Iran sequestra una petroliera. Falso allarme per un altro cargo, Usa denunciano l'escalation di violenza
L'azione nello stretto di Hormuz in un momento di altissima tensione nei rapporti tra la Repubblica islamica e gli Stati Uniti. Con una stazza di quasi 30 mila tonnellate, la Stena Impero era diretta verso l'Arabia Saudita. Ora è ancorata nel porto di Bandar Abbas. Washington annuncia l'invio di militari in Arabia Saudita mentre l'Iran apre inchiesta su presunta collisione in mare con un peschereccio
LONDRA - Aumenta la tensione nel Golfo, con l'Iran che lancia una nuova provocazione: i Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno annunciato di aver "sequestrato" una petroliera britannica con 23 persone a bordo nello Stretto di Hormuz, la Stena Impero. In un comunicato su Sepahnews, il sito internet dei pasdaran, si aggiunge che la petroliera "non ha rispettato il codice internazionale" e il sequestro è stato eseguito "su richiesta dell'autorità portuale e marittima della provincia di Hormozgan". La petroliera avrebbe spento il suo localizzatore e navigato passando per l'uscita piuttosto che per l'entrata dello Stretto, ignorando gli avvertimenti.
L'agenzia stampa Fars riporta che Allah-Morad Afifipoor, direttore generale dell'autorità portuale della provincia di Hormozgan, ha spiegato che le autorità iraniane hanno aperto un'inchiesta sull'"incidente" della petroliera britannic…
L'agenzia stampa Fars riporta che Allah-Morad Afifipoor, direttore generale dell'autorità portuale della provincia di Hormozgan, ha spiegato che le autorità iraniane hanno aperto un'inchiesta sull'"incidente" della petroliera britannic…
LONDRA - Aumenta la tensione nel Golfo, con l'Iran che lancia una nuova provocazione: i Guardiani della Rivoluzione iraniana hanno annunciato di aver "sequestrato" una petroliera britannica con 23 persone a bordo nello Stretto di Hormuz, la Stena Impero. In un comunicato su Sepahnews, il sito internet dei pasdaran, si aggiunge che la petroliera "non ha rispettato il codice internazionale" e il sequestro è stato eseguito "su richiesta dell'autorità portuale e marittima della provincia di Hormozgan". La petroliera avrebbe spento il suo localizzatore e navigato passando per l'uscita piuttosto che per l'entrata dello Stretto, ignorando gli avvertimenti.
L'agenzia stampa Fars riporta che Allah-Morad Afifipoor, direttore generale dell'autorità portuale della provincia di Hormozgan, ha spiegato che le autorità iraniane hanno aperto un'inchiesta sull'"incidente" della petroliera britannica: la nave avrebbe avuto una collisione con un peschereccio nello Stretto di Hormuz. La mattina del 20 luglio, Afifipour ha precisato anche che la petroliera è ancora ferma fuori dal porto iraniano di Bandar Abbas e tutto l'equipaggio è a bordo.
Poco dopo è stato segnalato un secondo sequestro, quello della petroliera battente bandiera liberiana, la Mv Mesdar, di proprietà della Norbulk, compagnia con sede a Glasgow che come la Stena Impero doveva scaricare petrolio in Arabia Saudita. Nessun cittadino britannico si trova a bordo delle due petroliere, ha riferito il ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt: "Gli equipaggi sono composti da varie nazionalità, ma da quanto risulta non ci sono britannici a bordo di nessuna delle due navi", ha detto il capo del Foreign Office. Secondo alcune ricostruzioni e i media iraniani, la Mesdar però sarebbe stata solamente fermata per un controllo, non sequestrata e avrebbe ripreso la navigazione, ma cambiando rotta.
La tensione nello stretto di Hormuz arriva il giorno dopo l'annuncio, sempre dei Pasdaran, del sequestro dell'emiratina Riah, accusata di contrabbando di petrolio, mentre Gibilterra ha prolungato oggi di un mese il fermo dell'iraniana Grace 1, già bloccata da due settimane per presunte violazioni delle sanzioni Ue alla Siria.
La Stena Impero è attualmente ancorata nel porto di Bandar Abbas, nel sud dell'Iran. La Stena Bulk, proprietaria della petroliera, e la Northern Marine Management hanno fatto sapere di non essere "in grado di contattare la nave". Anche il governo britannico ha confermato che sono stati persi i contatti e ha chiesto chiarimenti a Teheran. Con una stazza di quasi 30 mila tonnellate, la Stena Impero era diretta verso l'Arabia Saudita quando improvvisamente - spiega il governo di Londra - ha lasciato le acque internazionali all'altezza dello stretto di Hormuz.
Intanto le quotazioni del petrolio sono tornate a salire, mentre quelle dell'oro hanno toccato i massimi da sei anni. Ma anche la diplomazia continua a lavorare. Prima di concludere la sua missione all'Onu, il ministro degli Esteri della Repubblica islamica Mohammad Javad Zarif ha incontrato il segretario generale Antonio Guterres. La proposta del capo della diplomazia di Teheran e architetto dell'accordo del 2015 è il rafforzamento dei controlli sul programma nucleare in cambio del ritiro delle sanzioni americane. Un'idea subito apprezzata dalla Cina, secondo cui l'Iran mostra di "cercare una compromesso".
Le spinte a una mediazione continuano anche dall'Europa. Mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel plaude agli sforzi di Emmanuel Macron, il suo ministro degli Esteri Heiko Maas sottolinea "che c'è un forte pericolo di escalation". Anche l'Italia insiste sull'importanza di abbassare le tensioni: "Siamo attenti a un rischio di aumento della situazione di crisi perché è un'area a noi estremamente vicina - ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi - che tocca direttamente interessi non solo di tipo politico e strategico, ma interessi anche economici e commerciali".
L'agenzia stampa Fars riporta che Allah-Morad Afifipoor, direttore generale dell'autorità portuale della provincia di Hormozgan, ha spiegato che le autorità iraniane hanno aperto un'inchiesta sull'"incidente" della petroliera britannica: la nave avrebbe avuto una collisione con un peschereccio nello Stretto di Hormuz. La mattina del 20 luglio, Afifipour ha precisato anche che la petroliera è ancora ferma fuori dal porto iraniano di Bandar Abbas e tutto l'equipaggio è a bordo.
Il falso allarme della seconda nave sequestrata
Poco dopo è stato segnalato un secondo sequestro, quello della petroliera battente bandiera liberiana, la Mv Mesdar, di proprietà della Norbulk, compagnia con sede a Glasgow che come la Stena Impero doveva scaricare petrolio in Arabia Saudita. Nessun cittadino britannico si trova a bordo delle due petroliere, ha riferito il ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt: "Gli equipaggi sono composti da varie nazionalità, ma da quanto risulta non ci sono britannici a bordo di nessuna delle due navi", ha detto il capo del Foreign Office. Secondo alcune ricostruzioni e i media iraniani, la Mesdar però sarebbe stata solamente fermata per un controllo, non sequestrata e avrebbe ripreso la navigazione, ma cambiando rotta.La tensione nello stretto di Hormuz arriva il giorno dopo l'annuncio, sempre dei Pasdaran, del sequestro dell'emiratina Riah, accusata di contrabbando di petrolio, mentre Gibilterra ha prolungato oggi di un mese il fermo dell'iraniana Grace 1, già bloccata da due settimane per presunte violazioni delle sanzioni Ue alla Siria.