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(ansa)

India, Luna flop: rinviato il lancio della Chandrayaan-2 verso la superficie lunare

Dopo tanta attesa nel Paese il lancio del razzo fermato un'ora prima: problemi tecnici. Un colpo duro per i nazionalisti e per il premier Modi
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BANGKOK - Nel Centro Spaziale indiano di Sriharikota era già cominciato il countdown alla presenza del presidente della Repubblica e di un folto pubblico giunto da vari stati per vedere il lancio del razzo Chandrayaan-2 o Veicolo lunare 2, dal nome della sua destinazione. Ma proprio all'ultimo momento, poco meno di un'ora prima del decollo, un allarme ha segnalato un problema negli impianti di propulsione, e il conteggio è stato annullato, costringendo l'India ad accantonare per ora il sogno di diventare il quarto Paese a far atterrare sulla luna un veicolo rover di perlustrazione.

Secondo i tecnici era ormai troppo tardi per verificare l'entità del difetto di progettazione del modulo spaziale: un passo indietro pesante per un programma dalle grandi ambizioni non solo scientitiche, ma anche commerciali che avrebbe permesso a Delhi di raggiungere l'elite spaziale di Usa, Russia e Cina nella conquista della luna. In ballo con l'impresa c'…
BANGKOK - Nel Centro Spaziale indiano di Sriharikota era già cominciato il countdown alla presenza del presidente della Repubblica e di un folto pubblico giunto da vari stati per vedere il lancio del razzo Chandrayaan-2 o Veicolo lunare 2, dal nome della sua destinazione. Ma proprio all'ultimo momento, poco meno di un'ora prima del decollo, un allarme ha segnalato un problema negli impianti di propulsione, e il conteggio è stato annullato, costringendo l'India ad accantonare per ora il sogno di diventare il quarto Paese a far atterrare sulla luna un veicolo rover di perlustrazione.

Secondo i tecnici era ormai troppo tardi per verificare l'entità del difetto di progettazione del modulo spaziale: un passo indietro pesante per un programma dalle grandi ambizioni non solo scientitiche, ma anche commerciali che avrebbe permesso a Delhi di raggiungere l'elite spaziale di Usa, Russia e Cina nella conquista della luna. In ballo con l'impresa c'è l'orgoglio di una nazione che secondo il premier Narendra Modi intende portare entro il 2022 il primo indiano sul pianeta.

(afp)

Nulla era stato apparentemente lasciato al caso nel tentativo indiano: a partire dalla data, la stessa dell'evento, a quasi 60 anni dal primo sbarco senza equipaggio del "Luna 2" sovietico nel settembre '59, e a 5 giorni dal 50esimo anniversario della prima camminata al suolo dell'astronauta americano Neil Armstrong il 20 luglio 1969.

Ma dopo il fallimento di ieri la ripresa dell'esperimento potrebbe richiedere molto tempo: occorrerà infatti che si ripetano le condizioni di allineamento planetario capaci di far raggiungere il "polo sud" al razzo modulare, pensato per entrare per un anno nell'orbita della luna e a scattarle foto dopo aver sganciato sulla superficie un veicolo per il trasporto del rover che perlustrerà una zona tra due crateri. L'intera operazione dovrà avvenire inoltre all'inizio del "giorno lunare" che equivale a due settimane terrestri: durante questo periodo infatti la luce del sole potrà ricaricare gli speciali pannelli applicati alla batteria del rover e dunque permettergli di lavorare alla raccolta di campioni e dati.

(afp)

L'altra difficoltà tecnica è legata alla fase successiva dell'operazione che prevede - dopo 22 giorni dalla partenza del razzo con il rover - il lancio di una nuova navicella nell'orbita lunare, la stessa già raggiunta con successo nel 2008 dalla prima astronave della missione. Quell'anno la "Chandrayaan 1" scaraventò letteralmente dallo spazio una sonda di 35 kg destinata a distruggersi per analizzare le conseguenze dell'impatto al suolo. Fu così che l'ente per la ricerca spaziale indiana (l'ISRO), scoprì - con l'assistenza dell'americana NASA - che c'erano molecole d'acqua sotto la superficie della luna.

Da allora scienziati di 500 università e 120 compagnie private di tutta l'India collaborano ai programmi di Chandrayaan-2, costato finora - grazie all'utilizzo di manodopera e tecnologia nazionale - una cifra relativamente bassa, 141 milioni di dollari. L'ambizione del governo è quella di aumentare il fatturato dei prodotti "spaziali" Made in India, dai veicoli di lancio alle tecnologie applicate, al marketing di prodotti della ricerca: ricerca che ha già permesso agli indiani di spedire una sonda su Marte nel 2014 e di prepararne una seconda.

Non è ancora chiaro quali ritardi o effetti avrà sui piani il fallimento di ieri, ma l'industria spaziale indiana genera già entrate per 7 miliardi di dollari in un mercato che - secondo Morgan Stanley - genera globalmente 350 miliardi l'anno, destinati ad arrivare a 3000 entro il 2040.