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(afp)

Fa la Manica a nuoto per quattro volte: "Lottate sempre"

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L'impresa dell'americana Sarah Thomas. Un anno fa aveva sconfitto un cancro al seno
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LONDRA - Ha dedicato l'impresa "a tutti i sopravvissuti", perché lei, Sarah, è sopravvissuta due volte, alle onde della Manica per 54 ore e prima ancora al cancro al seno, sconfitto l'anno scorso. Perché prima di Sarah Thomas, nuotatrice americana nata in Texas 37 anni fa, nessuno al mondo era mai riuscito a farsi quattro "vasche" nel Canale della Manica, ovvero partire da Dover, toccare la Francia, ripartire per l'Inghilterra, tornare a Calais e, infine, riabbracciare le spiagge del Kent.

Il tutto consecutivamente, senza dormire, "con il sale che ti brucia la gola e la lingua", "le meduse che ti pungono in faccia" e, unico sostentamento, una bevanda elettrolitica e proteica per rigenerare i tessuti e caffeina in bottigliette lanciate con una corda da sua madre che l'ha seguita da una barca vicina.

"Ancora non mi rendo conto. Sono stravolta", ha dichiarato esausta ma radiosa Sarah alla Bbc che l&#…
LONDRA - Ha dedicato l'impresa "a tutti i sopravvissuti", perché lei, Sarah, è sopravvissuta due volte, alle onde della Manica per 54 ore e prima ancora al cancro al seno, sconfitto l'anno scorso. Perché prima di Sarah Thomas, nuotatrice americana nata in Texas 37 anni fa, nessuno al mondo era mai riuscito a farsi quattro "vasche" nel Canale della Manica, ovvero partire da Dover, toccare la Francia, ripartire per l'Inghilterra, tornare a Calais e, infine, riabbracciare le spiagge del Kent.

Il tutto consecutivamente, senza dormire, "con il sale che ti brucia la gola e la lingua", "le meduse che ti pungono in faccia" e, unico sostentamento, una bevanda elettrolitica e proteica per rigenerare i tessuti e caffeina in bottigliette lanciate con una corda da sua madre che l'ha seguita da una barca vicina.

"Ancora non mi rendo conto. Sono stravolta", ha dichiarato esausta ma radiosa Sarah alla Bbc che l'aspettava all'alba a Dover, insieme a centinaia di appassionati. Giubilo: un po' di cioccolata, un bicchiere di champagne, la pelle ancora imbiancata dalla crema protettiva, prima del lungo post su Facebook di Sarah: "Questa impresa è per coloro che hanno pregato per le nostre vite, che hanno lottato nel dolore e nella paura, per tutti coloro che hanno iniziato un viaggio segnato dal cancro e per quelli che ne sono usciti, per coloro che lottano al nostro fianco, che provano il nostro dolore come se fosse il loro. Siete nel mio cuore".

L'impresa di Thomas è ancor più eccezionale perché la donna ha percorso a nuoto una distanza superiore a quella prevista, 209 chilometri al posto dei teorici 129, a causa delle forti maree. E poi la Manica è la rotta più trafficata del mondo con circa 800 imbarcazioni che la attraversano ogni giorno. Per il giornalista e scrittore locale Charlie Connelly, Thomas ha compiuto "una delle maratone mentali e fisiche più impegnative della storia umana".

Prima di addentrarsi nella Manica, Sarah si è infilata nel costume azzurro un portafortuna: un ciottolo di una pozzanghera del Colorado. L'aveva promesso, in caso di vittoria: ha lasciato il ciottolo sulla spiaggia di Dover e ne ha preso un altro con sé, per la prossima avventura. "Grazie a tutti, ma ora sono sfinita. Vado a dormire!", è stato il suo commiato. Tenero è il giorno. A quest'ora, forse Sarah starà ancora sognando.