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Soldati italiani in missione in Iraq (lapresse)

Tofalo: “Contractor per le missioni italiane all’estero”

Il sottosegretario pentastellato apre all’uso di soldati privati nelle spedizioni militari. E anche altri esponenti M5S chiedono la regolarizzazione dei nuovi mercenari. Vietati nel nostro Paese. E contestati in tutto mondo per una serie di episodi gravissimi
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Contractor per le missioni all'estero. Nell'anniversario della strage di Nassiriya, il sottosegretario pentastellato alla Difesa Angelo Tofalo avanza una proposta rivoluzionaria per le tradizioni militari italiane. "Credo che dobbiamo puntare a ottimizzare ancor di più certi processi e a fare riflessioni slegate da vecchi schemi sulla sicurezza dei nostri uomini all'estero, anche con pratiche che utilizzano altri paesi, tipo l'utilizzo di dispositivi privati di protezione dei nostri uomini all'estero". Giorgio Zanchini di Radio Anch'io gli ha chiesto di precisare: "Si riferisce ai contractors?". E Tofalo ha risposto: "Anche questo sì, anche questo. Per garantire la sicurezza dei nostri uomini sarei disposto a tutto. Altri paesi lo fanno, noi dobbiamo rivolgerci a paesi esteri. Io farei tutto in casa".

L'impiego dei "soldati privati" in zone di guerra è stato molto contestato negli ultimi anni. I …
Contractor per le missioni all'estero. Nell'anniversario della strage di Nassiriya, il sottosegretario pentastellato alla Difesa Angelo Tofalo avanza una proposta rivoluzionaria per le tradizioni militari italiane. "Credo che dobbiamo puntare a ottimizzare ancor di più certi processi e a fare riflessioni slegate da vecchi schemi sulla sicurezza dei nostri uomini all'estero, anche con pratiche che utilizzano altri paesi, tipo l'utilizzo di dispositivi privati di protezione dei nostri uomini all'estero". Giorgio Zanchini di Radio Anch'io gli ha chiesto di precisare: "Si riferisce ai contractors?". E Tofalo ha risposto: "Anche questo sì, anche questo. Per garantire la sicurezza dei nostri uomini sarei disposto a tutto. Altri paesi lo fanno, noi dobbiamo rivolgerci a paesi esteri. Io farei tutto in casa".

L'impiego dei "soldati privati" in zone di guerra è stato molto contestato negli ultimi anni. I nuovi mercenari sono stati protagonisti di episodi vergognosi, che hanno portato alla condanna di alcune delle società più grandi e a una crisi diplomatica tra Iraq e Stati Uniti. Dietro il loro lavoro nelle aree di crisi sono nati imperi commerciali, con sedi in paradisi fiscali e risorse oscure: spesso queste multinazionali armate sono state considerate una minaccia alla pace globale. Nel nostro Paese, poi, l'arruolamento di combattenti a contratto è espressamente vietato dal codice penale.

Sorprende quindi che la proposta venga da un esponente di governo del Movimento 5Stelle. Ma lo stesso Tofalo nel 2017 con altri tre esponenti grillini aveva firmato un'interrogazione parlamentare, chiedendo al governo di chiarire la posizione giuridica di quelli che venivano definiti "professionisti della sicurezza". Un testo che sembrava mettere in luce la necessità di aprire le porte a soldati privati italiani, anche perché "utilizzando contractors stranieri si metterebbe a rischio buona parte delle informazioni sensibili e delicate, per non dire riservate, che realtà come Eni e Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale trattano o possono trattare". E pure un altro parlamentare 5S, Giovanni Luca Aresta, ha sostenuto la necessità di schierare i contractor, da usare nelle missioni internazionali e persino contro la lotta alla criminalità: "È quindi ipotizzabile l'azione del settore privato nel contrasto ai gruppi criminali, finanche in un ambito nel quale la difesa italiana è leader riconosciuta, ossia la prevenzione dei conflitti e il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

Evidentemente, si tratta di un'inclinazione comune ad altre figure del Movimento. La ministra Elisabetta Trenta nella sua precedente attività per conto di società legate alla Link Campus University aveva ingaggiato proprio alcuni contractor: il programma - finanziato dalla Farnesina - riguardava il disarmo dei miliziani libici e venne affidato a Gianpiero Spinelli. Lo stesso processato e poi assolto per avere reclutato i quattro "vigilanti armati" italiani rapiti in Iraq nel 2004: tra loro, Fabrizio Quattrocchi ucciso dai terroristi islamici.

Nel suo intervento di ieri, Tofalo ha anche speso parole in favore di una maggiore militarizzazione della nostra intelligence. "Io inizierei a ragionare su nuovi processi di istituzionalizzazione sia nei rapporti della nostra intelligence, forse oggi diventata troppo civile e meno militare, sia al rafforzamento della nostra intelligence militare. La legge n 124 del 2008 io la andrei a rivedere in particolare l'articolo 8, potenziando la sinergia tra la nostra intelligence esterna e la nostra Difesa". Il riferimento è all'ultima riforma dei servizi segreti, che ha stabilito l'abolizione delle cellule autonome di 007 all'interno delle forze armate e, più in generale, posto l'accento su una vocazione civile della nostra intelligence.

Che metamorfosi. Il Movimento era nato seguendo le parole di Beppe Grillo e teorizzando il disarmo totale: l'Italia doveva essere come il Costa Rica, senza esercito e senza spese per la Difesa. Adesso invece vuole legalizzare le compagnie di mercenari e rendere pure l'intelligence più militarizzata. Posizioni che nessun altro partito ha mai sostenuto.