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(reuters)

Messico, ecco la storia dietro alla foto shock di padre e figlia annegati nel Rio Grande

Il 25enne Oscar Ramirez e la bimba di 23 mesi sono morti nel tentativo di superare il confine per inseguire il "sogno americano": una tragedia familiare che accende i fari sulle politiche di immigrazione dell'amministrazione Trump
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MIAMI. Inseguiva il sogno americano di una vita migliore. Per questo, come tanti prima di lui, Oscar Ramirez, 25 anni, pizzaiolo di San Martín, El Salvador, il 2 Aprile di quest'anno s'era messo in viaggio con la moglie Vanessa, 21 anni, e la figlia Valeria di 23 mesi. "Lo avevo pregato di non partire" piange ora sua mamma Rosa parlando al salvadoregno El Diario de Hoy: "Lo faccio per Valeria" aveva risposto Oscar. "Come potevo fermarlo? Aveva ragione lui".

Ma è l'America di Donald Trump quella che i Ramirez hanno trovato alla fine del loro cammino. L'America che alza muri e ora preme per restringere il diritto d'asilo ai tanti che fuggono da fame e violenza delle gang. "Queste persone non hanno futuro né alternative. E paradossalmente la stretta di Trump al confine le sta spingendo a partire in numeri sempre più massicci: pensano che sia l'ultima "chance" dice a Repubblica John Carlos Fr…
MIAMI. Inseguiva il sogno americano di una vita migliore. Per questo, come tanti prima di lui, Oscar Ramirez, 25 anni, pizzaiolo di San Martín, El Salvador, il 2 Aprile di quest'anno s'era messo in viaggio con la moglie Vanessa, 21 anni, e la figlia Valeria di 23 mesi. "Lo avevo pregato di non partire" piange ora sua mamma Rosa parlando al salvadoregno El Diario de Hoy: "Lo faccio per Valeria" aveva risposto Oscar. "Come potevo fermarlo? Aveva ragione lui".

Ma è l'America di Donald Trump quella che i Ramirez hanno trovato alla fine del loro cammino. L'America che alza muri e ora preme per restringere il diritto d'asilo ai tanti che fuggono da fame e violenza delle gang. "Queste persone non hanno futuro né alternative. E paradossalmente la stretta di Trump al confine le sta spingendo a partire in numeri sempre più massicci: pensano che sia l'ultima "chance" dice a Repubblica John Carlos Frey, il giornalista investigativo messicano di The Marshall Project vincitore di un Emmy col documentario Invisible Mexicans e autore di un saggio appena approdato in libreria intitolato Sand and Blood, sabbia e sangue, dedicato proprio alla situazione dei migranti alla frontiera col Messico. "Una volta al confine quelle persone si trovano in una situazione di guerra: militari che gli danno la caccia come fossero criminali, elicotteri sulla teste che terrorizzano i bambini e i prezzi dei generi di prima necessità alle stelle".

Non stupisce, dunque, che dopo aver fatto richiesta d'asilo a Matamoros - cittadina messicana affacciata sul Rio Bravo - i Ramirez non abbiano voluto aspettare. Trecentesimi di una lista che avanza lentamente, tre soli colloqui al giorno, non se la sentono di restare bloccati per mesi in attesa dell'intervista che avrebbe potuto spalancare loro le porte d'America: ma anche chiuderle per sempre. E domenica tentano la sorte: attraversando il Rio Bravo. "La situazione peggiora ogni giorno, i raid della polizia portano via anche chi, come noi, ha un visto messicano: stanotte entriamo in America", confida Oscar alla sorella Wendy via Facebook all'1 del mattino. Tre ore dopo, è la voce disperata di Vanessa a svegliare mamma Rosa: "Sono morti, sono annegati" urlava".

I corpi di Oscar e Valeria vengono ritrovati ore dopo a un chilometro da dove si erano tuffati: uniti da una maglietta, come mostra lo scatto che in poche ore ha fatto il giro del mondo realizzato da Julia LeDuc, reporter del quotidiano La Jornada. È proprio la fotografa messicana a raccontare a un collega del Guardian come sono andate le cose, dopo aver ascoltato la prima testimonianza resa da Vanessa alla polizia di frontiera: "Alle due di notte, Oscar ha guadato il fiume portando Valeria sull'altra riva. Poi è tornato indietro per aiutare Vanessa. Ma la piccola, sola sulla riva, ha avuto paura. Ha seguito il papà. Lui ha tentato di afferrarla. L'ha raggiunta: ed è sparito con lei, portati via dalla corrente".

Quando martedì sera quella foto è stata mostrata ad Elizabeth Warren durante un affollatissimo comizio all'Ocean Center di Miami, la senatrice del Massachusetts in gara per la nomination presidenziale ha subito detto: "Domani alle nove andrò a protestare davanti all'Homestead Detention Center, dove qui in Florida sono rinchiusi centinaia di piccoli migranti. Quello che sta facendo Trump è ingiusto". Durissima anche la reazione del texano Beto O'Rourke, pure lui in gara per la nomination: "Trump è responsabile di queste morti. Impedendo ai migranti di chiedere asilo alla frontiera viola la legge". Ma su Twitter il presidente reagisce: "I democratici chiedono confini aperti: cioè un lasciapassare per criminali e trafficanti di droga". Già. Ma Oscar sognava solo un futuro migliore per la sua Valeria. "Morti come le loro, sì, anche di bambini piccolissimi, qui si susseguono da vent'anni" ti dice John Carlos Frey. "Oggi c'è una foto che suscita indignazione, bene. Mi auguro che serva ad ammorbidire i cuori di chi crede solo a Fox News e Donald Trump e pensa che al confine prema un esercito di criminali. Non è così: è gente in cerca di futuro a cui sicuramente non va data la caccia. Andrebbe aiutata in altro modo".