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(afp)

Impegno sul clima dai grandi del mondo. Ma Greta li sgrida

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Accordo di 66 Paesi per emissioni zero nel 2050. La rabbia della giovane attivista: "Non vi perdoneremo"
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NEW YORK - Voleva snobbare il vertice dell'Onu sull'ambiente, organizzando in concomitanza un incontro sulle persecuzioni religiose. Ma ieri mattina Donald Trump, nemico numero uno degli ambientalisti, ci ha ripensato e, a sorpresa, è arrivato al Palazzo di vetro dove si teneva il "Climate action summit" e dove oggi comincerà l'Assemblea generale. Una risposta alla rabbia della sedicenne svedese Greta Thunberg? O un gesto di sfida?

Reduce dalle maxi-manifestazioni della settimana scorsa, Thunberg è stata particolarmente dura. "Mi avete rubato i sogni e l'infanzia. Non vi perdoneremo", ha detto al summit dell'Onu. E insieme a 15 coetanei, ha denunciato cinque Paesi (Germania, Francia, Brasile, Argentina e Turchia) per violazione dei suoi diritti umani e della Convenzione sui diritti del fanciullo. "Non hanno usato le loro risorse per prevenire conseguenze mortali e prevedibili", è scritto nel documento prese…
NEW YORK - Voleva snobbare il vertice dell'Onu sull'ambiente, organizzando in concomitanza un incontro sulle persecuzioni religiose. Ma ieri mattina Donald Trump, nemico numero uno degli ambientalisti, ci ha ripensato e, a sorpresa, è arrivato al Palazzo di vetro dove si teneva il "Climate action summit" e dove oggi comincerà l'Assemblea generale. Una risposta alla rabbia della sedicenne svedese Greta Thunberg? O un gesto di sfida?

Reduce dalle maxi-manifestazioni della settimana scorsa, Thunberg è stata particolarmente dura. "Mi avete rubato i sogni e l'infanzia. Non vi perdoneremo", ha detto al summit dell'Onu. E insieme a 15 coetanei, ha denunciato cinque Paesi (Germania, Francia, Brasile, Argentina e Turchia) per violazione dei suoi diritti umani e della Convenzione sui diritti del fanciullo. "Non hanno usato le loro risorse per prevenire conseguenze mortali e prevedibili", è scritto nel documento presentato all'Onu. I ragazzi non chiedono risarcimenti monetari, ma un impegno serio per affrontare la crisi.

Il presidente americano si è trattenuto un quarto d'ora, ma non ha parlato. Si è limitato a un paio di battute con i giornalisti: "Anch'io voglio aria e mari puliti, ma ritengo che i singoli Paesi debbano agire da soli". Come dire: nessuna soluzione multilaterale e concordata, come invece aveva sancito quell'Accordo di Parigi che la Casa Bianca repubblicana ha poi rinnegato.

La situazione si aggrava, ha ricordato nel discorso di apertura il segretario generale dell'Onu, il portoghese Antonio Guterres. Dietro a tanti fenomeni distruttivi, spiega all'unisono il mondo scientifico, c'è il riscaldamento del pianeta. E gli obiettivi fissati dell'accordo di Parigi non sono più sufficienti. Occorre contenere l'aumento della temperatura al massimo a 1,5 gradi: il che significa triplicare o quadruplicare gli sforzi compiuti finora.

Il segretario generale era stato chiaro: questo di New York - aveva detto - non deve essere un summit di discorsi lunghi e generici. Così ha imposto limiti ferrei: 3 minuti al massimo per ogni intervento e l'obbligo di parlare di progetti concreti. E così è stato. Subito dopo la Thunberg, sono intervenuti altri grandi della Terra, dall'indiano Narendra Modi al francese Emmanuel Macron, dalla tedesca Angela Merkel all'italiano Giuseppe Conte, che ha rilanciato l'ipotesi di un "green new deal": una "strategia a lungo termine per i gas serra, che mira alla neutralità del carbonio entro il 2050" e "all'eliminazione graduale dell'energia a carbone entro il 2025". Comprendo, ha aggiunto, le preoccupazioni, ma il clima è una sfida decisiva.

In un breve videomessaggio Papa Francesco ha fatto appello alla "responsabilità, onestà e coraggio" di ognuno. Il premier russo Dmitrij Medvedev ha annunciato la firma della ratifica dell'accodo di Parigi. Un gruppo di fondi pensionistici ha confermato la rinuncia di investimenti nel carbone. I paesi africani si sono coalizzati su una iniziativa per la preservazione delle foreste. E sessantasei Paesi hanno espresso l'intenzione di raggiungere un'economia a zero emissioni di diossido di carbonio entro il 2050.