Esplosioni a Gaza: tre poliziotti uccisi e diversi feriti
Un checkpoint di Hamas a Gaza (afp)
Secondo la Bbc l'attacco sarebbe stato condotto da gruppi vicini all'Isis. Il portavoce di Hamas: "Gli attentati miravano a colpire la stabilità e la sicurezza della regione"
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Nella notte due checkpoint a Gaza City, la città principale della Striscia di Gaza, hanno subito attacchi suicidi attribuiti a gruppi vicini all'Isis, secondo la ricostruzione della Bbc, ripresa dai media israeliani: tre poliziotti palestinesi sono rimasti uccisi e diverse persone sono state ferite.
Il ministero degli Interni di Gaza, enclave palestinese governata da Hamas, ha spiegato che la prima esplosione è avvenuta nei pressi di un posto di blocco a sud della città, all'incrocio Dahdouh, e ha ucciso tre agenti. Una seconda deflagrazione si è verificata pochi minuti dopo a ovest di Gaza City.
La Bbc spiega che, dopo gli attacchi suicidi, è stato proclamato lo stato di emergenza a Gaza e per le strade della città il ministero dell'Interno ha schierato centinaia di poliziotti e militari. Hamas non ha dato però alcuna conferma ufficiale e le circostanze in cui hanno agito i kamikaze non sono del tutto chiare. Il capo della fazione islamica che governa Gaza, Ismail Haniyeh, sul sito del gruppo ha assicurato che "i servizi di sicurezza prenderanno i responsabili". L'esercito israeliano intanto ha smentito il proprio coinvolgimento nelle esplosioni.
Gli attacchi seguono una recente operazione condotta da Hamas contro i militanti legati allo Stato Islamico. Secondo quanto riportato dall'agenzia palestinese Shehab, vicina ad Hamas, il portavoce del movimento Fawzi Barhum ha parlato di un tentativo di colpire la stabilità e la sicurezza dei cittadini.