Esteri

L'Aia, si apre il primo processo contro due foreign figthers olandesi

Il primo è accusato di essere stato un cecchino dell'Isis, l'altro di aver reclutato miliziani tramite Facebook

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L'AIA - S'è aperto nei Paesi Bassi il primo processo per crimini compiuti in Siria dell'olandese Oussama Achraf Akhlafa, 24 anni, che ha combattuto per lo Stato Islamico tra il 2014 e il 2016. Contro di lui i giudici dispongono di foto e video che lo ritraggono accanto a un uomo crocefisso e ad altre barbarie commesse dai tagliagole islamisti. Sebbene ancora non esista un tribunale internazionale per le atrocità perpetrate durante la guerra civile in Siria, iniziata nel 2011, diversi Paesi europei hanno cominciato a processare i loro cittadini che sono partiti verso la Siria e l'Iraq per unirsi con le milizie del sedicente califfo Al Baghdadi. E ciò è possibile grazie alla cosidetta giurisdizione universale, che permette di giudicare i crimini di guerra indipendentemente dal lugo dove sono stati commessi.

Oltre che di partecipazione ad un'organizzazione terroristica, Akhlafa è anche accusato di violazione della dignità degli esseri umani, sanciti dalla Convenzione di Ginevra del 1949. La procuratrice Nicole Vogelenzang ha dichiarato di essere in possesso di un libro paga dello Stato islamico recuperato tra le macerie dell'ex roccaforte Mosul dove il nome dell'imputato risulta accanto a quello di altri 17 olandesi. "Era lì e sapeva che lo Stato Islamico era un gruppo terroristico", ha detto la procuratrice. "Si è persino arruolato volontario per compiere attentati suicidi". Ma la prova più pesante contro di lui sono le immagini che lo ritraggono accanto a una croce dov'è stata torturata una vittima degli islamisti. Akhlafa è anche accusato di aver diffuso la foto di un miliziano che tiene per i capelli la testa decapitata di un soldato curdo e di quella del cadavere di una combattente curda calpestata da un islamista. Infine, grazie a conversazioni online intercettate, in cui si sarebbe vantato di alcune esecuzioni, i giudici si dicono certi che l'imputato sia stato un cecchino dell'Isis. A quest'ultima accusa, gli avvocati della difesa hanno ribbattuto che Akhlafa si sarebbe vantato di aver ucciso degli "infedeli" solo per fare colpe sulle donne. Contro di lui è stata chiesta una pena di 7 anni e 8 mesi. Akhlafa ha confessato di essersi unito all'Isis perché in Olanda non aveva più una fissa dimora e di provare vergogna per aver postato quelle foto.
 
Lunedì è stato processato un altro imputato di origini olandesi,  Reda Nidalha, anche lui ventiquattrenne. Nidalha è accusato di appartenenza a un'organizzazione terroristica e di aver reclutato dei jihadisti con Facebook. Maglietta nera, testa rasata e la folta barba, l'uomo ha detto di essere andato in Siria nel 2014 per aiutare donne e bambini: "Non mi sono unito per combattere. Ho fornito assistenza medica". Nidalha ha negato di aver reclutato uomini per lo Stato islamico.
 
Secondo l'Europol, circa 5.000 europei sono andati a combattere in Siria e in Iraq, di cui 300 dall'Olanda. Di questi ne sono tornati di recente circa 1500.