ROMA - "Ask Amanda Knox", Chiedi ad Amanda Knox. Si chiamerà così la rubrica del Westside Seattle in cui la 32enne americana, che ha trascorso quasi quattro anni in una prigione italiana dopo la condanna per l'omicidio del 2007 di Meredith Kercher, trovata senza vita proprio il primo novembre di 12 anni fa a Perugia, risponderà a domande dei lettori su varie tematiche. Amore, sofferenza, vita, tristezza. Magari amicizia.
L'editore del settimanale Westside Seattle ha annunciato l'avvio della rubrica, in una nota, spiegando che i quattro anni che Knox ha trascorso in carcere in Italia "per un omicidio che non ha commesso", le hanno dato "una prospettiva unica sulla vita".
"Completamente scagionata, questa autrice di besteller e attivista per la riforma della giustizia penale offre le sue opinioni, così come sono, rispondendo alle domande del lettore su vita, amore, sofferenza e il loro significato", ha aggiunto l'editore. Sui social sono cominciate le critiche. Non solo dall'italia, non solo sull'omicidio di Meredith. Amanda Knox è criticata per essere "una raccomandata". Il quotidiano è di proprietà della famiglia del marito, Christopher Robinson.
Ma il Westside Seattle continua a difendere la sua posizione, tenendo a specificare che Amanda non sarà pagata per questa rubrica e che lei stessa ha semplicemente "scelto di usare la sua esperienza di vita in modo positivo".
Meredith Kercher fu trovata morta con la gola tagliata a Perugia la sera del primo novembre 2007. Domani, 12 anni fa. Era una studentessa inglese arrivata in Italia con l'Erasmus e condivideva la casa con altri studenti. Per l'omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede come unico responsabile. Il processo ha avuto un iter giudiziario travagliato. In primo grado, come concorrenti nell'omicidio, furono condannati dalla Corte d'Assise di Perugia anche Amanda Knox e l'italiano Raffaele Sollecito. Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze sancì la colpevolezza degli imputati condannando Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni. L'anno dopo la quinta sezione penale della Corte suprema di cassazione annullò le condanne.
L'editore del settimanale Westside Seattle ha annunciato l'avvio della rubrica, in una nota, spiegando che i quattro anni che Knox ha trascorso in carcere in Italia "per un omicidio che non ha commesso", le hanno dato "una prospettiva unica sulla vita".
"Completamente scagionata, questa autrice di besteller e attivista per la riforma della giustizia penale offre le sue opinioni, così come sono, rispondendo alle domande del lettore su vita, amore, sofferenza e il loro significato", ha aggiunto l'editore. Sui social sono cominciate le critiche. Non solo dall'italia, non solo sull'omicidio di Meredith. Amanda Knox è criticata per essere "una raccomandata". Il quotidiano è di proprietà della famiglia del marito, Christopher Robinson.
Ma il Westside Seattle continua a difendere la sua posizione, tenendo a specificare che Amanda non sarà pagata per questa rubrica e che lei stessa ha semplicemente "scelto di usare la sua esperienza di vita in modo positivo".
Meredith Kercher fu trovata morta con la gola tagliata a Perugia la sera del primo novembre 2007. Domani, 12 anni fa. Era una studentessa inglese arrivata in Italia con l'Erasmus e condivideva la casa con altri studenti. Per l'omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede come unico responsabile. Il processo ha avuto un iter giudiziario travagliato. In primo grado, come concorrenti nell'omicidio, furono condannati dalla Corte d'Assise di Perugia anche Amanda Knox e l'italiano Raffaele Sollecito. Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze sancì la colpevolezza degli imputati condannando Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni. L'anno dopo la quinta sezione penale della Corte suprema di cassazione annullò le condanne.