Cuba, la svolta digitale del regime: wifi libero
di DANIELE MASTROGIACOMOLa rivoluzione informatica non si può fermare. Dal 29 luglio via libera alla gestione privata di Internet
Web libero per tutti. Basta stare lì, sotto gli alberghi o i grandi negozi e agganciarsi al wifi, cercare la connessione sul Malecón in mezzo ad altre decine, spesso centinaia di poveri disperati che si rubano a vicenda l’aggancio al provider. Dal 29 luglio Cuba cambia. Non il regime. Internet.
La rete si estende anche ai privati. Chiunque potrà creare una propria rete, importare dall’estero i modem per trasmettere, installare un fascio di collegamento via cavo, wireless e perfino la fibra ottica. Le autorità si rendono conto di non poter fermare la rivoluzione digitale e informatica che pervade l’isola come una febbre. Sempre più cubani usano il cellulare e i pc per darsi appuntamento, seguire cosa accade sull’isola e all’estero. Hanno fame di notizie e di informazioni. E poi, si sa, con il web si fa tutto: si scrivono mail, si postano video e messaggi, foto su Instagram, si commenta su Twitter, per non parlare d…
La rete si estende anche ai privati. Chiunque potrà creare una propria rete, importare dall’estero i modem per trasmettere, installare un fascio di collegamento via cavo, wireless e perfino la fibra ottica. Le autorità si rendono conto di non poter fermare la rivoluzione digitale e informatica che pervade l’isola come una febbre. Sempre più cubani usano il cellulare e i pc per darsi appuntamento, seguire cosa accade sull’isola e all’estero. Hanno fame di notizie e di informazioni. E poi, si sa, con il web si fa tutto: si scrivono mail, si postano video e messaggi, foto su Instagram, si commenta su Twitter, per non parlare d…
Web libero per tutti. Basta stare lì, sotto gli alberghi o i grandi negozi e agganciarsi al wifi, cercare la connessione sul Malecón in mezzo ad altre decine, spesso centinaia di poveri disperati che si rubano a vicenda l’aggancio al provider. Dal 29 luglio Cuba cambia. Non il regime. Internet.
La rete si estende anche ai privati. Chiunque potrà creare una propria rete, importare dall’estero i modem per trasmettere, installare un fascio di collegamento via cavo, wireless e perfino la fibra ottica. Le autorità si rendono conto di non poter fermare la rivoluzione digitale e informatica che pervade l’isola come una febbre. Sempre più cubani usano il cellulare e i pc per darsi appuntamento, seguire cosa accade sull’isola e all’estero. Hanno fame di notizie e di informazioni. E poi, si sa, con il web si fa tutto: si scrivono mail, si postano video e messaggi, foto su Instagram, si commenta su Twitter, per non parlare di Facebook.
Certo, ci sono i costi, ancora proibitivi. Ma a questo, c’è rimedio: caleranno con il flusso dei contatti e con gli abbonamenti e le ricariche. Finora il web era un’esclusiva del governo. Lo diffondeva a singhiozzo, concedeva qualche punto di trasmissione, ha installato un wifi nelle aree di maggior afflusso soprattutto turistico. Briciole. Adesso sarà diverso: apre ai privati. Entro 60 giorni i gestori e proprietari delle reti presenti dovranno regolarizzare la loro posizione e uscire così dal limbo della semi legalità. Avranno una licenza. Potranno crearsi nuovi lavori.
La misura, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e anticipata dai media locali, ha lo scopo di “contribuire all’informazione della società, al benessere della popolazione, alla sovranità del paese e alla prevenzione contro gli effetti nocivi delle radiazioni non ionizzanti”, ha spiegato Wilfredo López, direttore dei Regolamenti del Mincom, il ministero delle Comunicazioni. Il permesso di usare e creare le reti è esteso a tutti, a patto che registrino la loro identità e indichino lo scopo. Se si tratta di reti senza fine di lucro e installate in una casa non sarà necessaria la licenza.
Cuba finalmente si adegua a una realtà che cresce e si modifica alla velocità della luce. Già adesso i controlli si effettuano per via telematica. La rete di telecamere installate ovunque consente di aver sotto controllo la situazione senza dover sparpagliare in giro i poliziotti, in divisa e in abito civile. Aprire il web a tutti sarà ancora più comodo: lo Stato continuerà a gestirlo, potrà spiare e decidere quando aprire e chiudere il segnale. Accade in Cina, accadrà anche a Cuba.
La rete si estende anche ai privati. Chiunque potrà creare una propria rete, importare dall’estero i modem per trasmettere, installare un fascio di collegamento via cavo, wireless e perfino la fibra ottica. Le autorità si rendono conto di non poter fermare la rivoluzione digitale e informatica che pervade l’isola come una febbre. Sempre più cubani usano il cellulare e i pc per darsi appuntamento, seguire cosa accade sull’isola e all’estero. Hanno fame di notizie e di informazioni. E poi, si sa, con il web si fa tutto: si scrivono mail, si postano video e messaggi, foto su Instagram, si commenta su Twitter, per non parlare di Facebook.
Certo, ci sono i costi, ancora proibitivi. Ma a questo, c’è rimedio: caleranno con il flusso dei contatti e con gli abbonamenti e le ricariche. Finora il web era un’esclusiva del governo. Lo diffondeva a singhiozzo, concedeva qualche punto di trasmissione, ha installato un wifi nelle aree di maggior afflusso soprattutto turistico. Briciole. Adesso sarà diverso: apre ai privati. Entro 60 giorni i gestori e proprietari delle reti presenti dovranno regolarizzare la loro posizione e uscire così dal limbo della semi legalità. Avranno una licenza. Potranno crearsi nuovi lavori.
La misura, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e anticipata dai media locali, ha lo scopo di “contribuire all’informazione della società, al benessere della popolazione, alla sovranità del paese e alla prevenzione contro gli effetti nocivi delle radiazioni non ionizzanti”, ha spiegato Wilfredo López, direttore dei Regolamenti del Mincom, il ministero delle Comunicazioni. Il permesso di usare e creare le reti è esteso a tutti, a patto che registrino la loro identità e indichino lo scopo. Se si tratta di reti senza fine di lucro e installate in una casa non sarà necessaria la licenza.
Cuba finalmente si adegua a una realtà che cresce e si modifica alla velocità della luce. Già adesso i controlli si effettuano per via telematica. La rete di telecamere installate ovunque consente di aver sotto controllo la situazione senza dover sparpagliare in giro i poliziotti, in divisa e in abito civile. Aprire il web a tutti sarà ancora più comodo: lo Stato continuerà a gestirlo, potrà spiare e decidere quando aprire e chiudere il segnale. Accade in Cina, accadrà anche a Cuba.