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Il castello di Amboise 

Tour de France sulle tracce di Leonardo

Il Castello di Amboise, dove c’è la tomba e il maniero di Clos-Lucé, ultima casa del maestro rinascimentale. In vista dei 500 anni dalla morte, il 2 maggio, siamo andati nella Valle della Loira cercando il fantasma dell’artista  
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Leonardo riposa in una piccola cappella che domina la Valle della Loira, nel parco del castello di Amboise dove Francesco I l'accolse dopo averlo convinto a trasferirsi alla corte di Francia. È qui che Emmanuel Macron e Sergio Mattarella deporranno una corona di fiori il 2 maggio in occasione dei cinquecento anni della scomparsa del genio del Rinascimento. "Siamo molto emozionati, nessun presidente italiano era mai venuto a trovarci" racconta Jean-Louis Sureau, signore elegante che ci fa da guida in perfetto italiano. Da più di vent'anni è il direttore del castello di Amboise. Si fa spazio tra i gruppi di turisti nel tempietto. "In vista dell'anniversario - spiega - abbiamo già un forte aumento di visite". La tomba di Leonardo è stata ricostruita con presunti resti ritrovati alla fine dell'Ottocento, dopo che quella originale presente dentro alla chiesa Saint-Florentin è stata distrutta.

Leonardo aveva dato…
Leonardo riposa in una piccola cappella che domina la Valle della Loira, nel parco del castello di Amboise dove Francesco I l'accolse dopo averlo convinto a trasferirsi alla corte di Francia. È qui che Emmanuel Macron e Sergio Mattarella deporranno una corona di fiori il 2 maggio in occasione dei cinquecento anni della scomparsa del genio del Rinascimento. "Siamo molto emozionati, nessun presidente italiano era mai venuto a trovarci" racconta Jean-Louis Sureau, signore elegante che ci fa da guida in perfetto italiano. Da più di vent'anni è il direttore del castello di Amboise. Si fa spazio tra i gruppi di turisti nel tempietto. "In vista dell'anniversario - spiega - abbiamo già un forte aumento di visite". La tomba di Leonardo è stata ricostruita con presunti resti ritrovati alla fine dell'Ottocento, dopo che quella originale presente dentro alla chiesa Saint-Florentin è stata distrutta.

Leonardo aveva dato precise indicazioni per la sua sepoltura. Sentendosi mancare le forze, aveva dettato un testamento per stabilire anche la cerimonia funebre, chiedendo che sessanta poveri accompagnassero il suo feretro. Il testamento autografo non esiste più, ma il testo è stato ritrovato negli archivi del notaio reale dell'epoca. Il castello di Amboise che visiterà Mattarella tra qualche giorno è molto diverso da quello che aveva visto Leonardo al suo arrivo dall'Italia, nell'autunno 1516, a 64 anni, dopo aver attraversato le Alpi a dorso di un mulo accompagnato dai suoi discepoli, Francesco Melzi e Battista de Villanis. Solo un quinto dell'immensa cittadella fortificata del Cinquecento è rimasto in piedi. "È un castello che ha avuto un po' di sfortuna" racconta l'attuale direttore. A lungo abbandonato e disabitato, a metà dell'Ottocento è anche servito come prigione per l'emiro Abd el-Kader, capo politico e spirituale dell'Algeria.

Nella Salle des Audiences, dove Francesco I aveva accolto il grande artista, nominandolo "primo pittore, ingegnere e architetto reale", sono in corso i lavori di allestimento per la mostra dedicata alla relazione tra Leonardo e il giovane sovrano che lo chiamava "padre mio". "Leonardo era fiorentino, ma ha scelto di vivere i suoi ultimi anni in Francia e alla fine per tutti è un genio universale" commenta Sureau per chiudere le liti nazionaliste e mettere tutti d'accordo. Il direttore del castello è impaziente di far vedere ai due capi di Stato La morte di Leonardo da Vinci tra le braccia di Francesco I, monumentale ritratto di François-Guillaume Ménageot ripreso in un arazzo al Quirinale. Nonostante la leggenda, Francesco I non era al capezzale di Leonardo quel 2 maggio 1519.

Il genio rinascimentale è morto nella camera al primo piano del Clos-Lucé, maniero di tufo e mattoni rossi a meno di cinquecento metri dalla reggia di Amboise. Sciami di ragazzi e bambini corrono nel parco di sette ettari, tra riproduzioni di disegni e grandi invenzioni di Leonardo. L'ultima casa dove ha vissuto il genio rinascimentale è stata aperta al pubblico nel 1954 dai Saint-Bris, la famiglia proprietaria che ha passato sessant'anni a restaurare la dimora, facendosi aiutare dallo specialista di Leonardo Carlo Pedretti, scomparso lo scorso anno.

Per festeggiare il cinquecentenario il Clos-Lucé ha ottenuto il prestito dell'arazzo dell'Ultima Cena esposto per la prima volta al di fuori dei Musei Vaticani.
Dentro al maniero non sono conservate opere dell'artista, ma è stata ricostituita la bottega in cui aveva portato dall'Italia tre dei suoi capolavori, la Gioconda, il San Giovanni Battista e la Sant'Anna, oltre ai suoi taccuini, manoscritti e appunti. Nel soggiorno francese Leonardo si è occupato di molti progetti, ma ha anche portato la "moda italiana", organizzando sontuose feste reali, con scenografie complesse, arredi da cerimonia, rappresentazioni teatrali, effetti speciali. Il 15 maggio 1518, un anno prima di morire, si era occupato della famosa ricostruzione della battaglia di Marignan.

L'omaggio di Macron e Mattarella si concluderà al castello di Chambord, progetto di città ideale immaginato da Leonardo su richiesta di Luisa di Savoia e di Francesco I, e prevista a Romorantin, a cinquanta chilometri da Amboise. Dopo la sua morte, la planimetria originale è servita alla costruzione di Chambord come documenta una mostra affidata alla supervisione dell'architetto Dominique Perrault e del filosofo Roland Schaer. "Con Leonardo la Francia passa dal Medioevo al Rinascimento" sottolinea François Benneau, governatore della regione Centre-Val de Loire che ha organizzato e finanziamento oltre 500 eventi culturali per il cinquecentenario sotto al titolo "Viva Leonardo da Vinci!". In autunno è poi prevista a Parigi la grande mostra al Louvre.
L'investimento di mezzi e promozioni è spettacolare, anche paragonato all'Italia.