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Dipendenti della Tyson foods al lavoro in Cina 

Il re della carne ora diventa vegetariano

Svolta di Tyson Foods, il più grande produttore di hamburger: arrivano le polpette di verdure
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NEW YORK - Il re della carne americana si pente e si converte, lanciandosi in una transizione soft verso l’hamburger vegetariano. Il gruppo Tyson Foods è il più grosso produttore americano e uno dei big mondiali: sul mercato Usa controlla da solo un quinto di tutte le vendite di carni bovine, maiale e pollame. Anche se l’America rimane la patria delle “steak-house”, da anni Tyson è sotto un fuoco concentrico da tre direzioni: le campagne salutiste contro i danni della carne, quelle degli animalisti contro i maltrattamenti negli allevamenti industriali, infine quelle degli ambientalisti perché le proteine animali sono quelle che consumano più energia, più acqua, e rilasciano il maggior numero di emissioni carboniche. Tyson si arrende, almeno in parte: annuncia una nuova gamma di prodotti più salutisti e sostenibili, che includerà hamburger, polpette e salsicce a base di proteine vegetali, insieme a prodotti…
NEW YORK - Il re della carne americana si pente e si converte, lanciandosi in una transizione soft verso l’hamburger vegetariano. Il gruppo Tyson Foods è il più grosso produttore americano e uno dei big mondiali: sul mercato Usa controlla da solo un quinto di tutte le vendite di carni bovine, maiale e pollame. Anche se l’America rimane la patria delle “steak-house”, da anni Tyson è sotto un fuoco concentrico da tre direzioni: le campagne salutiste contro i danni della carne, quelle degli animalisti contro i maltrattamenti negli allevamenti industriali, infine quelle degli ambientalisti perché le proteine animali sono quelle che consumano più energia, più acqua, e rilasciano il maggior numero di emissioni carboniche. Tyson si arrende, almeno in parte: annuncia una nuova gamma di prodotti più salutisti e sostenibili, che includerà hamburger, polpette e salsicce a base di proteine vegetali, insieme a prodotti ibridi o misti che aiuteranno il palato dei consumatori a una transizione graduale verso nuove abitudini.

«I consumatori di oggi — annuncia il chief executive Noel White — cercano opzioni diverse per le proteine. Perciò noi creiamo nuovi prodotti, per il numero crescente di persone aperte a diete flessibili che includono le proteine vegetali». Il top manager annuncia che Tyson ha l’ambizione di «diventare il leader sul mercato delle proteine alternative, che cresce con tassi a due cifre e può diventare un business miliardario per noi».

Il “pentimento” del carnivoro Tyson nasce anche da una disavventura finanziaria. Il colosso della carne investì in un piccolo concorrente specializzato negli hamburger vegetali, Beyond Meat, ma poi vendette la sua quota minoritaria. Mal gliene incolse perché Beyond Meat al suo collocamento in Borsa ha avuto un balzo del +115%.
Tra i prodotti che Tyson lancia sul mercato ci sono i “nugget” (polpettine croccanti) prodotti con proteine di piselli e con un sapore simile al pollo. Il primo hamburger della nuova generazione invece è un ibrido: contiene proteine di piselli, ma anche carne e manzo. Ci saranno anche salsicce e “meatball” (polpette) con un mix a base di vegetali e pollo.

Una delle fasce di consumatori più in crescita, infatti, secondo gli studi di mercato di Tyson sono i cosiddetti “flessitariani”: quelli che adottano una dieta flessibile, sostituendo il più possibile la carne con proteine vegetali, ma senza arrivare alle esclusioni dei vegetariani puristi o dei vegani. L’idea di una transizione graduale è sostenuta da un’indagine della Tyson, secondo cui il 75% dei suoi consumatori sono aperti a un’alimentazione che includa proteine di carne e proteine vegetali; il 40% vuole comunque aumentare il peso dei vegetali nella dieta.

La varietà delle tendenze o mode alimentari in America sta crescendo a dismisura, tanto che l’agenzia Bloomberg sente il bisogno di fornire un glossarietto. Accanto ai “flexitarian” e ai vegani estremi (che rifiutano i latticini) ci sono i “vegani crudi” che respingono anche il cibo cotto ad alte temperature; i “riducitariani” che puntano a diminuire gradualmente il consumo di carne, più le tante varianti degli “ovo-”, “lacto-”, vegetariani che oltre a frutta e verdura ammettono solo uova o solo latticini.
Il business fiuta il vento: nel mercato alimentare solo le diete alternative offrono tassi di crescita entusiasmanti. La logica del profitto in questo caso può coincidere con la sostenibilità. Tyson promette di ridurre del 30% le sue emissioni carboniche entro il 2030.