BANGKOK - Star di Hollywood con un Oscar e la reputazione di filantropo ambientalista alle spalle, Leonardo DiCaprio è rimasto particolarmente colpito dalla gravità della crisi idrica di Chennai, capitale del Tamil Nadu indiano. L'attore ha condiviso sul suo profilo Instagram la foto di un pozzo asciutto attorno al quale un gruppo di donne si affanna a racimolare un po' d'acqua raschiando il fondo con i secchi. Lo ha reso il simbolo del dramma che sta condizionando non solo la vita della metropoli da 5 milioni di abitanti, ma di gran parte dello stato, un esempio lampante - secondo l'attore - degli effetti catastrofici dei cambi climatici.
Nel testo che accompagna l'immagine DiCaprio usa toni apocalittici: "Solo una pioggia può salvare Chennai da questa situazione". La crisi - spiega - è iniziata quando "Le quattro sorgenti principali si sono prosciugate. La città si sforza di trovare soluzioni urgenti e gli abitanti devono mettersi in fila per ore a prendere l'acqua dalle cisterne governative. Tutti i livelli d'acqua si sono esauriti, alberghi e ristoranti hanno iniziato a chiudere temporaneamente e la metropolitana viaggia senza aria condizionata. Si continuano a cercare fonti alternative, ma la comunità continua a pregare per la pioggia".
Non è il primo post del protagonista di Titanic sui problemi che in India sta "condizionano l'ambiente e la sua gente". Appena due giorni fa aveva condiviso un altro post ripreso dal World Economic Forum dove si parlava della gigantesca montagna di rifiuti di 65 metri nella città di Ghazipur, destinata in pochi anni a diventare più alta del celebre monumento all'amore del Taj Mahal di Agra, da lui visitato nel 2015 durante le riprese del documentario Beyond the Flood, distribuito l'anno successivo.
Da più di vent'anni DiCaprio finanzia con milioni di dollari la Fondazione a suo nome che si occupa anche in India di conservazione delle terre vergini e degli oceani, di cambiamenti climatici, diritti degli indigeni e soluzioni innovative. E' stato anche nominato "Messaggero di pace delle Nazioni Unite" con attenzione ai temi che gli sono cari. In questa veste due anni fa è stato protagonista di un duro attacco al presidente americano Donald Trump dopo la sua 'incauta decisionè - disse - "di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima". "Il futuro su questo pianeta - aggiunse - è ora più a rischio che mai. Per gli americani e per coloro che nella comunità mondiale sono in cerca di una forte leadership sulle questioni climatiche, questa azione è profondamente scoraggiante. Ora, più che mai, dobbiamo essere determinati a risolvere i cambiamenti climatici e sfidare quei leader che non credono nei fatti scientifici o nelle verità empiriche".
Il suo ultimo post su Chennai è presto diventato virale mentre le autorità dello Stato - accusate dalle opposizioni di non aver saputo pianificare un'emergenza prevedibile - hanno annunciato l'apertura entro pochi mesi di un nuovo serbatoio e nel giro di qualche giorno l'arrivo di un treno speciale che trasporterà ogni 24 ore 10 milioni di litri di acqua da altre province del Tamil Nadu. Dopo varie titubanze il governo ha accettato anche l'offerta di altri 2 milioni di litri di acqua potabile dallo stato confinante del Kerala. Ma nel frattempo molti uffici pubblici, compagnie private e grandi magazzini hanno dovuto ridurre il personale e i servizi.
Negli ultimi giorni ci sono state piogge consistenti ma non abbastanza da risolvere la crisi immediata, dovuta anche alla mancanza di strutture adeguate per contenere e preservare l'acqua piovana. L'approvviggionamento idrico della metropoli dipende infatti in gran parte dalla potenza del monsone di ottobre-dicembre, che lo scorso anno fu decisamente inferiore alla media. Secondo un rapporto governativo del 2018 saranno almeno 21 le grandi città indiane a rischio di esaurimento delle fonti come Chennai, compresa la capitale New Delhi, la città tecnologica di Bangalore e Hyderabad, con oltre 100 milioni di persone potenzialmente all'asciutto.
Nel testo che accompagna l'immagine DiCaprio usa toni apocalittici: "Solo una pioggia può salvare Chennai da questa situazione". La crisi - spiega - è iniziata quando "Le quattro sorgenti principali si sono prosciugate. La città si sforza di trovare soluzioni urgenti e gli abitanti devono mettersi in fila per ore a prendere l'acqua dalle cisterne governative. Tutti i livelli d'acqua si sono esauriti, alberghi e ristoranti hanno iniziato a chiudere temporaneamente e la metropolitana viaggia senza aria condizionata. Si continuano a cercare fonti alternative, ma la comunità continua a pregare per la pioggia".
Non è il primo post del protagonista di Titanic sui problemi che in India sta "condizionano l'ambiente e la sua gente". Appena due giorni fa aveva condiviso un altro post ripreso dal World Economic Forum dove si parlava della gigantesca montagna di rifiuti di 65 metri nella città di Ghazipur, destinata in pochi anni a diventare più alta del celebre monumento all'amore del Taj Mahal di Agra, da lui visitato nel 2015 durante le riprese del documentario Beyond the Flood, distribuito l'anno successivo.
Da più di vent'anni DiCaprio finanzia con milioni di dollari la Fondazione a suo nome che si occupa anche in India di conservazione delle terre vergini e degli oceani, di cambiamenti climatici, diritti degli indigeni e soluzioni innovative. E' stato anche nominato "Messaggero di pace delle Nazioni Unite" con attenzione ai temi che gli sono cari. In questa veste due anni fa è stato protagonista di un duro attacco al presidente americano Donald Trump dopo la sua 'incauta decisionè - disse - "di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo di Parigi sul clima". "Il futuro su questo pianeta - aggiunse - è ora più a rischio che mai. Per gli americani e per coloro che nella comunità mondiale sono in cerca di una forte leadership sulle questioni climatiche, questa azione è profondamente scoraggiante. Ora, più che mai, dobbiamo essere determinati a risolvere i cambiamenti climatici e sfidare quei leader che non credono nei fatti scientifici o nelle verità empiriche".
Il suo ultimo post su Chennai è presto diventato virale mentre le autorità dello Stato - accusate dalle opposizioni di non aver saputo pianificare un'emergenza prevedibile - hanno annunciato l'apertura entro pochi mesi di un nuovo serbatoio e nel giro di qualche giorno l'arrivo di un treno speciale che trasporterà ogni 24 ore 10 milioni di litri di acqua da altre province del Tamil Nadu. Dopo varie titubanze il governo ha accettato anche l'offerta di altri 2 milioni di litri di acqua potabile dallo stato confinante del Kerala. Ma nel frattempo molti uffici pubblici, compagnie private e grandi magazzini hanno dovuto ridurre il personale e i servizi.
Negli ultimi giorni ci sono state piogge consistenti ma non abbastanza da risolvere la crisi immediata, dovuta anche alla mancanza di strutture adeguate per contenere e preservare l'acqua piovana. L'approvviggionamento idrico della metropoli dipende infatti in gran parte dalla potenza del monsone di ottobre-dicembre, che lo scorso anno fu decisamente inferiore alla media. Secondo un rapporto governativo del 2018 saranno almeno 21 le grandi città indiane a rischio di esaurimento delle fonti come Chennai, compresa la capitale New Delhi, la città tecnologica di Bangalore e Hyderabad, con oltre 100 milioni di persone potenzialmente all'asciutto.