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Spari al confine fra Libano e Israele. L'Onu lancia un appello alla calma

Hezbollah attacca obiettivi oltre confine in risposta ai droni inviati nei giorni scorsi da Tel Aviv su Beirut
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BEIRUT - Dopo giorni di tensione, la crisi fra Israele e Libano è esplosa con un attacco partito dal Sud del Paese dei cedri.  Una serie di missili hanno colpito obiettivi militari israeliani: secondo Hezbollah, che ha rivendicato l'attacco, ci sono vittime fra i militari israeliani ma per Tel Aviv nessuno è morto. Israele ha reagito sparando a sua volta sul Sud del Libano, in particolare nell'area di confine del villaggio di Marun al Ras, lungo il confine.

L'azione contro Israele è la vendetta, annunciata da giorni, del gruppo sciita per i droni inviati nei giorni scorsi sulla sua roccaforte di Dahie, la periferia Sud di Beirut. I droni erano stati abbattuti ma il numero uno di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva parlato di "dichiarazione di guerra" da parte dello Stato ebraico. Lo scambio di colpi arriva alla vigilia di un voto decisivo per Israele, che il 17 settembre è chiamato alle urne per la seconda volta in un anno: il pre…
BEIRUT - Dopo giorni di tensione, la crisi fra Israele e Libano è esplosa con un attacco partito dal Sud del Paese dei cedri.  Una serie di missili hanno colpito obiettivi militari israeliani: secondo Hezbollah, che ha rivendicato l'attacco, ci sono vittime fra i militari israeliani ma per Tel Aviv nessuno è morto. Israele ha reagito sparando a sua volta sul Sud del Libano, in particolare nell'area di confine del villaggio di Marun al Ras, lungo il confine.

L'azione contro Israele è la vendetta, annunciata da giorni, del gruppo sciita per i droni inviati nei giorni scorsi sulla sua roccaforte di Dahie, la periferia Sud di Beirut. I droni erano stati abbattuti ma il numero uno di Hezbollah, Hassan Nasrallah, aveva parlato di "dichiarazione di guerra" da parte dello Stato ebraico. Lo scambio di colpi arriva alla vigilia di un voto decisivo per Israele, che il 17 settembre è chiamato alle urne per la seconda volta in un anno: il premier uscente Benjamin Netanyahu aveva vinto le elezioni di aprile ma non era riusciuto ad assicurarsi la maggioranza necessaria a formare il governo. "Siamo stati attaccati con alcuni razzi anticarro, abbiamo reagito sparando 100 proiettili di artiglieria, con attacchi aerei e con altri mezzi. Sulla base degli sviluppi decideremo il da farsi", ha detto Netanyahu.

L'ultimo confronto diretto fra Israele e Hezbollah era stato nel 2006: il rapimento di due soldati israeliani da parte della milizia libanese aveva portato a una guerra su vasta scala che aveva messo in ginocchio il Libano, distruggendone le infrastrutture civili e l'economia. Ma non aveva consegnato una chiara vittoria agli israeliani. Nei giorni scorsi, proprio nel timore di attacchi, l'esercito israeliano aveva dislocato lungo il confine libanese jeep con manichini dalle sembianze umane con indosso uniformi militari. La notizia era stata rivelata via Twitter da giornalisti libanesi e israeliani ma non confermata da fonti ufficiali.

Alla fine della guerra era stata rafforzata la missione internazionale di peacekeeping dell'Onu nell'area: il capo della missione, maggiore generale Stefano De Col ha invitato alla "massima moderazione" e ha chiesto a entrambe le parti di "cessare tutte le attività"