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Parigi, la moglie del killer: "Era confuso ed aveva avuto visioni"

 Il luogo dell'aggressione di ieri (ansa)
I suoi colleghi parlano di una persona che spesso "non veniva presa sul serio" sul posto di lavoro. Nella notte prima della strage ha urlato "Allah Akbar", riporta un vicino. Al momento non sembra trattarsi di terrorismo 
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Il killer che ieri ha accoltellato a morte quattro colleghi alla centralissima questura di Parigi, Michael Harpon, aveva "avuto delle visioni e udito delle voci" la notte precedente. Uno stato di confusione mentale quindi che potrebbe in parte spiegare quanto accuduto. A riportare questa versione la moglie, interrogata dagli inquirenti e tuttora in stato di fermo, secondo quanto riferisce la radio France Info.

Secondo la donna il marito, sordo al 70 per cento, aveva pronunciato frasi "confuse". Varie testimonianze di colleghi parlano di una persona che spesso "non veniva presa sul serio" sul posto di lavoro. Secondo quanto riportato dai media francesi Michael Harpon l'aggressore aveva 45 anni ed era di Fort-de-France. 

Un vicino di casa di Michael Harpon, autore dell'attacco mortale alla prefettura di Parigi, ha dichiarato che, la notte prima della strage, l'assassino ha gridato "Allah Akbar". Secondo il testimone, anch&#…
Il killer che ieri ha accoltellato a morte quattro colleghi alla centralissima questura di Parigi, Michael Harpon, aveva "avuto delle visioni e udito delle voci" la notte precedente. Uno stato di confusione mentale quindi che potrebbe in parte spiegare quanto accuduto. A riportare questa versione la moglie, interrogata dagli inquirenti e tuttora in stato di fermo, secondo quanto riferisce la radio France Info.

Secondo la donna il marito, sordo al 70 per cento, aveva pronunciato frasi "confuse". Varie testimonianze di colleghi parlano di una persona che spesso "non veniva presa sul serio" sul posto di lavoro. Secondo quanto riportato dai media francesi Michael Harpon l'aggressore aveva 45 anni ed era di Fort-de-France. 

Un vicino di casa di Michael Harpon, autore dell'attacco mortale alla prefettura di Parigi, ha dichiarato che, la notte prima della strage, l'assassino ha gridato "Allah Akbar". Secondo il testimone, anch'egli poliziotto, citato da Le Figaro, il grido sarebbe stato ripetuto due volte, tra le 3 e le 4 del mattino.

Non ci sarebbero elementi che confermerebbero il movente dell'estremismo islamico secondo Sibeth Ndiaye, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e portavoce del governo francese, che ha esortato a non correre a conclusioni affrettate. Il fatto che l'aggressore si era convertito all'Islam 18 mesi fa non costituisce una testimonia una sua radicalizzazione. 

Bisogna fare attenzione alle "fake news che circolano sui social media", ha dichiarato parlando con France Info. "Il fatto che qualcuno si converta all'Islam non è automaticamente un segno di radicalizzazione". "Non significa al contempo che un movente terroristico sia escluso".