Così Vittorio Zucconi ha raccontato 30 anni di America
Vittorio Zucconi
,
di VITTORIO ZUCCONI
Dall’11 settembre alle epopee dei presidenti Usa: trent’anni di giornalismo in un’antologia dei suoi pezzi. Compreso il primo firmato su Repubblica, nel 1984 da Parigi
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La parabola discendente di Francois Mitterrand
27 novembre 1984
PARIGI. È il novembre del 1984: nelle case del XVIII, a Montmartre, nove vecchie sono state uccise in pochi giorni, senza ragione e ancora senza colpevoli. Negli arrondissement eleganti, tre signore in un pomeriggio sono assalite e spogliate a colpi di bombola lacrimogena, nell'ascensore di casa. Le anziane di Montmartre hanno chiesto e ottenuto la scorta della polizia, quando vanno a prendere la pensione. Questo è l'autunno del 1984: ancora nessuno sa, o vuol dire, chi, in provincia, abbia annegato, buttandolo vivo e legato nel fiume, un bambino di famiglia italiana che tutti odiavano perchè aveva una bella casa e due auto nel garage. Nel cortile di una fabbrica, alle porte di Parigi, un operaio turco, sindacalista, è ucciso a freddo: nella banlieu parigina triste delle "città nuove", degli ipermercati con lo sconto, dei cani da guardia che appaiono nel buio, altri du…
PARIGI. È il novembre del 1984: nelle case del XVIII, a Montmartre, nove vecchie sono state uccise in pochi giorni, senza ragione e ancora senza colpevoli. Negli arrondissement eleganti, tre signore in un pomeriggio sono assalite e spogliate a colpi di bombola lacrimogena, nell'ascensore di casa. Le anziane di Montmartre hanno chiesto e ottenuto la scorta della polizia, quando vanno a prendere la pensione. Questo è l'autunno del 1984: ancora nessuno sa, o vuol dire, chi, in provincia, abbia annegato, buttandolo vivo e legato nel fiume, un bambino di famiglia italiana che tutti odiavano perchè aveva una bella casa e due auto nel garage. Nel cortile di una fabbrica, alle porte di Parigi, un operaio turco, sindacalista, è ucciso a freddo: nella banlieu parigina triste delle "città nuove", degli ipermercati con lo sconto, dei cani da guardia che appaiono nel buio, altri due turchi sono uccisi a fucilate e sei feriti nel loro bar da un giovane disoccupato che, dice semplicemente, "ne avevo le palle piene di loro". Leggi l'articolo completo
La rivoluzione di Bill Clinton alla Casa Bianca
3 novembre 1992
WASHINGTON. Un miracolo sta avvenendo davanti ai nostri occhi nella più potente e ricca nazione del XX secolo: per la quarantaduesima volta in 200 anni, in un filo storico ininterrotto che neppure guerre civili, assassinii politici e scandali colossali sono mai riusciti a spezzare, un popolo americano diviso in 130 razze e in 74 lingue o dialetti diversi si ritrova per un giorno nel rito misterioso e unificante della democrazia. In questo anno di grandissimo sconforto per noi elettori italiani, guardiamo dunque prima di tutto alla celebrazione del rito quadriennale americano come a un messaggio di speranza e di rassicurazione. Leggi l'articolo completo
11 settembre: attacco all’America
12 settembre 2001
WASHINGTON. L'America è stata violentata in un atto di guerra che ha usato bombe umane e vite di americani, per ferirla a morte: sarebbero almento ventimila le vittime dell'attacco terroristico che ha polverizzato le Torri gemelle di Manhattan e mandato in fiamme il Pentagono. Bush si è impegnato col paese: "Prenderemo gli attentatori e risponderemo". Dieci ore dopo l'attacco contro New York e Washington, Kabul, la capitale dell'Afghanistan che ospita il terrorista bin Laden, è stata colpita da missili ma il Pentagono nega si tratti di un attacco Usa. Nulla, nella storia americana, aveva mai straziato la nazione come questa giornata di un Settembre nero senza eguali. Leggi l'articolo completo
L’epopea di Obama, tra speranze e disillusioni
7 novembre 2008
WASHINGTON. Il manifesto vivente degli ex voto anticipati scritti dai fedeli per chiedere a Obama la grazia di un miracolo ancora da fare, sta piantato esattamente nel cuore di tutte le tragedie e le speranze della storia americana, nel luogo dal quale parlò Martin Luther King e dove riposa Lincoln, fra i bronzi delle grandi vittorie e i muri delle malinconiche sconfitte. Grande come un billboard, come un cartellone stradale, ma già insufficiente a contenere le preghiere dei devoti del nuovo Obama Cult, si riempie dei graffiti del mondo che qui vedo sfilare per lasciare il proprio segno in russo, in portoghese, in aramaico, in coreano, in ideogrammi cinesi, in katakana giapponese, in arabo, a volte con foto di vecchie coppie miste, bianche e nere divenute insieme grigie, finalmente riscattate dalla propria diversità, di bambini che non ci sono più, di caduti, di donne arabe velate, di vecchi che proclamano: "Ero viva quando governava Roosevelt e ora posso morire in pace", come scrive Ethan Hayes, dalla Pennsylvania, aggiungendo "anni 94". Leggi l'articolo completo
I Navy Seals che hanno annientato Bin Laden
5 maggio 2011
I Vietcong li avevano soprannominati "gli spettri dalla faccia verde". "Chi l'ha ucciso?" chiedevano i comandanti guerriglieri recuperando il corpo di un compagno caduto. "Un uomo con la faccia verde" rispondevano i sopravvissuti con tono superstizioso. Non potevano ancora sapere che da pochi anni, dopo John F. Kennedy, la loro designazione formale era "Navy Seals". Specialisti di attacchi dal mare, dall'aria, dalla terra con il volto dipinto dei colori della giungla. Dopo l'assalto perfetto al fortino di Osama Bin Laden e l'esecuzione dell'ispiratore e profeta della più temuta rete di terrorismo nel XXI Secolo, Al Qaeda, nella immaginazione del mondo questi guerrieri addestrati oltre il limite della fantasia più sadica hanno occupato il trono che il cinema, la propaganda, le guerre avevano assegnato a Rangers, Berretti Verdi, Marines, Delta Force, paracadutisti, nell'ammirazione o nell'esecrazione del mondo. Leggi l'articolo completo
Donald Trump e la sua famiglia: un clan da reality tv
10 novembre 2016
WASHINGTON. Luminosi nello splendore del successo elettorale del capobranco, laccati nella foto di gruppo dalla miracolosa vernice del danaro, i Trump si preparano a occupare la Casa Bianca a nome e per conto dei diseredati americani che li hanno votati e che potranno vivere della loro luce riflessa. Dopo politicanti di professione, devoti governatori di provincia, affascinanti playboy di buona famiglia, ex attori e clan del petrolio texano, arriva la Tribù dei Trump, prodotto del glamour, delle sfilate di moda, dell’immobiliare e dei reality show. Leggi l'articolo completo