporto di Vancouver, la polizia di frontiera canadese l'avrebbe fermata, interrogata e perquisita nascondendole i reali motivi e senza esporle i diritti, nel tentativo di estorcerle informazioni che altrimenti non avrebbe rivelato. Solo in un secondo momento la polizia le avrebbe comunicato di essere in arresto.

La causa legale di Meng, 47 anni, è stata depositata venerdì scorso, lo stesso giorno in cui le autorità canadesi hanno avviato l'iter per stabilire se accettare o meno la richiesta di estradizione degli Stati Uniti. La prima udienza è prevista mercoledì, ma il procedimento potrebbe essere molto lungo e soprattutto intrecciarsi con la trattativa commerciale in corso tra Cina e Usa. Secondo fonti dell'amministrazione americana citate da Wall Street Journal e Bloomberg, l'accordo tra le due superpotenze sarebbe vicino, e lo stesso Donald Trump nelle scorse settimane si è detto pronto a intervenire per trovare una soluzione al caso Meng. Se lui e Xi Jinping dovessero incontrarsi (si ipotizza un meeting a fine mese in Florida), la pace potrebbe essere sancita lasciando cadere le accuse americane contro la manager.

Il colosso Huawei, all'avanguardia nello sviluppo delle nuove reti di comunicazione mobili 5G, è diventato il simbolo della sfida tecnologica tra Washington e Pechino. Gli Stati Uniti definiscono l'azienda un rischio per la sicurezza nazionale, visto che i suoi dispositivi potrebbero essere usati dal governo cinese per spiare e sabotare, e negli ultimi mesi hanno fatto pressione sugli alleati, Europa in primis, perché la bandissero dai loro territori. I vertici della società sono accusati di aver organizzato sistematiche azioni di spionaggio industriale, e Meng in particolare di aver creato un sistema di società controllate per vendere prodotti (anche americani) all'Iran sotto embargo, tenendolo nascosto alle banche. Huawei e la Cina hanno definito le accuse politicamente motivate.

Nel frattempo l'arresto della manager, poi rilasciata su cauzione, ha provocato una grave crisi diplomatica con il Canada. Pechino ha più volte imputato allo Stato nordamericano di violazione dei diritti umani, chiedendo il rilascio della donna. Le "conseguenze" minacciate sono arrivate: due cittadini canadesi, l'ex diplomatico Michael Kovrig e l'imprenditore Michael Spavor, sono stati arrestati in Cina con le generiche accuse di aver messo a rischio la sicurezza nazionale, mentre Robert Schellenberg, condannato per traffico di droga, si è visto commutare la sentenza da 15 anni di reclusione alla pena di morte. Tutti e tre i casi sono stati letti dagli osservatori come ritorsioni contro il Canada. In sospeso, nell'attesa che si definisca la sorte della principessa Huawei.