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François de Rugy con la moglie Severine Servat (afp)

Aragoste, champagne e spese folli Macron perde un altro ministro

De Rugy travolto dallo scandalo per l'uso di denaro pubblico quando era presidente del Parlamento: "Io e la mia famiglia vittime di un linciaggio mediatico". E cade il secondo titolare dell'Ambiente
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PARIGI - La foto delle aragoste è stata fatale. Il ministro dell'Ambiente François de Rugy ha provato a resistere, spiegando di avere un'allergia ai crostacei. Dopo i racconti sulle sue cene eleganti, a base di champagne e grandi cru, pagate dal contribuenti quando era presidente dell'Assemblée Nationale, si sono aggiunti altre rivelazioni, da un presunto asciugacapelli placcato in oro comprato dalla moglie, costo 499 euro, sempre a carico dello Stato, alle spese pazze di ristrutturazione della sua casa da ministro, fino a un appartamento a canone agevolato che non abita. Quando Mediapart, il sito d'inchieste che ha lanciato una settimana fa il "feuilleton" dell'estate, stava per pubblicare una nuova serie di domande su alcune stranezze nei suoi rimborsi da parlamentare, Rugy è stato costretto alle dimissioni.

"Sono vittima di un linciaggio mediatico", ha detto il ministro annunciando l'addio al governo. Il premi…
PARIGI - La foto delle aragoste è stata fatale. Il ministro dell'Ambiente François de Rugy ha provato a resistere, spiegando di avere un'allergia ai crostacei. Dopo i racconti sulle sue cene eleganti, a base di champagne e grandi cru, pagate dal contribuenti quando era presidente dell'Assemblée Nationale, si sono aggiunti altre rivelazioni, da un presunto asciugacapelli placcato in oro comprato dalla moglie, costo 499 euro, sempre a carico dello Stato, alle spese pazze di ristrutturazione della sua casa da ministro, fino a un appartamento a canone agevolato che non abita. Quando Mediapart, il sito d'inchieste che ha lanciato una settimana fa il "feuilleton" dell'estate, stava per pubblicare una nuova serie di domande su alcune stranezze nei suoi rimborsi da parlamentare, Rugy è stato costretto alle dimissioni.

"Sono vittima di un linciaggio mediatico", ha detto il ministro annunciando l'addio al governo. Il premier Edouard Philippe aveva in un primo tempo difeso il numero due dell'esecutivo, avviando un'indagine interna e strappando l'impegno a "rimborsare ogni euro" contestato. Ma alla fine sembra sia stato lo stesso Emmanuel Macron a sollecitare un passo indietro. Rugy, ex socialista, ha annunciato di voler denunciare per diffamazione Mediapart. "Lo sforzo necessario per difendermi - ha spiegato il ministro in un comunicato - fa sì che io non sia nelle condizioni di assumere in modo sereno ed efficace l'incarico che mi è stato affidata dal presidente della Repubblica e dal primo ministro".

Nei giorni scorsi, quando Rugy voleva ancora tenere duro, delle immense aragoste gonfiabili erano state esibite in piazza da alcuni manifestanti, come simbolo delle spese pazze del ministro. La pressione si stava facendo sempre più insostenibile, anche nel partito di maggioranza En Marche, dove molti non hanno nascosto la loro irritazione per pratiche considerate da vecchio mondo. Qualche sostenitore di Rugy ha tentato invano di lanciare una petizione in suo favore, ma non sono state trovate abbastanza persone disposte a firmare per fermare l'Homardgate, lo scandalo dell'aragosta.

Secondo Mediapart sono state in totale una decina i banchetti organizzati da Rugy tra ottobre 2017 e giugno 2018, quando sedeva alla testa del parlamento. Tra gli invitati c'erano diversi familiari e amici, soprattutto di Séverine, la moglie giornalista al settimanale di gossip Gala. "Cene informali di rappresentanza", ha ripetuto lui, con personalità della "società civile" e "per mantenere il contatto con la gente vera". Bollate come "menzogne" anche le indiscrezioni sull'asciugacapelli intarsiato con foglie d'oro, secondo quanto scritto da le Parisien. Il ministro ha poi definito "necessari" i 68mila euro spesi per rinnovare un "vetusto" appartamento ministeriale che doveva abitare, inclusi 17mila euro per organizzare la cabina armadio.

A breve il governo dovrà decidere un sostituto. È probabile che la scelta cadrà su una delle sue sottosegretarie, Brune Poirson e Emmanuelle Wargon che era stata mandata in prima linea per difendere il governo durante la protesta dei gilet gialli. È il secondo ministro dell'Ambiente che Macron perde in meno di un anno. A settembre se n'era andato polemicamente il popolare attivista Nicolas Hulot, stufo di non poter fare le riforme che considerava necessarie. Questa volta il cambio è dovuto a uno scandalo che rischia di rafforzare il cliché sui privilegi di una casta al potere, un paradosso per Macron che aveva promesso una "République irreprensibile" e uno smacco per un leader francese che ha messo tra le sue priorità la battaglia per il Clima.