Zuzana Caputova: "La mia vittoria per tutte le donne grazie a toni civili e empatia"
Andrea Tarquini , di ANDREA TARQUINIParla la neopresidente della Slovacchia: "Le priorità nei primi cento giorni saranno i diritti, l'ambiente e la solidarietà sui migranti"
"Stato di diritto, difesa dei valori costitutivi europei e occidentali, dialogo con le Ong, politica per salvare l'ambiente, cooperazione e integrazione europea e solidarietà europea sui migranti. Ecco le mie priorità nei primi cento giorni e oltre". Così Zuzana Caputova, la 45enne avvocato e ambientalista, neopresidente della Slovacchia dopo aver lottato contro gli oligarchi anche insieme al giornalista assassinato Jan Kuciak, espone il suo programma a Repubblica dopo la sua vittoria al ballotaggio di sabato scorso.
Presidente, lei è la prima donna eletta capo dello Stato nel gruppo Visegrad e nel centroest. Che importanza ha?
"La considero una responsabilità enorme. Voglio servire il mio Paese e il mio popolo al meglio delle mie capacità. Sebbene io non abbia impostato la mia campagna elettorale su questo tema, credo che la mia vittoria possa essere un segnale positivo per le donne in tutta l'Europa centro-orien…
Presidente, lei è la prima donna eletta capo dello Stato nel gruppo Visegrad e nel centroest. Che importanza ha?
"La considero una responsabilità enorme. Voglio servire il mio Paese e il mio popolo al meglio delle mie capacità. Sebbene io non abbia impostato la mia campagna elettorale su questo tema, credo che la mia vittoria possa essere un segnale positivo per le donne in tutta l'Europa centro-orien…
"Stato di diritto, difesa dei valori costitutivi europei e occidentali, dialogo con le Ong, politica per salvare l'ambiente, cooperazione e integrazione europea e solidarietà europea sui migranti. Ecco le mie priorità nei primi cento giorni e oltre". Così Zuzana Caputova, la 45enne avvocato e ambientalista, neopresidente della Slovacchia dopo aver lottato contro gli oligarchi anche insieme al giornalista assassinato Jan Kuciak, espone il suo programma a Repubblica dopo la sua vittoria al ballotaggio di sabato scorso.
Presidente, lei è la prima donna eletta capo dello Stato nel gruppo Visegrad e nel centroest. Che importanza ha?
"La considero una responsabilità enorme. Voglio servire il mio Paese e il mio popolo al meglio delle mie capacità. Sebbene io non abbia impostato la mia campagna elettorale su questo tema, credo che la mia vittoria possa essere un segnale positivo per le donne in tutta l'Europa centro-orientale. Molte di loro possono avere paura di impegnarsi in politica, a causa degli stereotipi prevalenti nelle società del centro-est europeo. Spero che potremo superare questa situazione e dare alle donne nei nostri Paesi una rappresentanza adeguata nella vita politica e nella società civile, e se la mia vittoria potrà aiutare questo processo ne sarò felice".
Quali priorità si pone per i suoi primi cento giorni da capo dello Stato?
"Il mio primo passo concreto sarà creare un team per attuare il mio programma. Il punto più importante è dare alla Slovacchia la garanzia di una giustizia che funzioni. Secondo punto: la difesa dell'ambiente, la lotta al riscaldamento globale. Terzo: una nuova politica solidale di aiuti per gli anziani, per garantire loro un dignitoso benessere. In seguito, voglio instaurare un clima di cooperazione e correttezza nei rapporti politici con l'attuale governo e con i leader di tutti i partiti politici importanti. La mia prima visita all'estero sarà nella Repubblica Ceca, come è tradizione. Poi voglio incontrare i leader degli altri paesi di Visegrad per discutere con loro su come gestire e portare avanti la nostra cooperazione".
Ma in molti paesi centro-est europei, inclusi almeno due di Visegrad, le voci critiche piú importanti vengono da Ong, intellettuali e da esponenti di movimenti della società civile, e non vengono ascoltate dai governi. Lei vuole aprire un dialogo con Ong e società civile o no?
"Io ho alle spalle una mia storia personale di impegno nelle Ong e per la società civile, e quindi considero le Ong una parte vitale e importante della società civile. In molti casi, le Ong aiutano a creare situazioni di buon governo, quasi sostituendosi ai governi quando questi non fanno a dovere il loro lavoro per i cittadini. Sempre più spesso, questo settore attivo della società civile si trova sotto attacco. In Slovacchia è di importanza fondamentale stare a fianco delle Ong ogni volta che ciò è necessario".
Molti governi e molti politici nella Ue, chiedono più sovranità e meno integrazione europea. Lei vuole più sovranità o più integrazione?
"La cooperazione europea è la soluzione a molti dei nostri problemi comuni. Io sono decisamente a favore dell'integrazione su temi importanti e in modo ragionevole. Penso alla cooperazione sul tema dell'immigrazione, della sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione, nella lotta comune al crimine organizzato e al terrorismo. E sono convinta che sia opportuno approfondire e far avanzare l'integrazione nel campo della difesa europea. Non solo per ridurre i costi della difesa, bensì anche per rendere tutti noi europei più capaci di rispondere alle minacce che investono l'Unione intera".
Lei si è schierata per la piena parità di diritti delle persone LGBT. Non le sembra una sfida temeraria ai diffusi umori e pregiudizi conservatori contro di loro?
"Quando affrontiamo temi così divisivi, dobbiamo tutti noi democratici guardare ai valori che ci uniscono. Liberal e conservatori hanno posizioni molto diverse, ma anche valori comuni della democrazia: empatia, compassione, amore del prossimo, rispetto. Con un dibattito onesto e aperto e un approccio sensibile, possiamo abbattere le barriere che ci dividono. Possiamo avere visioni e opinioni diverse sul mondo, ma nell'universo conviviamo sullo stesso pianeta".
Come sarà impostata la campagna del suo partito, Slovacchia progressista, per le europee?
"Slovacchia progressista è un partito chiaramente posizionato e radicato come pro-europeista, questo lo allinea ai valori occidentali. Esprime una chiara voce a favore di una cooperazione europea intensa e significativa. Questi valori, difesi dal partito nel confronto politico interno, saranno anche i valori della sua campagna per i suoi candidati alle elezioni europee per assicurarsi forti mandati. Auguro al mio partito il miglior successo possibile alle europee, per battersi per questi valori".
E con quale famiglia politica vi schiererete nel Parlamento europeo?
"Slovacchia progressista è membro della Alde e si batte per un'Europa forte, unita, efficiente. Secondo noi gli Stati membri dell'Unione devono cooperare in modo rafforzato sui grandi temi chiave e lavorare senza pausa per intensificare e approfondire l'integrazione. E quanto alla politica internazionale, Slovacchia progressista ritiene che un'Europa forte e unita sia indispensabile se vogliamo essere un attore rilevante sulla scena mondiale. Da soli noi europei siamo piccoli e deboli a fronte di giganti come Cina, Russia e Usa, ma uniti saremo forti".
Ma come risolvere in modo unitario il tema dell'immigrazione, che spaventa i cittadini e divide partiti e paesi?
"Capisco bene l'importanza del problema, credo che si debbano capire i timori dei cittadini. Ma è anche importante essere razionali, e decidere in base ai fatti. La realtà che va spiegata ai cittadini ci dice che le ondate migratorie calano di continuo, e sono ben inferiori ai livelli della grande ondata del 2015. E' nostro dovere comunicare sul tema coi nostri cittadini invece di spaventarli. E' anche necessario condurre politiche comuni e coordinate a fronte dell'immigrazione incontrollata. Penso a misure preventive che riducano il pericolo di altre crisi dei migranti. Per esempio sicurezza collettiva delle frontiere dell'Unione, coordinamento nelle politiche dei rimpatri, e solidarietà tra Stati membri. Semplicemente non è accettabile lasciare Stati membri e amici come Italia o Grecia soli davanti all'immigrazione di massa. Abbiamo visto il sovraffollamento nel vostro Sud, avremmo dovuto aiutare di piú sia voi sia i greci. E al tempo stesso dobbiamo concentrarci sui conflitti e le crisi lontane che causano l'immigrazione. Politiche preventive e di peace-keeping sul posto possono efficacemente prevenire la migrazione di massa".
Come salvare l'Europa dal populismo?
"I leader dei paesi membri dell'Unione devono concentrarsi sull'esigenza di trovare messaggi politici alternativi alla disillusione e al populismo. Io capisco che molta gente in Europa sia delusa, frustrata e stanca della situazione attuale, ma è necessario rispondere a tali stati d'animo con un messaggio politico positivo. Gentilezza, correttezza, toni e contenuti civili nel confronto politico sono stati temi centrali nella mia campagna elettorale. Ho evitato ogni attacco personale o tono negativo. E' facile criticare e basta, ben piú difficile ma necessario è offrire soluzioni positive e costruttive. Comunque il nostro dovere di politici democratici europei è fornire soluzioni ai problemi reali espressi dai nostri cittadini. Sono convinta che sia possibile fornire questa alternativa positiva e costruttiva ed è nostra responsabilità fare del nostro meglio per arrivarci".
E' stata chiamata la Erin Brockovich slovacca.Segnale di speranza, o come lo interpreta?
"Ho spesso udito questo paragone, lo accolgo cum grano salis e con un sorriso. Non mi considero un simbolo, sentirmi definire così mi colma di umiltà. Farò di tutto per svolgere il mio mandato con responsabilità e fedele ai miei valori, nel mio paese e a livello internazionale. Se c'è un punto sul quale voglio essere un esempio è riuscire con toni civili, empatia e compassione a dialogare con i cittadini frustrati, delusi, arrabbiati. E' la mia speranza".
Presidente, lei è la prima donna eletta capo dello Stato nel gruppo Visegrad e nel centroest. Che importanza ha?
"La considero una responsabilità enorme. Voglio servire il mio Paese e il mio popolo al meglio delle mie capacità. Sebbene io non abbia impostato la mia campagna elettorale su questo tema, credo che la mia vittoria possa essere un segnale positivo per le donne in tutta l'Europa centro-orientale. Molte di loro possono avere paura di impegnarsi in politica, a causa degli stereotipi prevalenti nelle società del centro-est europeo. Spero che potremo superare questa situazione e dare alle donne nei nostri Paesi una rappresentanza adeguata nella vita politica e nella società civile, e se la mia vittoria potrà aiutare questo processo ne sarò felice".
Quali priorità si pone per i suoi primi cento giorni da capo dello Stato?
"Il mio primo passo concreto sarà creare un team per attuare il mio programma. Il punto più importante è dare alla Slovacchia la garanzia di una giustizia che funzioni. Secondo punto: la difesa dell'ambiente, la lotta al riscaldamento globale. Terzo: una nuova politica solidale di aiuti per gli anziani, per garantire loro un dignitoso benessere. In seguito, voglio instaurare un clima di cooperazione e correttezza nei rapporti politici con l'attuale governo e con i leader di tutti i partiti politici importanti. La mia prima visita all'estero sarà nella Repubblica Ceca, come è tradizione. Poi voglio incontrare i leader degli altri paesi di Visegrad per discutere con loro su come gestire e portare avanti la nostra cooperazione".
Ma in molti paesi centro-est europei, inclusi almeno due di Visegrad, le voci critiche piú importanti vengono da Ong, intellettuali e da esponenti di movimenti della società civile, e non vengono ascoltate dai governi. Lei vuole aprire un dialogo con Ong e società civile o no?
"Io ho alle spalle una mia storia personale di impegno nelle Ong e per la società civile, e quindi considero le Ong una parte vitale e importante della società civile. In molti casi, le Ong aiutano a creare situazioni di buon governo, quasi sostituendosi ai governi quando questi non fanno a dovere il loro lavoro per i cittadini. Sempre più spesso, questo settore attivo della società civile si trova sotto attacco. In Slovacchia è di importanza fondamentale stare a fianco delle Ong ogni volta che ciò è necessario".
Molti governi e molti politici nella Ue, chiedono più sovranità e meno integrazione europea. Lei vuole più sovranità o più integrazione?
"La cooperazione europea è la soluzione a molti dei nostri problemi comuni. Io sono decisamente a favore dell'integrazione su temi importanti e in modo ragionevole. Penso alla cooperazione sul tema dell'immigrazione, della sicurezza delle frontiere esterne dell'Unione, nella lotta comune al crimine organizzato e al terrorismo. E sono convinta che sia opportuno approfondire e far avanzare l'integrazione nel campo della difesa europea. Non solo per ridurre i costi della difesa, bensì anche per rendere tutti noi europei più capaci di rispondere alle minacce che investono l'Unione intera".
Lei si è schierata per la piena parità di diritti delle persone LGBT. Non le sembra una sfida temeraria ai diffusi umori e pregiudizi conservatori contro di loro?
"Quando affrontiamo temi così divisivi, dobbiamo tutti noi democratici guardare ai valori che ci uniscono. Liberal e conservatori hanno posizioni molto diverse, ma anche valori comuni della democrazia: empatia, compassione, amore del prossimo, rispetto. Con un dibattito onesto e aperto e un approccio sensibile, possiamo abbattere le barriere che ci dividono. Possiamo avere visioni e opinioni diverse sul mondo, ma nell'universo conviviamo sullo stesso pianeta".
Come sarà impostata la campagna del suo partito, Slovacchia progressista, per le europee?
"Slovacchia progressista è un partito chiaramente posizionato e radicato come pro-europeista, questo lo allinea ai valori occidentali. Esprime una chiara voce a favore di una cooperazione europea intensa e significativa. Questi valori, difesi dal partito nel confronto politico interno, saranno anche i valori della sua campagna per i suoi candidati alle elezioni europee per assicurarsi forti mandati. Auguro al mio partito il miglior successo possibile alle europee, per battersi per questi valori".
E con quale famiglia politica vi schiererete nel Parlamento europeo?
"Slovacchia progressista è membro della Alde e si batte per un'Europa forte, unita, efficiente. Secondo noi gli Stati membri dell'Unione devono cooperare in modo rafforzato sui grandi temi chiave e lavorare senza pausa per intensificare e approfondire l'integrazione. E quanto alla politica internazionale, Slovacchia progressista ritiene che un'Europa forte e unita sia indispensabile se vogliamo essere un attore rilevante sulla scena mondiale. Da soli noi europei siamo piccoli e deboli a fronte di giganti come Cina, Russia e Usa, ma uniti saremo forti".
Ma come risolvere in modo unitario il tema dell'immigrazione, che spaventa i cittadini e divide partiti e paesi?
"Capisco bene l'importanza del problema, credo che si debbano capire i timori dei cittadini. Ma è anche importante essere razionali, e decidere in base ai fatti. La realtà che va spiegata ai cittadini ci dice che le ondate migratorie calano di continuo, e sono ben inferiori ai livelli della grande ondata del 2015. E' nostro dovere comunicare sul tema coi nostri cittadini invece di spaventarli. E' anche necessario condurre politiche comuni e coordinate a fronte dell'immigrazione incontrollata. Penso a misure preventive che riducano il pericolo di altre crisi dei migranti. Per esempio sicurezza collettiva delle frontiere dell'Unione, coordinamento nelle politiche dei rimpatri, e solidarietà tra Stati membri. Semplicemente non è accettabile lasciare Stati membri e amici come Italia o Grecia soli davanti all'immigrazione di massa. Abbiamo visto il sovraffollamento nel vostro Sud, avremmo dovuto aiutare di piú sia voi sia i greci. E al tempo stesso dobbiamo concentrarci sui conflitti e le crisi lontane che causano l'immigrazione. Politiche preventive e di peace-keeping sul posto possono efficacemente prevenire la migrazione di massa".
Come salvare l'Europa dal populismo?
"I leader dei paesi membri dell'Unione devono concentrarsi sull'esigenza di trovare messaggi politici alternativi alla disillusione e al populismo. Io capisco che molta gente in Europa sia delusa, frustrata e stanca della situazione attuale, ma è necessario rispondere a tali stati d'animo con un messaggio politico positivo. Gentilezza, correttezza, toni e contenuti civili nel confronto politico sono stati temi centrali nella mia campagna elettorale. Ho evitato ogni attacco personale o tono negativo. E' facile criticare e basta, ben piú difficile ma necessario è offrire soluzioni positive e costruttive. Comunque il nostro dovere di politici democratici europei è fornire soluzioni ai problemi reali espressi dai nostri cittadini. Sono convinta che sia possibile fornire questa alternativa positiva e costruttiva ed è nostra responsabilità fare del nostro meglio per arrivarci".
E' stata chiamata la Erin Brockovich slovacca.Segnale di speranza, o come lo interpreta?
"Ho spesso udito questo paragone, lo accolgo cum grano salis e con un sorriso. Non mi considero un simbolo, sentirmi definire così mi colma di umiltà. Farò di tutto per svolgere il mio mandato con responsabilità e fedele ai miei valori, nel mio paese e a livello internazionale. Se c'è un punto sul quale voglio essere un esempio è riuscire con toni civili, empatia e compassione a dialogare con i cittadini frustrati, delusi, arrabbiati. E' la mia speranza".