Morta dottoressa Shuping Wang, denunciò lo scandalo dell'Aids in Cina, salvando migliaia di contadini colpiti dal virus
di KATIA RICCARDINegli anni '90 la provincia di Henan alimentò un boom della raccolta di sangue, reclutando migliaia di poveri agricoltori che lo vendevano per pochi dollari. Wang faceva parte di un gruppo di medici, ricercatori, attivisti e giornalisti cinesi che si esposero a enormi rischi per diffondere informazioni sull'epidemia segreta
SALT LAKE CITY - Nella sua vita ha lottato contro l'ostracismo di un Paese che preferiva guadagnare sul sangue dei poveri, a qualsiasi costo. Shuping Wang, medico cinese, fu la prima a denunciare un'epidemia tenuta nascosta dalle autorità cinesi nella Cina rurale. Per farlo perse lavoro, matrimonio e pace. È morta il 21 settembre a Salt Lake City, aveva 59 anni.
Ha avuto un infarto mentre faceva un'escursione in un canyon con suo marito, Gary Christensen. Negli ultimi anni si era stabilita negli Stati Uniti dove lavorava da quasi due decenni in relativa tranquillità come ricercatrice medica, più recentemente all'Università dello Utah. I colleghi, raccontava lei stessa, a volte non erano a conoscenza del suo passato drammatico. Si faceva chiamare Shuping "Sunshine" Wang. Raggio di sole.
Nei primi anni '90 si oppose a funzionari cinesi che avevano tentato di nascondere un'epidemia di Aids nella Cina rurale. La provin…
Ha avuto un infarto mentre faceva un'escursione in un canyon con suo marito, Gary Christensen. Negli ultimi anni si era stabilita negli Stati Uniti dove lavorava da quasi due decenni in relativa tranquillità come ricercatrice medica, più recentemente all'Università dello Utah. I colleghi, raccontava lei stessa, a volte non erano a conoscenza del suo passato drammatico. Si faceva chiamare Shuping "Sunshine" Wang. Raggio di sole.
Nei primi anni '90 si oppose a funzionari cinesi che avevano tentato di nascondere un'epidemia di Aids nella Cina rurale. La provin…
SALT LAKE CITY - Nella sua vita ha lottato contro l'ostracismo di un Paese che preferiva guadagnare sul sangue dei poveri, a qualsiasi costo. Shuping Wang, medico cinese, fu la prima a denunciare un'epidemia tenuta nascosta dalle autorità cinesi nella Cina rurale. Per farlo perse lavoro, matrimonio e pace. È morta il 21 settembre a Salt Lake City, aveva 59 anni.
Ha avuto un infarto mentre faceva un'escursione in un canyon con suo marito, Gary Christensen. Negli ultimi anni si era stabilita negli Stati Uniti dove lavorava da quasi due decenni in relativa tranquillità come ricercatrice medica, più recentemente all'Università dello Utah. I colleghi, raccontava lei stessa, a volte non erano a conoscenza del suo passato drammatico. Si faceva chiamare Shuping "Sunshine" Wang. Raggio di sole.
Nei primi anni '90 si oppose a funzionari cinesi che avevano tentato di nascondere un'epidemia di Aids nella Cina rurale. La provincia di Henan aveva alimentato un boom della raccolta di sangue, reclutando centinaia di migliaia di poveri agricoltori che lo vendevano per pochi dollari. Il virus dell'Hiv, così come l'epatite, si diffusero rapidamente.
Wang faceva parte di un gruppo di medici, ricercatori, attivisti e giornalisti cinesi che si esposero a enormi rischi per diffondere informazioni sull'epidemia tenuta nascosta, a nessuno importava che il virus colpisse contadini poveri. Fu lei a denunciare le prove. "Denunciare e poi combattere l'epidemia mi è costato il mio lavoro, il mio matrimonio e la mia felicità all'epoca, ma mi ha anche aiutato a salvare la vita di migliaia e migliaia di persone", raccontava Wang, "volevo prevenire le malattie, non mi importava del potere o della posizione".
Le autorità allora rifiutavano perfino di acquistare i kit per fare il test. Le comprò lei coi suoi risparmi. Su 408 campioni testati il 13 per cento dei venditori di sangue presentava il virus, un tasso di infezione allarmante. "Wang Shuping è stato il primo medico ad entrare nella guerra contro l'Aids" ha detto Gao Yaojie, un medico di Henan, "per questo, ha subito attacchi gravissimi e ha sofferto terribilmente". Ma vinse la sua battaglia. Anche se troppo tardi, come diceva Wang.
Alla fine le autorità cinesi furono costrette a chiudere i centri di raccolta di sangue e a offrire assistenza medica agli abitanti del villaggio che erano stati colpiti, di solito dopo che loro o i loro familiari avevano venduto sangue. I dati sulla mortalità non sono mai stati rivelati. "Innumerevoli famiglie sono state distrutte e rovinate dall'Aids, lasciando molti orfani", scriveva la dottoressa Wang nel 2014. "Non avevano nessuno a cui rivolgersi".
Nel 2019 ufficiali di sicurezza dello stato cinese minacciarono visite a parenti di Wang ed ex colleghi nell'Henan, nel tentativo di annullare la produzione di uno spettacolo ispirato alla sua vita The King of Hell's Palace presentata in anteprima all'Hampstead Theatre di Londra a settembre, a meno di un mese dalla sua morte. "Era una donna molto determinata, instancabile, ottimista e amorevole", ha scritto l'amico David Cowhig. "Per questo aveva scelto Sunshine come nome, per non perdere mai la sua luce".
Ha avuto un infarto mentre faceva un'escursione in un canyon con suo marito, Gary Christensen. Negli ultimi anni si era stabilita negli Stati Uniti dove lavorava da quasi due decenni in relativa tranquillità come ricercatrice medica, più recentemente all'Università dello Utah. I colleghi, raccontava lei stessa, a volte non erano a conoscenza del suo passato drammatico. Si faceva chiamare Shuping "Sunshine" Wang. Raggio di sole.
Nei primi anni '90 si oppose a funzionari cinesi che avevano tentato di nascondere un'epidemia di Aids nella Cina rurale. La provincia di Henan aveva alimentato un boom della raccolta di sangue, reclutando centinaia di migliaia di poveri agricoltori che lo vendevano per pochi dollari. Il virus dell'Hiv, così come l'epatite, si diffusero rapidamente.
Wang faceva parte di un gruppo di medici, ricercatori, attivisti e giornalisti cinesi che si esposero a enormi rischi per diffondere informazioni sull'epidemia tenuta nascosta, a nessuno importava che il virus colpisse contadini poveri. Fu lei a denunciare le prove. "Denunciare e poi combattere l'epidemia mi è costato il mio lavoro, il mio matrimonio e la mia felicità all'epoca, ma mi ha anche aiutato a salvare la vita di migliaia e migliaia di persone", raccontava Wang, "volevo prevenire le malattie, non mi importava del potere o della posizione".
Le autorità allora rifiutavano perfino di acquistare i kit per fare il test. Le comprò lei coi suoi risparmi. Su 408 campioni testati il 13 per cento dei venditori di sangue presentava il virus, un tasso di infezione allarmante. "Wang Shuping è stato il primo medico ad entrare nella guerra contro l'Aids" ha detto Gao Yaojie, un medico di Henan, "per questo, ha subito attacchi gravissimi e ha sofferto terribilmente". Ma vinse la sua battaglia. Anche se troppo tardi, come diceva Wang.
Alla fine le autorità cinesi furono costrette a chiudere i centri di raccolta di sangue e a offrire assistenza medica agli abitanti del villaggio che erano stati colpiti, di solito dopo che loro o i loro familiari avevano venduto sangue. I dati sulla mortalità non sono mai stati rivelati. "Innumerevoli famiglie sono state distrutte e rovinate dall'Aids, lasciando molti orfani", scriveva la dottoressa Wang nel 2014. "Non avevano nessuno a cui rivolgersi".
Nel 2019 ufficiali di sicurezza dello stato cinese minacciarono visite a parenti di Wang ed ex colleghi nell'Henan, nel tentativo di annullare la produzione di uno spettacolo ispirato alla sua vita The King of Hell's Palace presentata in anteprima all'Hampstead Theatre di Londra a settembre, a meno di un mese dalla sua morte. "Era una donna molto determinata, instancabile, ottimista e amorevole", ha scritto l'amico David Cowhig. "Per questo aveva scelto Sunshine come nome, per non perdere mai la sua luce".