William Dalrymple: “Boris calpesta la Storia. Così il Regno si divide”
dal nostro corrispondente ANTONELLO GUERRERASecondo il celebre storico britannico con la chiusura del Parlamento, Boris Johnson ha imitato diversi sovrani inglesi del passato. Da Giacomo II d'Inghilterra a, soprattutto, Carlo I. Che per imporre leggi e balzelli fiscali, sospese il Parlamento e "esplose la guerra civile inglese"
LONDRA - "Ciò che ha fatto Boris è profondamente antidemocratico. Spero che faccia la fine di Giacomo II, cacciato in esilio, e non di Carlo I...". Lo auspica il celebre storico britannico William Dalrymple, 54 anni, in questi giorni in Europa, lontano dalla sua seconda casa India. Con la controversa chiusura del Parlamento per evitare ostacoli verso la Brexit dura, ieri Boris Johnson ha imitato diversi sovrani inglesi del passato. Giacomo II d'Inghilterra, che nel 1688 venne deposto dal popolo della "Rivoluzione gloriosa" dopo aver provato a scavalcare i parlamenti inglesi e scozzesi con i suoi "decreti cattolici". Ma i paragoni di questi giorni sono sopratutto con Carlo I, che per imporre leggi e balzelli fiscali, sospese il Parlamento.
E finì malissimo...
"Già. Esplose la guerra civile inglese (1642-1651, ndr) e nel 1649 la furia della folla decapitò Carlo I. Non vorrei che capitasse un destino in qualche mo…
E finì malissimo...
"Già. Esplose la guerra civile inglese (1642-1651, ndr) e nel 1649 la furia della folla decapitò Carlo I. Non vorrei che capitasse un destino in qualche mo…
LONDRA - "Ciò che ha fatto Boris è profondamente antidemocratico. Spero che faccia la fine di Giacomo II, cacciato in esilio, e non di Carlo I...". Lo auspica il celebre storico britannico William Dalrymple, 54 anni, in questi giorni in Europa, lontano dalla sua seconda casa India. Con la controversa chiusura del Parlamento per evitare ostacoli verso la Brexit dura, ieri Boris Johnson ha imitato diversi sovrani inglesi del passato. Giacomo II d'Inghilterra, che nel 1688 venne deposto dal popolo della "Rivoluzione gloriosa" dopo aver provato a scavalcare i parlamenti inglesi e scozzesi con i suoi "decreti cattolici". Ma i paragoni di questi giorni sono sopratutto con Carlo I, che per imporre leggi e balzelli fiscali, sospese il Parlamento.
E finì malissimo...
"Già. Esplose la guerra civile inglese (1642-1651, ndr) e nel 1649 la furia della folla decapitò Carlo I. Non vorrei che capitasse un destino in qualche modo tragico anche a Boris".
E magari una sorta di "guerra civile"?
"Non credo che ci sarà un conflitto armato nel nostro futuro e spero vivamente che non ci siano violenze. Ma certo decisioni come quelle di Boris ieri spaccano letteralmente il Paese a metà. Ciò non può portare nulla di buono".
La tensione è già molto alta.
"Colpa di Johnson. Siamo una democrazia parlamentare, non può calpestare così la Camera dei Comuni. Il referendum sulla Brexit nemmeno doveva esserci nel 2016. Come ha detto lo speaker della Camera John Bercow, la sospensione dei lavori del Parlamento è un oltraggio alla nostra Costituzione".
Che però non è una Costituzione usuale: sì la Magna Carta come base e poi una marea di cavilli, convenzioni (come quella che ha imposto alla regina di approvare il "decreto Johnson"), leggine parallele, precedenti. Tutto interpretabile a modo suo.
"È vero. Sinora la nostra "Costituzione" si è dimostrata molto flessibile. Non abbiamo "check and balances" (contrappesi, ndr) classici. Sarà molto interessante vedere se resisteranno di fronte a un premier che forza le regole. Ma questo è possibile soltanto in un caso".
Quale?
"Che le opposizioni e lo speaker della Camera Bercow difendano strenuamente la nostra democrazia plurisecolare. È il momento decisivo".
Si prospettano proteste molto dure, i laburisti hanno già detto che occuperanno il Parlamento e ne hanno già annunciato uno alternativo.
"È scontato. È stato un azzardo clamoroso. Anche perché a breve inizieranno a protestare anche i brexiter".
È curioso: in passato il Parlamento era espressione del popolo, contro i sovrani. Ora, Johnson e i brexiter sostengono che la Camera si oppone al popolo.
"Sta tutta qui la stortura di Johnson e dei suoi sodali. Porre il Parlamento in contrapposizione al "popolo" è una retorica incendiaria. Mi spiace perché non lo considero un politico autoritario. Ma mi pare passato nel lato oscuro come Darth Vader di Guerre stellari. Ha visto che governo ha? Priti Patel, la ministra degli Interni, era per la pena di morte. È un esecutivo di pazzi. Ora potrebbe saltare tutto il Regno Unito".
Lei è scozzese e al referendum per l'indipendenza nel 2014 votò per restare nel Regno Unito.
"Altri tempi. È cambiato tutto. A causa di quello che è accaduto ieri e del No Deal sempre più vicino, anche il Regno Unito potrebbe spaccarsi definitivamente dopo secoli. E io, da sempre unionista, la prossima volta voterò per l'indipendenza. Non mi faccio governare da questi estremisti inglesi".
E finì malissimo...
"Già. Esplose la guerra civile inglese (1642-1651, ndr) e nel 1649 la furia della folla decapitò Carlo I. Non vorrei che capitasse un destino in qualche modo tragico anche a Boris".
E magari una sorta di "guerra civile"?
"Non credo che ci sarà un conflitto armato nel nostro futuro e spero vivamente che non ci siano violenze. Ma certo decisioni come quelle di Boris ieri spaccano letteralmente il Paese a metà. Ciò non può portare nulla di buono".
La tensione è già molto alta.
"Colpa di Johnson. Siamo una democrazia parlamentare, non può calpestare così la Camera dei Comuni. Il referendum sulla Brexit nemmeno doveva esserci nel 2016. Come ha detto lo speaker della Camera John Bercow, la sospensione dei lavori del Parlamento è un oltraggio alla nostra Costituzione".
Che però non è una Costituzione usuale: sì la Magna Carta come base e poi una marea di cavilli, convenzioni (come quella che ha imposto alla regina di approvare il "decreto Johnson"), leggine parallele, precedenti. Tutto interpretabile a modo suo.
"È vero. Sinora la nostra "Costituzione" si è dimostrata molto flessibile. Non abbiamo "check and balances" (contrappesi, ndr) classici. Sarà molto interessante vedere se resisteranno di fronte a un premier che forza le regole. Ma questo è possibile soltanto in un caso".
Quale?
"Che le opposizioni e lo speaker della Camera Bercow difendano strenuamente la nostra democrazia plurisecolare. È il momento decisivo".
Si prospettano proteste molto dure, i laburisti hanno già detto che occuperanno il Parlamento e ne hanno già annunciato uno alternativo.
"È scontato. È stato un azzardo clamoroso. Anche perché a breve inizieranno a protestare anche i brexiter".
È curioso: in passato il Parlamento era espressione del popolo, contro i sovrani. Ora, Johnson e i brexiter sostengono che la Camera si oppone al popolo.
"Sta tutta qui la stortura di Johnson e dei suoi sodali. Porre il Parlamento in contrapposizione al "popolo" è una retorica incendiaria. Mi spiace perché non lo considero un politico autoritario. Ma mi pare passato nel lato oscuro come Darth Vader di Guerre stellari. Ha visto che governo ha? Priti Patel, la ministra degli Interni, era per la pena di morte. È un esecutivo di pazzi. Ora potrebbe saltare tutto il Regno Unito".
Lei è scozzese e al referendum per l'indipendenza nel 2014 votò per restare nel Regno Unito.
"Altri tempi. È cambiato tutto. A causa di quello che è accaduto ieri e del No Deal sempre più vicino, anche il Regno Unito potrebbe spaccarsi definitivamente dopo secoli. E io, da sempre unionista, la prossima volta voterò per l'indipendenza. Non mi faccio governare da questi estremisti inglesi".