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(ansa)

Habeck: “La Germania deve aiutare l’Italia a battere il populismo”

Venerdì scorso a Roma il capo cinquantenne dei Verdi tedeschi ha incontrato mezzo governo, ansioso di conoscere un possibile futuro cancelliere tedesco. In questa intervista con Repubblica, racconta com'è andata
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I VERDI sono il secondo partito più amato dai tedeschi ormai in tutti i sondaggi. E Robert Habeck è talmente popolare che un grande giornale ha erroneamente pubblicato un articolo su di lui con una foto di George Clooney. Di persona, il capo cinquantenne dei Verdi tedeschi ha sempre l'aria del professore arruffato dopo un simposio fiume su Wittgenstein.

È colto, ha piglio, ma ha sempre mantenuto negli anni un modo di fare umile. Anche dopo aver incontrato venerdì scorso a Roma mezzo governo, ansioso di conoscere un possibile futuro cancelliere tedesco. In quest'intervista esclusiva con Repubblica, Habeck ci racconta com'è andata.
 
Habeck, mancano due anni alle prossime elezioni, un periodo lungo in politica. Pensa che il suo successo e quello dei Verdi possa durare? Soltanto due anni fa avete rischiato di non entrare in Parlamento.
"Interessante che adesso tutti partano dal presupposto che il governo Merkel durerà fino …
I VERDI sono il secondo partito più amato dai tedeschi ormai in tutti i sondaggi. E Robert Habeck è talmente popolare che un grande giornale ha erroneamente pubblicato un articolo su di lui con una foto di George Clooney. Di persona, il capo cinquantenne dei Verdi tedeschi ha sempre l'aria del professore arruffato dopo un simposio fiume su Wittgenstein.

È colto, ha piglio, ma ha sempre mantenuto negli anni un modo di fare umile. Anche dopo aver incontrato venerdì scorso a Roma mezzo governo, ansioso di conoscere un possibile futuro cancelliere tedesco. In quest'intervista esclusiva con Repubblica, Habeck ci racconta com'è andata.
 
Habeck, mancano due anni alle prossime elezioni, un periodo lungo in politica. Pensa che il suo successo e quello dei Verdi possa durare? Soltanto due anni fa avete rischiato di non entrare in Parlamento.
"Interessante che adesso tutti partano dal presupposto che il governo Merkel durerà fino alla fine della legislatura... Fino a poco tempo fa non era così. Noi partiamo dal presupposto che si arrivi al 2021. Se non fosse così, saremmo pronti ovviamente. Quindi, nel 2020 ci concentreremo su tre priorità: le elezioni ad Amburgo, la 'Piattaforma programmatica', il processo che abbiamo avviato per riscrivere il ruolo dei Verdi nel futuro. E su altri aspetti rimasti un po' indietro. Ad esempio viaggi come questo a Roma, Parigi, Bruxelles. Vogliamo definire temi e priorità comuni con gli altri partiti fuori dalla Germania che possano essere portati con più forza in Europa". 
 
Non pensa che ci sia il rischio che la Spd esca dalla Grande coalizione?
"Penso che la Grande coalizione non sia mai stata unita come ora. Hanno varato un 'Pacchetto clima' che non piace a nessuno tranne che a loro. E questo li ha ricompattati. Comunque: se ci fosse una crisi di governo, l'unica strada sarebbe andare al voto. Il popolo è sovrano e deve poter decidere, in questo caso".
 
Lei è 'solo' il capo dell'opposizione in Germania, non è impressionante che a Roma abbiano voluto vederla il ministro dell'Economia Gualtieri, quello degli Esteri Di Maio, il presidente della Camera Fico, il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Fraccaro, il segretario del Pd Zingaretti?
"È vero. Penso d'un lato per la curiosità di capire il 'segreto' del successo dei Verdi. Ma dall'altro c'è una grande aspettativa che la Germania si immischi, al livello europeo. Al momento temo che questa aspettativa nei confronti del governo Merkel venga delusa. Soprattutto sul fronte ecologico e finanziario". 
 
Ma Horst Seehofer si è 'desalvinizzato', nel giro di un anno è passato dal muro sui profughi di prendersi il 25% di chi viene salvato in mare.
"È giusto, le cose sono cambiate. Un anno fa i vertici della Csu parlavano di una 'rivoluzione conservatrice' e mutuavano il vocabolario dall'ultradestra Afd. E l'alleanza con la Cdu ha rischiato di rompersi a causa dell'ossessione di Seehofer anti-migranti. Ma c'è stata una forte reazione della società civile contro questa involuzione. In Baviera la Csu ha preso una batosta, a settembre 2018. È sempre discutibile quando i politici si orientano in base al vento che soffia in quel momento. Ma in questo caso è un bene se ora Seehofer usa toni diversi sui migranti e Markus Soeder parla di protezione dell'ambiente. Per me il nostro successo attuale significa che abbiamo un'opportunità unica per portare avanti politiche progressiste e pro-europee. E la stessa opportunità, anche se per motivi del tutto diversi, si è aperta in Italia. Matteo Salvini è fuori dai giochi. E l'Italia ha tre anni e mezzo per fare politiche ambientaliste e pro europee. E la Germania e l'Europa devono fare di tutto perché l'Italia abbia successo". 

Lei ha parlato di "errori" commessi in passato con l'Italia in ambito finanziario. Quali? Ne ha parlato con Gualtieri?
"Ci sono tre aspetti su cui l'Italia va aiutata. Stiamo andando verso una recessione. E l'Italia e la Germania saranno colpite di più di altre come campioni di export. Il mio Paese ha i conti in ordine da anni, ma ora abbiamo il dovere di agire in modo diverso. Investire di più, rinunciare allo "zero nero", al pareggio di bilancio. Gli strumenti classici della politica monetaria non hanno più presa. Quindi dobbiamo intervenire dal punto di vista fiscale. Così possiamo affrontare seriamente la crisi ecologica contenendo il Co2. E possiamo contrastare il rallentamento economico. È quello che ci si aspetta qui e a Parigi dalla Germania. Se non agisce, tra due anni la Germania potrà anche avere un pareggio di bilancio, uno 'zero nero'. Ma l'Europa rischia di essere sprofondata in un pozzo nero. E cosa ne guadagniamo se ovunque i populisti rialzeranno la testa a causa della crisi?"
 
Quindi non pensa che la Germania abbia imparato da un anno di Salvini che l'Italia e l'Europa non possono essere lasciate sole?
"No, il governo Merkel non l'ha capito abbastanza. Però la posizione che le ho appena illustrato non è soltanto quella dei Verdi; è la posizione dei principali istituti economici, di importanti associazioni degli imprenditori; dei sindacati. E anche dei partiti progressisti in Europa. La Germania adesso sembra il tizio della barzelletta in autostrada che sente l'avviso alla radio che 'c'è un uomo contromano sull'autostrada' ed esclama 'non uno, migliaia!". 
 
In Germania c'è stato un grande dibattito sul 'Pacchetto clima', ci sono miliardi sul piatto per contenere il Co2. Perché non è abbastanza, secondo i Verdi?
"Non basterà assolutamente per rispettare gli Accordi di Parigi sulla riduzione del Co2. Mancano obiettivi fondamentali come una legge per l'uscita dal carbone e una legge per la fine della produzione del motore alimentato con fonti fossili entro il 2030. Invece per ristrutturare seriamente il sistema servirebbero enormi investimenti, molti più di quelli stanziati dal governo Merkel. Noi pensiamo che per contenere seriamente il C02 e fornire un vero stimolo all'economia servirebbero stanziamenti aggiuntivi da 35 miliardi all'anno. Complessivamente il governo ha previsto troppo poco, e troppo tardi".
 
I Verdi possono decidere molto in Europa, nei prossimi anni. Lei ha incontrato Luigi Di Maio, e i 5Stelle ambiscono ad allearsi con voi. Tolto Salvini, che ostacoli restano? 
"Salvini non è stato un dettaglio. È un'ipoteca pesante sui nostri rapporti con i 5Stelle. Con Di Maio, Fico e Fraccaro ne abbiamo parlato molto apertamente. Per me continua ad essere incomprensibile come ci si potesse alleare con Salvini. Ho avuto la netta sensazione, però, che i 5Stelle considerino ora quel populismo di destra un avversario da battere. Che si stiano riorientando in un'altra direzione e che abbiano capito di aver commesso un errore. Ne prendo atto. E spero per l'Italia che sia così. In Europa un terreno comune c'è stato, in questi anni abbiamo votato molte leggi insieme. Ma c'è una tradizione diversa anche nella struttura del partito, poco trasparente, che fa riflettere. E, purtroppo, una tradizionale permeabilità a tesi populiste". 
 
Avete parlato della piattaforma Rousseau e di Casaleggio?
"Sì, appunto, abbiamo parlato della loro struttura poco trasparente e poco comprensibile. Ne parlerò a Bruxelles, ma saranno i Verdi europei a decidere se collaborare con i 5Stelle".
 
Che impressione ha avuto dai suoi colloqui? Che il governo durerà?
"Ho l'impressione di aver parlato con persone molto consapevoli di avere un ruolo storico, un'opportunità unica che non ci può fare scappare".
 
In Italia milioni di persone scendono in piazza per i Fridays for Future, ma i Verdi sono un partito minuscolo. Come se lo spiega? E ne ha parlato con Angelo Bonelli?
"Ogni Paese ha la sua storia e come politico verde tedesco non voglio avere la presunzione di dare consigli ai colleghi di altri Paesi. Posso solo dire che la forza attuale dei Gruenen deriva anche dal fatto che mai nella storia siamo stati così compatti, anche al livello locale. E cerchiamo di non insultare gli alleati politici, ma di fare critiche costruttive, anche nei confronti del governo Merkel, e di affrontare temi concreti e contenuti".
 
Dai suoi colloqui cosa è venuto fuori riguardo agli impegni del governo Conte sul fronte ambientale?
"Per ora vedo solo i titoli, ma il governo si è insediato da poco. Green New Deal, innovazione ecologica, riduzione del traffico su strada, incentivi per l'energia solare. Spero vadano avanti".
 
Ha parlato di come combattere Salvini e il populismo?
"Io ho due idee. Anzitutto, non bisogna mettersi sulla difensiva. Non far dominare il dibattito dai temi imposti da loro come i profughi, ma imporre i nostri. La svolta ecologista, l'unità europea, Green New Deal. Però la questione migratoria va assolutamente affrontata. Vanno create soluzioni per far arrivare in modo sicuro i profughi in Europa - attraverso corridoi umanitari, Visa umanitaria ecc. Anche per contrastare i trafficanti di uomini. Poi serve un sistema di ricollocamento dei migranti. Ho parlato con la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen tre giorni fa. Il suo piano è un sistema volontario di ricollocamento, ma anche che chi si sottrae, paga".
 
Nel senso di punirli?
"Quando i Paesi possono comprarsi il fatto di non accogliere migranti dando risorse a Frontex, è troppo facile. Invece, se quei paesi sono costretti a finanziare un fondo che aiuta i Paesi che accolgono migranti, allora ha senso. In secondo luogo, bisogna prevedere finanziamenti per i Comuni, non solo i Paesi. Persino in Polonia ci sono città che sarebbero disposti a prendersi migranti".
 
A Est avete forse smesso di essere un "partito della rughetta" come dice Thomas Brussig, un partito "fighetto" si direbbe a Roma. 
 "Non siamo un partito fighetto, siamo parte di un cambiamento della società. In Sassonia e Brandeburgo abbiamo fatto una campagna elettorale molto combattiva, trasmettendo la nostra idea del mondo, inclusiva e aperta al mondo.".
 
L'ideologo della Nuova destra tedesca, Goetz Kubitschek, sostiene che voi Verdi siete il loro "nemico antropologico".
"È una dichiarazione da capire attentamente. Kubitschek non dice: 'voi siete favorevoli alle energie rinnovabili e io sono contrario'. Dice 'voi siete il nemico', 'voi siete da escludere'. Antropologicamente, quindi come esseri umani. È questo il nocciolo del concetto fascista. Ovvio che gli esseri umani hanno bisogno di Heimat, di appartenenze, di comunità. Ma il problema è quando tutto ciò che non appartiene alla comunità deve essere cancellato. In questo senso, personalità come Bjoern Hoecke hanno una visione del mondo fascista. Nei suoi libri si legge chiaramente questa idea di un mondo che esclude, discrimina, deporta".