NEW YORK - Dura solo sei minuti l'intervento sulla "cittadinanza digitale" di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, in una minuscola sala del Palazzo di vetro dell'Onu. Solo il tempo di presentarsi (in ottimo inglese, accento british) e di spiegare che cosa è l'Associazione Rousseau, spina dorsale informatica del Movimento 5stelle. E poi di preparare il terreno per una risoluzione dell'Onu che riconosca a tutti i cittadini del mondo il diritto a esercitare i loro diritti, a cominciare da quello alla partecipazione (anche diretta) alla vita politica, attraverso strumenti nuovi, "più efficienti e democratici".
Tutto qui? O meglio: perché su questo "side meeting" dell'Onu (incontro collaterale) ci sono state tante polemiche, in particolare sulla partecipazione di Casaleggio e su possibili conflitti d'interessi? Perché si è detto che l'ex-ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi aveva prom…
Tutto qui? O meglio: perché su questo "side meeting" dell'Onu (incontro collaterale) ci sono state tante polemiche, in particolare sulla partecipazione di Casaleggio e su possibili conflitti d'interessi? Perché si è detto che l'ex-ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi aveva prom…
NEW YORK - Dura solo sei minuti l'intervento sulla "cittadinanza digitale" di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto, in una minuscola sala del Palazzo di vetro dell'Onu. Solo il tempo di presentarsi (in ottimo inglese, accento british) e di spiegare che cosa è l'Associazione Rousseau, spina dorsale informatica del Movimento 5stelle. E poi di preparare il terreno per una risoluzione dell'Onu che riconosca a tutti i cittadini del mondo il diritto a esercitare i loro diritti, a cominciare da quello alla partecipazione (anche diretta) alla vita politica, attraverso strumenti nuovi, "più efficienti e democratici".
Tutto qui? O meglio: perché su questo "side meeting" dell'Onu (incontro collaterale) ci sono state tante polemiche, in particolare sulla partecipazione di Casaleggio e su possibili conflitti d'interessi? Perché si è detto che l'ex-ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi aveva promosso l'incontro newyorkese per fare un favore a Luigi di Maio? Ed è vero che la Farnesina abbia sponsorizzato l'iniziativa per dare visibilità internazionale (e magari anche qualche contratto) a Casaleggio e alla sua società?
Vista dal Palazzo di vetro, la polemica assume una dimensione ben diversa. Quasi paradossale. L'intera questione evidenzia i ritardi italiani nella sfera del digitale. Anche l'Associazione Rousseau, fiore all'occhiello e motore finanziario del Movimento 5 Stelle, è poca cosa rispetto a quel che accade in Finlandia, co-sponsor della iniziativa all'Onu. L'Italia è molto indietro rispetto ad altri paesi e altre realtà.
La stessa iniziativa newyorkese dovrebbe far riflettere. Si è detto: "Un gigantesco conflitto di interessi, esportato al Palazzo di vetro in coincidenza con l'esordio internazionale del ministro di Maio (Anna Maria Bernini, Forza Italia). C'è anche chi pensa che Casaleggio possa aver approfittato di contributi pubblici per pagare il suo biglietto aereo (600 euro in classe economica). Resta il fatto che l'Italia ha un processo di digitalizzazione ancora molto arretrato rispetto ad altri paesi. E che non basta organizzare una iniziativa al Palazzo di vetro per bruciare i tempi.
All'Onu, ieri, tutto aveva il marchio dell'Italia. L'incontro è stato aperto da Maria Francesca Spatolisano, vice segretaria generale per le politiche di coordinamento di Antonio Guterres. Una italiana sì, ma alle spalle una brillante carriera nelle strutture dell'Onu. Ha poi parlato la ministra Paola Pisano (Innovazione tecnologica). Nella sala, c'era ovviamente Mariangela Zappia, ambasciatore all'Onu ed ex consigliere diplomatico di Renzi-Gentilioni-Conte, che è stata la regista di tutto. Ma ovviamente non bastava per risolvere le questioni politiche legate alla presenza di Casaleggio all'Onu.
Casaleggio ha elencato tre priorità: 1) dare a ognuno di una identità digitale, 2) consentire e favorire l'accesso digitale di tutti; 3) favorire l'educazione digitale. "Il voto online è un modo per esercitare un diritto". Su questi binari, le Nazioni Unite hanno deciso di muoversi con rapidità e decisione, anche per raggiungere i target prefissati dagli Obiettivi sostenibili entro il 2030.
Tutto qui? O meglio: perché su questo "side meeting" dell'Onu (incontro collaterale) ci sono state tante polemiche, in particolare sulla partecipazione di Casaleggio e su possibili conflitti d'interessi? Perché si è detto che l'ex-ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi aveva promosso l'incontro newyorkese per fare un favore a Luigi di Maio? Ed è vero che la Farnesina abbia sponsorizzato l'iniziativa per dare visibilità internazionale (e magari anche qualche contratto) a Casaleggio e alla sua società?
Vista dal Palazzo di vetro, la polemica assume una dimensione ben diversa. Quasi paradossale. L'intera questione evidenzia i ritardi italiani nella sfera del digitale. Anche l'Associazione Rousseau, fiore all'occhiello e motore finanziario del Movimento 5 Stelle, è poca cosa rispetto a quel che accade in Finlandia, co-sponsor della iniziativa all'Onu. L'Italia è molto indietro rispetto ad altri paesi e altre realtà.
La stessa iniziativa newyorkese dovrebbe far riflettere. Si è detto: "Un gigantesco conflitto di interessi, esportato al Palazzo di vetro in coincidenza con l'esordio internazionale del ministro di Maio (Anna Maria Bernini, Forza Italia). C'è anche chi pensa che Casaleggio possa aver approfittato di contributi pubblici per pagare il suo biglietto aereo (600 euro in classe economica). Resta il fatto che l'Italia ha un processo di digitalizzazione ancora molto arretrato rispetto ad altri paesi. E che non basta organizzare una iniziativa al Palazzo di vetro per bruciare i tempi.
All'Onu, ieri, tutto aveva il marchio dell'Italia. L'incontro è stato aperto da Maria Francesca Spatolisano, vice segretaria generale per le politiche di coordinamento di Antonio Guterres. Una italiana sì, ma alle spalle una brillante carriera nelle strutture dell'Onu. Ha poi parlato la ministra Paola Pisano (Innovazione tecnologica). Nella sala, c'era ovviamente Mariangela Zappia, ambasciatore all'Onu ed ex consigliere diplomatico di Renzi-Gentilioni-Conte, che è stata la regista di tutto. Ma ovviamente non bastava per risolvere le questioni politiche legate alla presenza di Casaleggio all'Onu.
Casaleggio ha elencato tre priorità: 1) dare a ognuno di una identità digitale, 2) consentire e favorire l'accesso digitale di tutti; 3) favorire l'educazione digitale. "Il voto online è un modo per esercitare un diritto". Su questi binari, le Nazioni Unite hanno deciso di muoversi con rapidità e decisione, anche per raggiungere i target prefissati dagli Obiettivi sostenibili entro il 2030.