"Sempre rimanendo nel Partito socialista europeo" sono le parole chiave per capire come si posizionerà Nicola Zingaretti in Europa. Dunque: gli eurodeputati del Pd siederanno nel gruppo dei Socialisti e democratici. Ma il segretario immagina un movimentismo non vincolato a schemi del passato. "Cercheremo alleanze contro i sovranisti che vogliono distruggere l'Europa". Qui si intravede il volto di Emmanuel Macron. Intese numeriche e politiche per contare di più, per fronteggiare Salvini e i suoi alleati ma anche per presentarsi ad Angela Merkel con un pacchetto di voti sufficiente a "piegarla" su alcuni temi e sulle nomine. Da Macron a Tsipras non è quindi solo un modo di dire, uno specchietto per le allodole per dimostrare lo spirito unitario del nuovo Pd. Il premier greco partecipa ormai da due anni alle riunioni del Pse pur non facendone parte. Un segnale inequivocabile. Il presidente francese invece ha bisogno anche del sostegn…
"Sempre rimanendo nel Partito socialista europeo" sono le parole chiave per capire come si posizionerà Nicola Zingaretti in Europa. Dunque: gli eurodeputati del Pd siederanno nel gruppo dei Socialisti e democratici. Ma il segretario immagina un movimentismo non vincolato a schemi del passato. "Cercheremo alleanze contro i sovranisti che vogliono distruggere l'Europa". Qui si intravede il volto di Emmanuel Macron. Intese numeriche e politiche per contare di più, per fronteggiare Salvini e i suoi alleati ma anche per presentarsi ad Angela Merkel con un pacchetto di voti sufficiente a "piegarla" su alcuni temi e sulle nomine. Da Macron a Tsipras non è quindi solo un modo di dire, uno specchietto per le allodole per dimostrare lo spirito unitario del nuovo Pd. Il premier greco partecipa ormai da due anni alle riunioni del Pse pur non facendone parte. Un segnale inequivocabile. Il presidente francese invece ha bisogno anche del sostegno della sinistra italiana per immaginare un nuovo gruppo liberale che superi l'Alde. E per contare il Pd serve.
Zingaretti infatti immagina un notevole peso specifico per il Partito democratico. "Noi saremo una delle delegazioni più importanti del gruppo del Pse, il nostro gruppo", dice a due settimane dal voto. Forse la prima se i tedeschi faranno flop. Con più membri degli spagnoli, anche se il Psoe dovesse raggiungere una percentuale maggiore del Pd. Carlo Calenda non ha dubbi sul futuro dell'Unione: "Mi iscriverò al Pse e da lì cercherò un'alleanza con i liberal democratici, con Macron e con i Verdi. Nascerà per forza un fronte antisovranista e sarà costruito politicamente, non ho dubbi".
Ammettiamo che il capolista del Nord Est si spinga troppo avanti. Ma il discorso di Zingaretti, in prospettiva, non è molto diverso. Oggi il Pd rimane volentieri legato al Pse. Martedì il segretario ospiterà a Roma Franz Timmermans, candidato dei socialisti alla poltrona di Juncker. Non è il caso di irritare l'invitato. Ma oggi, e non è la prima volta, Zingaretti a Torino incontra Stanislas Guérini, il segretario nazionale di En Marche, insieme con Enrico Morando, candidato nel Nord Ovest, Sandro Gozi e Piero Fassino. È la potenziale alleanza che si materializza, prende forma, in attesa del 27 maggio. Il Pse ha un suo programma che come ricorda il segretario prevede "sviluppo sostenibile, lavoro, formazione, Europa sociale e lotta alle disuguaglianze". Non è lo stesso dei liberali e dei macroniani. Perciò non ci saranno documenti comuni prima del voto. "Ma in Parlamento, sulla difesa e sul cambiamento dell'Europa, cercheremo alleanze". Un passo alla volta.
Nel comizio organizzato ieri, La République En Marche, il partito di Macron ha invece cercato di forzare un po' la mano, mettendo tra la decina di alleati europei anche il Pd, rappresentato da Matteo Renzi con un collegamento video. Il partito guidato da Zingaretti era citato insieme agli spagnoli di Ciudadanos, i belgi del Mouvement Réformateur dell'ex premier Michel, i tedeschi dell'Fdp: tutte forze politiche che oggi sono nel gruppo dei liberali Alde. L'idea di Macron è rompere gli schemi, superare l'Alde presieduto dal belga Guy Verhofstadt e costituire un nuovo gruppo che potrebbe essere ribattezzato "Renaissance", nome scelto per la lista di Lrem alle europee. Stéphane Séjourné, direttore della campagna per le europee, promette altre sorprese. "Nelle prossime settimane - spiega - cerchermo di allargare ancora di più l'alleanza". Alcuni macroniani sognano addirittura intese dopo il voto con Verdi e altri per creare un blocco di potere senza il Ppe. Una scommessa per il momento sospesa. In base ai sondaggi, il partito di Macron potrà eleggere una ventina di candidati e la sua nuova creatura politica europea avrebbe in tutto un centinaio di eurodeputati. Sufficienti a creare una superalleanza con i socialisti.
Zingaretti infatti immagina un notevole peso specifico per il Partito democratico. "Noi saremo una delle delegazioni più importanti del gruppo del Pse, il nostro gruppo", dice a due settimane dal voto. Forse la prima se i tedeschi faranno flop. Con più membri degli spagnoli, anche se il Psoe dovesse raggiungere una percentuale maggiore del Pd. Carlo Calenda non ha dubbi sul futuro dell'Unione: "Mi iscriverò al Pse e da lì cercherò un'alleanza con i liberal democratici, con Macron e con i Verdi. Nascerà per forza un fronte antisovranista e sarà costruito politicamente, non ho dubbi".
Ammettiamo che il capolista del Nord Est si spinga troppo avanti. Ma il discorso di Zingaretti, in prospettiva, non è molto diverso. Oggi il Pd rimane volentieri legato al Pse. Martedì il segretario ospiterà a Roma Franz Timmermans, candidato dei socialisti alla poltrona di Juncker. Non è il caso di irritare l'invitato. Ma oggi, e non è la prima volta, Zingaretti a Torino incontra Stanislas Guérini, il segretario nazionale di En Marche, insieme con Enrico Morando, candidato nel Nord Ovest, Sandro Gozi e Piero Fassino. È la potenziale alleanza che si materializza, prende forma, in attesa del 27 maggio. Il Pse ha un suo programma che come ricorda il segretario prevede "sviluppo sostenibile, lavoro, formazione, Europa sociale e lotta alle disuguaglianze". Non è lo stesso dei liberali e dei macroniani. Perciò non ci saranno documenti comuni prima del voto. "Ma in Parlamento, sulla difesa e sul cambiamento dell'Europa, cercheremo alleanze". Un passo alla volta.
Nel comizio organizzato ieri, La République En Marche, il partito di Macron ha invece cercato di forzare un po' la mano, mettendo tra la decina di alleati europei anche il Pd, rappresentato da Matteo Renzi con un collegamento video. Il partito guidato da Zingaretti era citato insieme agli spagnoli di Ciudadanos, i belgi del Mouvement Réformateur dell'ex premier Michel, i tedeschi dell'Fdp: tutte forze politiche che oggi sono nel gruppo dei liberali Alde. L'idea di Macron è rompere gli schemi, superare l'Alde presieduto dal belga Guy Verhofstadt e costituire un nuovo gruppo che potrebbe essere ribattezzato "Renaissance", nome scelto per la lista di Lrem alle europee. Stéphane Séjourné, direttore della campagna per le europee, promette altre sorprese. "Nelle prossime settimane - spiega - cerchermo di allargare ancora di più l'alleanza". Alcuni macroniani sognano addirittura intese dopo il voto con Verdi e altri per creare un blocco di potere senza il Ppe. Una scommessa per il momento sospesa. In base ai sondaggi, il partito di Macron potrà eleggere una ventina di candidati e la sua nuova creatura politica europea avrebbe in tutto un centinaio di eurodeputati. Sufficienti a creare una superalleanza con i socialisti.