✕
(afp)

Nehammer: "L'Austria di Kurz resta europeista. Ma Bruxelles deve cambiare”

Il segretario generale Oevp non si sbottona sulle future alleanze. Ma sottolinea che le priorità restano il rigore dei conti pubblici e la lotta all'immigrazione illegale. E ricordando il "fervente europeismo" di Kurz, sottolinea anche che "serve una nuova Costituzione europea"
2 minuti di lettura
VIENNA - Nelle ore del trionfo del suo partito e di Sebastian Kurz, il segretario generale della Oevp austriaca, Karl Nehammer non si sbottona sulle future alleanze. Ma sottolinea che le priorità restano il rigore dei conti pubblici e la lotta all'immigrazione illegale. E, ricordando il "fervente europeismo" di Kurz, Nehammer sottolinea anche che "serve una nuova Costituzione europea". La Ue, insiste, deve funzionare meglio.

Da dove viene il trionfo del suo partito?
"È una vittoria storica. Poco tempo fa una coalizione di socialdemocratici, membri della Fpoe e del partito 'Jetzt' avevano votato contro Kurz come cancelliere".

Dopo lo scandalo di Ibiza e la crisi di governo, intende.
"Sì. E proprio questi tre partiti sono stati puniti dagli elettori. Abbiamo sempre detto che alla fine sarebbe stato il popolo a decidere. Perché abbiamo fatto cose che i cittadini hanno apprezzato. Gli sgravi fiscali, ad esempio. …
VIENNA - Nelle ore del trionfo del suo partito e di Sebastian Kurz, il segretario generale della Oevp austriaca, Karl Nehammer non si sbottona sulle future alleanze. Ma sottolinea che le priorità restano il rigore dei conti pubblici e la lotta all'immigrazione illegale. E, ricordando il "fervente europeismo" di Kurz, Nehammer sottolinea anche che "serve una nuova Costituzione europea". La Ue, insiste, deve funzionare meglio.

Da dove viene il trionfo del suo partito?
"È una vittoria storica. Poco tempo fa una coalizione di socialdemocratici, membri della Fpoe e del partito 'Jetzt' avevano votato contro Kurz come cancelliere".

Dopo lo scandalo di Ibiza e la crisi di governo, intende.
"Sì. E proprio questi tre partiti sono stati puniti dagli elettori. Abbiamo sempre detto che alla fine sarebbe stato il popolo a decidere. Perché abbiamo fatto cose che i cittadini hanno apprezzato. Gli sgravi fiscali, ad esempio. Abbiamo introdotto dei bonus per le famiglie. Abbiamo messo fine alla politica dei debiti, un tema che ha dominato il dibattito pubblico a lungo, in Austria. E abbiamo proseguito nella lotta contro l'immigrazione clandestina".

Col 37% siete tornati a essere una Volkspartei, un partito di massa, dopo la crisi degli ultimi anni, in cui eravate crollati al 20%.
"Soprattutto, abbiamo messo a segno il più grande distacco rispetto al secondo partito della storia austriaca. Un risultato sensazionale".

Ma pensate a una riedizione della coalizione con l'ultradestra? O piuttosto a un'alleanza con i Verdi?
"Non possiamo ancora dire nulla in proposito. Intanto festeggiamo. Il prossimo passo lo farà il presidente della Repubblica, che incaricherà il partito più forte di formare un governo. A quel punto decideremo quali obiettivi politici perseguiamo".

Per l'Europa la differenza tra una coalizione con i Verdi o con la Fpoe è rilevante. Kurz è stato sempre duro sui migranti, ma soprattutto quando governava con l'ultradestra.
"Più che duro direi piuttosto che è stato chiaro".

Insomma, l'Austria continuerà, in questo momento in cui si tenta di trovare un accordo europeo sulla redistribuzione dei migranti e sulla riforma di Dublino, a dire solo 'no'?
"Cosa abbiamo promesso ai cittadini? Che lotteremo contro l'immigrazione clandestina. Ma vediamo come andranno i negoziati per il governo. Ci alleeremo con coloro con i quali ci sono i maggiori punti in comune".

Dopo le elezioni del 2017 Norbert Hofer disse a Repubblica che voleva fondare una 'Mitteleuropa nera'. Anche lei pensa che sia meglio guardare a Visegrad che a Bruxelles?
"Chiunque conosce Sebastian Kurz, sa che è un fervente europeista. Ma prudente e dotato di buon senso. I popolari hanno l'Europa nel loro Dna. Alois Mock è stato uno dei politici europei più importanti e ci ha portati nell'Unione. Ma dobbiamo migliorare l'Ue. Abbiamo detto in campagna elettorale che vogliamo una nuova Costituzione europea per risolvere meglio e in modo più pragmatico molti problemi".

L'inverno scorso Kurz ha reagito violentemente allo scontro tra il governo giallo-verde e l'Ue sulla legge di bilancio, chiedendo l'apertura della procedura d'infrazione. Lo farà di nuovo, ora che l'Italia chiederà qualche margine di flessibilità?
"Le dirò le nostre priorità. I debiti pesano sulle prossime generazioni. E noi vogliamo mettere fine alla politica dei debiti. Abbiamo persino messo a segno degli avanzi primari e usato quei soldi per concedere sgravi fiscali alle famiglie. Il nostro obiettivo resta trovare alleati in Europa, su questa linea".