✕

Siria, primi combattimenti nel nord tra Turchia e forze del regime di Assad

Ankara attacca le truppe siriane alla periferia del villaggio di Al-Assadiya, vicino al confine con la Turchia. Secondo l'Osservatorio siriano dei diritti umani, almeno 7 combattenti lealisti e 4 miliziani ribelli sono rimasti uccisi. Gli scontri a poche ore dalla scadenza della tregua
1 minuti di lettura
DAMASCO - Per la prima volta dallo scoppio dell'offensiva turca in Siria il 9 ottobre, "violenti combattimenti" sono in atto in Siria settentrionale tra le forze del regime di Damasco a quelle turche. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

Questa mattina le forze di Ankara hanno attaccato con colpi d'artiglieria e con il supporto di droni le truppe del regime alla periferia del villaggio di Al-Assadiya, vicino al confine tra Siria e Turchia. Ne sono seguiti scambi di fuoco sul terreno. Secondo l'Ong si tratta dei "primi combattimenti" tra le due parti dal lancio dell'offensiva di Ankara per cacciare le forze curde fuori dall'area.

Altri scontri si segnalano tra le milizie curde delle Forze democratiche siriane e le forze di Assad da un lato e le milizie filo-Ankara dall'altro.
Secondo l'Osservatorio, almeno 7 combattenti lealisti e 4 miliziani ribelli sono rimasti uccisi. Gli scontri avvengono a poche ore dalla sc…
DAMASCO - Per la prima volta dallo scoppio dell'offensiva turca in Siria il 9 ottobre, "violenti combattimenti" sono in atto in Siria settentrionale tra le forze del regime di Damasco a quelle turche. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

Questa mattina le forze di Ankara hanno attaccato con colpi d'artiglieria e con il supporto di droni le truppe del regime alla periferia del villaggio di Al-Assadiya, vicino al confine tra Siria e Turchia. Ne sono seguiti scambi di fuoco sul terreno. Secondo l'Ong si tratta dei "primi combattimenti" tra le due parti dal lancio dell'offensiva di Ankara per cacciare le forze curde fuori dall'area.

Altri scontri si segnalano tra le milizie curde delle Forze democratiche siriane e le forze di Assad da un lato e le milizie filo-Ankara dall'altro.
Secondo l'Osservatorio, almeno 7 combattenti lealisti e 4 miliziani ribelli sono rimasti uccisi. Gli scontri avvengono a poche ore dalla scadenza della tregua concordata da Turchia e Russia per il ritiro delle milizie curde ad almeno 30 km da tutta la frontiera turca.

La tregua decisa tra Russia e Turchia per il ritiro delle milizie curde Ypg dal nord est della Siria, scade alle 16 di oggi ora italiana. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, in occasione del 96esimo anniversario dalla fondazione della Repubblica turca, ha lanciato un avvertimento: "Nessuno ci sottovaluti". Una delegazione di Mosca si trova da ieri ad Ankara, per discutere dei prossimi passi nel coordinamento tra eserciti.

In base all'intesa raggiunta lo scorso 22 ottobre tra il presidente russo Vladimir Putin e lo stesso Erdogan, è la Russia a garantire l'abbandono dell'area da parte dei miliziani curdi, un ritiro che gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire. Al termine di questo lasso di tempo, 150 ore in tutto, gli eserciti di Russia e Turchia inizieranno un pattugliamento congiunto della safe zone, in un'area della profondità di 10 chilometri lungo il confine turco siriano.

In base a quanto riporta il portale turco Bianet, tra ieri e e oggi nella base militare russa di Hmeymim sono giunti dalla Russia mezzi blindati Tayfun-U e Tigr, che saranno utilizzati nel pattugliamento dell confine. Secondo quanti riferiscono gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani su Twitter caccia russi hanno bombardato le città di Marzita e Marat Harmah, periferia meridionale di Idlib, nel nord della Siria, inserita nelle cosidette "zone di de-escalation" come spiega il sito di Baladi Network.