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Il filosofo Marek Halter: "I testimoni della Shoa sono quasi tutti morti. Servono nuovi antidoti contro l'antisemitismo"

Il filosofo francese fuggì con la famiglia dal ghetto di Varsavia pochi giorni prima che i nazisti lo chiudessero: "Quanto è accaduto a Halle è gravissimo perché l'assassino ha colpito la comunità ebraica nella sua più solenne festività, lo yom kippur"
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"PREVEDO un forte aumento dell'antisemitismo in Europa perché quando una società ha paura comincia a cercare dei capri espiatori", dice il filosofo francese Marek Halter, che fuggì con la famiglia dal ghetto di Varsavia pochi giorni prima che i nazisti lo chiudessero. "Quanto è accaduto a Halle è gravissimo perché l'assassino ha colpito la comunità ebraica nella sua più solenne festività, lo yom kippur".

La minaccia neonazista è stata sottovalutata?
"Sì, e ce ne rendiamo conto solo ora. Eppure è risaputo che alla fine le migliori vittime sacrificali di una società malata sono sempre gli ebrei. È così dai tempi dell'Antico Egitto. Certo oltre agli antisemiti ci sono anche gli omofobi, gli islamofobi, i razzisti di ogni genere. Ma quando si accumula odio, o pulsioni di morte come le chiamava Freud, gli ebrei diventano il bersaglio più faci…
"PREVEDO un forte aumento dell'antisemitismo in Europa perché quando una società ha paura comincia a cercare dei capri espiatori", dice il filosofo francese Marek Halter, che fuggì con la famiglia dal ghetto di Varsavia pochi giorni prima che i nazisti lo chiudessero. "Quanto è accaduto a Halle è gravissimo perché l'assassino ha colpito la comunità ebraica nella sua più solenne festività, lo yom kippur".

La minaccia neonazista è stata sottovalutata?
"Sì, e ce ne rendiamo conto solo ora. Eppure è risaputo che alla fine le migliori vittime sacrificali di una società malata sono sempre gli ebrei. È così dai tempi dell'Antico Egitto. Certo oltre agli antisemiti ci sono anche gli omofobi, gli islamofobi, i razzisti di ogni genere. Ma quando si accumula odio, o pulsioni di morte come le chiamava Freud, gli ebrei diventano il bersaglio più facile perché sono il popolo deicida, il popolo eletto, il popolo dei soldi e via elencando".

Ma dove nasce tanto odio?
"Aveva ragione Stendhal quando diceva che la paura è la fonte dell'odio per l'altro. Entriamo in un mondo senza né profeti né filosofi e senza di loro non possono esserci dei grandi leader politici. Con il risultato che non ci sono più ideologie da proporre ai giovani. Temo perciò che se domani nascesse un altro Hitler, in poco tempo riuscirebbe a mobilitare milioni di persone per distruggere gli ebrei".

Come reagire?
"Non è facile, perché non si può certo mettere un poliziotto a proteggere ogni ebreo. E ciò rischia di diventare un grosso problema per molti Paesi quali la Francia, dove c'è un esteso fascismo islamista, o gli Stati Uniti, dove ci sono dei fondamentalisti cristiani pronti a dare la caccia agli "assassini di Cristo". La vita degli ebrei sarà sempre più in pericolo".

Come giudica il fatto che l'estrema destra ha definito online l'assassino di Halle un santo?
"Allo stesso modo, i fondamentalisti islamici chiamano 'martiri' i kamikaze che si fanno saltare in aria in mezzo agli infedeli. E mi riferisco a tutti quegli imam che non hanno letto il Corano dov'è scritto che se Maometto avesse voluto avrebbe fatto degli uomini una sola comunità religiosa".

La Germania ha già dimenticato la Shoah?
"L'anno prossimo si commemorano i 75 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale e per alcuni pronipoti dei nazisti si può ricominciare ad uccidere gli ebrei. C'è del resto un partito neonazista al Bundestag, riconosciuto dalla costituzione tedesca".

Ma è lecito cancellare una memoria così recente? 
"Non si può vivere sulla memoria. Simone Veil aveva ragione quando diceva che non amava chi parlava 'del dovere della memoria'. È difficile costringere qualcuno a ricordare un evento dopo tre o quattro generazioni perché non si può vivere sul passato. Per molti anni sono stati invitati i sopravvissuti della Shoah a parlare nelle scuole. Ma oggi, quei testimoni sono quasi tutti morti. Per presentare ai giovani un avvenire senza odio servono dei nuovi antidoti. Ma oggi ne siamo privi".