Israele moltiplica gli attacchi su Gaza. Hamas sta a guardare
dal nostro inviato VINCENZO NIGROAlmeno 26 i morti nell’offensiva partita dopo l’omicidio del leader della Jihad islamica. Ma non tutti i palestinesi si schierano con il gruppo
GAZA CITY - Certo, è una guerra di missili e di bombe. Di morte e di sangue. Di disperazione. Ma è anche uno scontro di tradimenti, un vascello fantasma che avanza nella nebbia. Avvelenato, impastato di menzogne e doppiogioco. Una tragedia mediorientale.
Le notizie, i numeri di ieri parlano di altri morti nella Striscia di Gaza. Sono almeno 26 i palestinesi uccisi, soprattutto militanti islamici. Ma anche una bimba di 7 anni e due ragazzi di 16 e 17. Sono vittime dei bombardamenti israeliani che mirano alle installazioni della Jihad islamica. Da martedì mattina la milizia lancia decine di razzi contro Israele. Vuole vendicare l'uccisione del suo capo militare Baha Abu al Ata. E Israele risponde, per ora provando a individuare i gruppi di miliziani islamici che stanno per lanciare razzi. Colpendoli con i missili degli F-16 in volo perenne, giorno e notte, attorno alla Striscia palestinese.
Tutti sanno che da un momento all'altro lo scontro si può i…
Le notizie, i numeri di ieri parlano di altri morti nella Striscia di Gaza. Sono almeno 26 i palestinesi uccisi, soprattutto militanti islamici. Ma anche una bimba di 7 anni e due ragazzi di 16 e 17. Sono vittime dei bombardamenti israeliani che mirano alle installazioni della Jihad islamica. Da martedì mattina la milizia lancia decine di razzi contro Israele. Vuole vendicare l'uccisione del suo capo militare Baha Abu al Ata. E Israele risponde, per ora provando a individuare i gruppi di miliziani islamici che stanno per lanciare razzi. Colpendoli con i missili degli F-16 in volo perenne, giorno e notte, attorno alla Striscia palestinese.
Tutti sanno che da un momento all'altro lo scontro si può i…
GAZA CITY - Certo, è una guerra di missili e di bombe. Di morte e di sangue. Di disperazione. Ma è anche uno scontro di tradimenti, un vascello fantasma che avanza nella nebbia. Avvelenato, impastato di menzogne e doppiogioco. Una tragedia mediorientale.
Le notizie, i numeri di ieri parlano di altri morti nella Striscia di Gaza. Sono almeno 26 i palestinesi uccisi, soprattutto militanti islamici. Ma anche una bimba di 7 anni e due ragazzi di 16 e 17. Sono vittime dei bombardamenti israeliani che mirano alle installazioni della Jihad islamica. Da martedì mattina la milizia lancia decine di razzi contro Israele. Vuole vendicare l'uccisione del suo capo militare Baha Abu al Ata. E Israele risponde, per ora provando a individuare i gruppi di miliziani islamici che stanno per lanciare razzi. Colpendoli con i missili degli F-16 in volo perenne, giorno e notte, attorno alla Striscia palestinese.
Tutti sanno che da un momento all'altro lo scontro si può impennare, che i razzi israeliani possono finire fuori bersaglio. O magari il bersaglio è proprio quello in cui tu sei entrato adesso credendo che sia sicuro. Per cui si rimane al coperto, fermi il più possibile, le strade sono ancora semi-deserte. Ma la forza della vita costringe molti a sfilare fuori dalle case. Chi va in giro per "dovere" sono i propagandisti, quelli di Hamas e della Jihad. Automobili con altoparlanti recitano uno alla volta i nomi dei martiri, dei morti, che tutti conoscono in anticipo perché li leggono sui social media, aggiornati con grande efficienza dal ministero della Sanità di Hamas.
La propaganda sonora rilancia le canzoni di guerra che invocano la distruzione di Israele. Ce n'è una di Hamas, "scaccia l'occupante ladro (Israele, ndr) dalla terra infuriata di Gerusalemme, libera la tua casa da quella sionista nella sua umiliazione, scrivi "morte, morte, morte a Israele" con il sangue che "scorre".
Il sangue che scorre. L'altro giorno Hamas ha mandato un suo dirigente ai funerali del capo della Jihad ucciso. Ismail Raduan ha detto urlando al microfono che "le nostre Brigate Ezzedin al-Qassam sono al fianco delle Brigate al-Quds, siamo fratelli gemelli che stanno insieme. Il vostro sangue è il nostro".
Eppure, tutti hanno capito la verità: Hamas non sta combattendo. Non fa scorrere il suo sangue per la Jihad. Tutti vedono che Israele per ora non ha colpito neppure una caserma di Hamas. E soprattutto, Hamas non ha lanciato un razzo, un missile, neppure una bomba a mano contro la rete del confine.
Ancora un passo indietro. Abu al Ata è stato ucciso all'alba di martedì da una bomba israeliana. Dormiva con la moglie nella casa di Gaza Nord. Il primo tradimento: l'uomo non rientrava a casa da più di una settimana, e da mesi si spostava di continuo, sapeva di essere nel mirino. Il comandante della "Brigata Al Qods", aveva alzato la testa: da aprile i 700 miliziani che controllava si erano impegnati in un gioco al rialzo con Hamas. Ogni volta che c'era un problema con Israele, quelli di Abu al Ata erano i primi a lanciare razzi. Continuavano a farlo anche quando Hamas e Israele concordavano una tregua con le mediazioni dell'Egitto e del Qatar.
Abu al Ata aveva ricevuto avvertimenti in chiaro. Sulla stampa israeliana erano stati fatti uscire articoli col suo nome e le fotografie, col numero degli ordigni che aveva fatto sparare. Il giorno, il luogo dei lanci, tutto elencato. L'uomo sapeva di essere nel mirino. E qualcuno lo ha tradito. Lo "Shin Bet", il servizio segreto interno di Israele, quello che si occupa dei terroristi, ha passato la soffiata all'aeronautica. Questa notte dorme a casa. Notizia che ha avuto anche dai suoi informatori sul campo, probabilmente palestinesi, magari membri di una milizia.
Hamas ieri ha continuato a far rullare i tamburi di guerra. Ma soltanto quelli. Intervistato da una tv, uno dei loro capi ha detto che "se i raid continueranno, Hamas e i gruppi della resistenza avranno il dovere morale di rispondere e proteggere il popolo palestinese". Dovere morale. Confermando che fino ad ora gli uomini di Ismail Haniyeh non combattono.
Hamas ha piacere che la Jihad venga ridimensionata. Questo gruppo che pure è sostenuto dall'Iran (il primo alleato di Hamas) si stava allargando troppo. "Per salire sulla scala del potere Abu al Ata aveva esagerato: Hamas non vuole una nuova guerra totale, almeno per ora. E lascia che Israele faccia il lavoro sporco". Chi parla è un analista di Gaza. Sa molte cose, ma non può prevedere come andrà a finire.
Le notizie, i numeri di ieri parlano di altri morti nella Striscia di Gaza. Sono almeno 26 i palestinesi uccisi, soprattutto militanti islamici. Ma anche una bimba di 7 anni e due ragazzi di 16 e 17. Sono vittime dei bombardamenti israeliani che mirano alle installazioni della Jihad islamica. Da martedì mattina la milizia lancia decine di razzi contro Israele. Vuole vendicare l'uccisione del suo capo militare Baha Abu al Ata. E Israele risponde, per ora provando a individuare i gruppi di miliziani islamici che stanno per lanciare razzi. Colpendoli con i missili degli F-16 in volo perenne, giorno e notte, attorno alla Striscia palestinese.
Tutti sanno che da un momento all'altro lo scontro si può impennare, che i razzi israeliani possono finire fuori bersaglio. O magari il bersaglio è proprio quello in cui tu sei entrato adesso credendo che sia sicuro. Per cui si rimane al coperto, fermi il più possibile, le strade sono ancora semi-deserte. Ma la forza della vita costringe molti a sfilare fuori dalle case. Chi va in giro per "dovere" sono i propagandisti, quelli di Hamas e della Jihad. Automobili con altoparlanti recitano uno alla volta i nomi dei martiri, dei morti, che tutti conoscono in anticipo perché li leggono sui social media, aggiornati con grande efficienza dal ministero della Sanità di Hamas.
La propaganda sonora rilancia le canzoni di guerra che invocano la distruzione di Israele. Ce n'è una di Hamas, "scaccia l'occupante ladro (Israele, ndr) dalla terra infuriata di Gerusalemme, libera la tua casa da quella sionista nella sua umiliazione, scrivi "morte, morte, morte a Israele" con il sangue che "scorre".
Il sangue che scorre. L'altro giorno Hamas ha mandato un suo dirigente ai funerali del capo della Jihad ucciso. Ismail Raduan ha detto urlando al microfono che "le nostre Brigate Ezzedin al-Qassam sono al fianco delle Brigate al-Quds, siamo fratelli gemelli che stanno insieme. Il vostro sangue è il nostro".
Eppure, tutti hanno capito la verità: Hamas non sta combattendo. Non fa scorrere il suo sangue per la Jihad. Tutti vedono che Israele per ora non ha colpito neppure una caserma di Hamas. E soprattutto, Hamas non ha lanciato un razzo, un missile, neppure una bomba a mano contro la rete del confine.
Ancora un passo indietro. Abu al Ata è stato ucciso all'alba di martedì da una bomba israeliana. Dormiva con la moglie nella casa di Gaza Nord. Il primo tradimento: l'uomo non rientrava a casa da più di una settimana, e da mesi si spostava di continuo, sapeva di essere nel mirino. Il comandante della "Brigata Al Qods", aveva alzato la testa: da aprile i 700 miliziani che controllava si erano impegnati in un gioco al rialzo con Hamas. Ogni volta che c'era un problema con Israele, quelli di Abu al Ata erano i primi a lanciare razzi. Continuavano a farlo anche quando Hamas e Israele concordavano una tregua con le mediazioni dell'Egitto e del Qatar.
Abu al Ata aveva ricevuto avvertimenti in chiaro. Sulla stampa israeliana erano stati fatti uscire articoli col suo nome e le fotografie, col numero degli ordigni che aveva fatto sparare. Il giorno, il luogo dei lanci, tutto elencato. L'uomo sapeva di essere nel mirino. E qualcuno lo ha tradito. Lo "Shin Bet", il servizio segreto interno di Israele, quello che si occupa dei terroristi, ha passato la soffiata all'aeronautica. Questa notte dorme a casa. Notizia che ha avuto anche dai suoi informatori sul campo, probabilmente palestinesi, magari membri di una milizia.
Hamas ieri ha continuato a far rullare i tamburi di guerra. Ma soltanto quelli. Intervistato da una tv, uno dei loro capi ha detto che "se i raid continueranno, Hamas e i gruppi della resistenza avranno il dovere morale di rispondere e proteggere il popolo palestinese". Dovere morale. Confermando che fino ad ora gli uomini di Ismail Haniyeh non combattono.
Hamas ha piacere che la Jihad venga ridimensionata. Questo gruppo che pure è sostenuto dall'Iran (il primo alleato di Hamas) si stava allargando troppo. "Per salire sulla scala del potere Abu al Ata aveva esagerato: Hamas non vuole una nuova guerra totale, almeno per ora. E lascia che Israele faccia il lavoro sporco". Chi parla è un analista di Gaza. Sa molte cose, ma non può prevedere come andrà a finire.