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(afp)

Il Cile cancella la Costituzione di Pinochet

La svolta di Piñera per rispondere alla crisi. Un referendum darà il via alla grande riforma
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Il Cile volta pagina. Cancella definitivamente Augusto Pinochet e la sua dittatura criminale. Cambierà la Costituzione, quella che risale al 1980, 7 anni dopo il golpe dei militari, rimasta inalterata fino a oggi. È un passo storico per un Paese che sin dal 2011 mostrava i primi segni di insofferenza per un monolite giuridico che lo ancorava al passato. Dopo 28 giorni di battaglie per la crisi più grave e profonda che il Cile abbia vissuto e dopo 48 ore di trattative tra i partiti, mentre le piazze s'infiammavano ancora con scontri e devastazioni, il presidente Sebastián Piñera dava il via libera al processo di rifondazione. Il presidente del Senato, Jaime Quintana, ha ufficialmente annunciato che il prossimo aprile il Paese terrà un referendum per decidere se i cittadini vogliono cambiare la Carta fondamentale ormai vecchia di 39 anni.

Il verdetto sembra scontato. Secondo i sondaggi 8 cileni su 10 lo vogliono. Contemporaneamente la popol…
Il Cile volta pagina. Cancella definitivamente Augusto Pinochet e la sua dittatura criminale. Cambierà la Costituzione, quella che risale al 1980, 7 anni dopo il golpe dei militari, rimasta inalterata fino a oggi. È un passo storico per un Paese che sin dal 2011 mostrava i primi segni di insofferenza per un monolite giuridico che lo ancorava al passato. Dopo 28 giorni di battaglie per la crisi più grave e profonda che il Cile abbia vissuto e dopo 48 ore di trattative tra i partiti, mentre le piazze s'infiammavano ancora con scontri e devastazioni, il presidente Sebastián Piñera dava il via libera al processo di rifondazione. Il presidente del Senato, Jaime Quintana, ha ufficialmente annunciato che il prossimo aprile il Paese terrà un referendum per decidere se i cittadini vogliono cambiare la Carta fondamentale ormai vecchia di 39 anni.

Il verdetto sembra scontato. Secondo i sondaggi 8 cileni su 10 lo vogliono. Contemporaneamente la popolazione deciderà in quale forma: attraverso una "Convenzione costituzionale", con membri completamente nuovi che agirà in parallelo al Congresso; oppure una "Convenzione mista" composta per metà da parlamentari e metà da delegati esterni. Con un'autocritica inedita ma sincera, Quintana ha ammesso: "Siamo responsabili di molte delle ingiustizie e degli abusi che i cileni ci hanno indicato. La decisione presa è uno sbocco pacifico e democratico alla crisi. Il Paese ha bisogno di un nuovo contratto sociale".

Ripartire da zero. Una rifondazione civile e sociale a cui per la prima volta parteciperanno tutte le forze politiche, culturali e economiche. Le precedenti Costituzioni, del 1833, 1925 e 1980, erano state precedute da una guerra civile, rumori di sciabole e un golpe. Con la sola eccezione del Partito comunista che non ha partecipato alle discussioni, tutto l'arco parlamentare ha stabilito che i rappresentanti della Convenzione saranno eletti nell'ottobre del 2020, nello stesso giorno in cui si terranno le elezioni amministrative. Avranno tra 9 e 12 mesi di tempo per redigere una nuova Carta che sarà scritta da zero e non avrà come base il testo del 1980 così come aveva chiesto fino all'ultimo la destra dell'Unión Demócrata Independiente (Udi). La nuova Carta sarà sottoposta a plebiscito e infine approvata dal Congresso.

Verranno così cambiate anche le modalità con cui Pinochet imponeva le modifiche. D'autorità, senza dibattito, comizi, partiti. L'11 marzo del 1990, un giorno prima del cambio di regime, l'aguzzino varò una decina di leggi organiche costituzionali su capitoli rilevanti. In campo etico, come l'aborto, sanitario, educativo, pensionistico. Gli stessi temi che sono esplosi il 18 ottobre scorso. Uno tsunami che stenta a placarsi. Gli scontri continuano: ci sono stati finora 2009 feriti, 1797 tra i carabineros e i soldati, 16.290 arresti, danni per 4,5 miliardi di dollari. L'economia è crollata, così il peso. Si calcola che in questo fine 2019 ci saranno 300 mila nuovi disoccupati. Piñera, sceso al 15% dei consensi, non aveva scelta. Ha premuto per cambiare tutto. A partire dalla Costituzione.