Israele ha declassificato le informazioni di intelligence su una cellula operativa, o forse una vera e propria unità militare, che Hezbollah ha creato negli ultimi mesi sul Golan, dalla parte siriana del confine. La milizia sciita libanese da anni è in Siria dove, con l'appoggio dei pasdaran iraniani, ha combattuto per sostenere il governo di Bashar Assad contro l'Isis e contro gruppi jihadisti come Al Nusra.
L'esercito ha passato le sue informazioni a molti giornali israeliani e ha fatto anche il nome del capo del gruppo. L'unità sarebbe stata messa in piedi da un certo Ali Mussa Daqduq, un miliziano libanese di Hezbollah che nel 2007 venne arrestato in Iraq dagli americani dopo aver messo a segno un attacco terroristico in cui morirono 5 marines. In Siria nei mesi scorsi Daqduq avrebbe contattato diversi combattenti siriani con l'aiuto dei pasdaran per creare questa struttura sul Golan. L'operazione - dicono gli israeliani - sarebbe stata messa in piedi in segreto, alle spalle dell'esercito dello stesso presidente siriano Assad e probabilmente dei russi.
Gli Stati Uniti, che nel 2007 in Iraq avevano individuato e arrestato Daqduq, nel 2011 lo passarono al governo iracheno che più tardi lo ha liberato. Secondo l'esercito di Israele "la rete di Daqduq attualmente è impegnata a ispezionare l'area delle Alture del Golan. La sua intenzione è quella di controllare gruppi di operativi siriani nel lancio di attacchi contro Israele".
Il gruppo - sempre secondo Israele - sarebbe operativo nella zona tra il villaggio di Quneitra e quello di Ernah, proprio a ridosso della linea di separazione fra Israele e Siria. Alcune infrastrutture (come depositi di munizioni ed esplosivi) sono state piazzate attorno al villaggio druso di Chader.
Il generale Amit Fisher, comandante della divisione Golan, ha dichiarato che "Israele agirà con tutta la sua forza per buttare fuori dalle Alture questa organizzazione e assicurare la stabilità della regione". È chiaro che la rivelazione di Israele può essere stata motivata anche da ragioni di "propaganda", e perfino di propaganda politica interna. In Israele fra poco si vota, e il governo Netanyahu tiene alto il livello della sfida verbale per rassicurare il suo elettorato. Israele d'altronde da mesi segnala innanzitutto alla Russia, che è la prima potenza straniera alleata di Assad presente in Siria, che la presenza degli iraniani e di Hezbollah ai suoi confini è un elemento inaccettabile. La rivelazione dell'esistenza di questa unità di Hezbollah quindi in qualche modo fa parte della strategia di Israele di tenere alta la tensione sui "nemici alle porte". Ma Israele difficilmente inventerebbe una storia del genere, con tanto di nomi e cognomi, soprattutto per non perdere credibilità di fronte agli eserciti avversari ma soprattutto nei confronti della Russia di Vladimir Putin.
L'esercito ha passato le sue informazioni a molti giornali israeliani e ha fatto anche il nome del capo del gruppo. L'unità sarebbe stata messa in piedi da un certo Ali Mussa Daqduq, un miliziano libanese di Hezbollah che nel 2007 venne arrestato in Iraq dagli americani dopo aver messo a segno un attacco terroristico in cui morirono 5 marines. In Siria nei mesi scorsi Daqduq avrebbe contattato diversi combattenti siriani con l'aiuto dei pasdaran per creare questa struttura sul Golan. L'operazione - dicono gli israeliani - sarebbe stata messa in piedi in segreto, alle spalle dell'esercito dello stesso presidente siriano Assad e probabilmente dei russi.
Gli Stati Uniti, che nel 2007 in Iraq avevano individuato e arrestato Daqduq, nel 2011 lo passarono al governo iracheno che più tardi lo ha liberato. Secondo l'esercito di Israele "la rete di Daqduq attualmente è impegnata a ispezionare l'area delle Alture del Golan. La sua intenzione è quella di controllare gruppi di operativi siriani nel lancio di attacchi contro Israele".
Il gruppo - sempre secondo Israele - sarebbe operativo nella zona tra il villaggio di Quneitra e quello di Ernah, proprio a ridosso della linea di separazione fra Israele e Siria. Alcune infrastrutture (come depositi di munizioni ed esplosivi) sono state piazzate attorno al villaggio druso di Chader.
Il generale Amit Fisher, comandante della divisione Golan, ha dichiarato che "Israele agirà con tutta la sua forza per buttare fuori dalle Alture questa organizzazione e assicurare la stabilità della regione". È chiaro che la rivelazione di Israele può essere stata motivata anche da ragioni di "propaganda", e perfino di propaganda politica interna. In Israele fra poco si vota, e il governo Netanyahu tiene alto il livello della sfida verbale per rassicurare il suo elettorato. Israele d'altronde da mesi segnala innanzitutto alla Russia, che è la prima potenza straniera alleata di Assad presente in Siria, che la presenza degli iraniani e di Hezbollah ai suoi confini è un elemento inaccettabile. La rivelazione dell'esistenza di questa unità di Hezbollah quindi in qualche modo fa parte della strategia di Israele di tenere alta la tensione sui "nemici alle porte". Ma Israele difficilmente inventerebbe una storia del genere, con tanto di nomi e cognomi, soprattutto per non perdere credibilità di fronte agli eserciti avversari ma soprattutto nei confronti della Russia di Vladimir Putin.