IL PRESIDENTE algerino Abdelaziz Bouteflika rinuncia alla quinta candidatura a capo dello Stato, l'Algeria scende in piazza a festeggiare. Colpito da un ictus nel 2013, circondato da un gruppo di parenti e consiglieri che lo ha guidato in questi anni di malattia, Bouteflika (o chi per lui) ha deciso di ascoltare le proteste della piazza algerina: non si candiderà alle elezioni del 18 aprile, le elezioni verranno rinviate e nelle prossime ore si avvierà un rimpasto di governo in cui cambierà anche il primo ministro,
La decisione presa dal potere algerino è arrivata dopo il rientro nel paese di Bouteflika, domenica dopo un ricovero in Svizzera. Decisione anticipata da un segnale lanciato dall’esercito, la vera forza che guida la politica nel paese. Il capo di Stato maggiore, Ahmed Ghaid Salah, parlando agli studenti delle scuole militari ha detto che “l’esercito condivide le stesse aspirazioni e i valori del popolo per una visione comune del futuro dell'Algeria. L'esercito è fiero di appartenere al popolo, ed insieme sapremo preservare la Nazione. L'Algeria e l'Esercito sono fortunati ad avere questo popolo, un popolo cosciente delle sfide che pone un mondo senza pietà".
Il generale Salah, che è anche vice-ministro della Difesa, con queste parole di fatto aveva "annunciato" una manovra che fra domenica e lunedì ha portato all’esclusione di Bouteflika e all’avvio di una fase delicatissima nella vita politica del paese. All’inizio delle manifestazioni, il 22 febbraio, lo stesso Salah, che è sempre stato considerato interno alla cerchia del presidente Bouteflika, aveva definito le manifestazioni un tentativo di "procedere verso l'ignoto" o di "tornare agli anni della guerra civile". Il discorso di domenica invece è interpretato da tutti come il segnale dell'inizio della svolta che ha portato alla rinuncia di Bouteflika.
Il presidente è in carica dal 1999, e nel 2013 era stato colpito dall’ictus: da allora un gruppo di parenti (innanzitutto il fratello) e di leader politici e militari ha governato di fatto il paese. Dopo un lungo ricovero in ospedale, domenica è stato fatto rientrare: Bouteflika è affetto da problemi neurologici, respiratori e anche da afasia, perdita parziale del linguaggio. E infatti la presidenza algerina ha diffuso solo un breve comunicato sul rientro, senza far filtrare nessuna immagine.
Alla rinuncia di Bouteflika si accompagna un rimpasto di governo: anche il primo ministro uscente Ahmed Ouyahia sarebbe "malato", ricoverato in un ospedale militare di Algeri. Verrà sostituito da Noureddine Bedoui, ex ministro degli Interni. E forse per garantire il gruppo di potere più vicino al preisdente uscente, il vice-premier sarà Ramtane Lamamra, attuale consigliere diplomatico di Bouteflika. Secondo il portale di notizie Algerie Part, il passo indietro di Bouteflika e il rimpasto di governo sono stati discussi domenica durante una "riunione ristretta" nella residenza presidenziale.