Hong Kong, la polizia assedia il Politecnico. Per l'Alta corte la legge che vieta le maschere è incostituzionale
Le forze dell'ordine schierate nell'area del Politecnico (ap)
Alta tensione nell'ex colonia britannica. Scontri in corso tra forze dell'ordine e manifestanti nell'area del campus, che devono decidere se consegnarsi alle autorità o continuare a combattere. Joshua Wong festeggia per la decisione contro il provvedimento anti-maschere: "Una rara vittoria legale per i manifestanti"
3 minuti di lettura
I manifestanti che si trovano all'interno del Politecnico devono "uscire ed arrendersi" ha dichiarato il sovrintendente capo della polizia di Hong Kong, Kwok Ka-Chuen. "Se abbandoneranno le armi", ha detto in conferenza stampa riferendosi agli studenti asserragliati nel campus universitario, "seguiranno le istruzioni della polizia e si assumeranno le loro responsabilità legali, la polizia non userà la forza".
Dopo un'irruzione questa mattina degli agenti antisommossa nel campus del Politecnico di Hong Kong (PolyU), dove sono asserragliati i manifestanti pro democrazia, la situazione non sembra sbloccarsi e gli scontri continuano. Mentre le forze dell'ordine hanno circondato il campus, centinaia di manifestanti sono ancora dentro senza una via d'uscita. Quelli che tentano di fuggire sono arrestati dalla polizia, mentre le proteste stanno interessando anche tutta l'area di Kowloon, nei pressi del Politecnico, con scontri e cariche, riporta il South China Morning Post.
A partire dalla mezzanotte, secondo le autorità, i dimostranti hanno iniziato a scagliare bombe incendiarie contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e cariche. Le forze dell'ordine hanno negato di aver effettuato "un raid" all'interno dell'università e hanno parlato di "un'operazione di dispersione ed arresti". Per il South China Morning Post - che parla di una breve irruzione nel campus - la situazione nel Politecnico è ancora di stallo con le forze dell'ordine che hanno circondato la zona universitaria e alcuni gruppi di manifestanti che tentano di fuggire dalle strade laterali.
Intanto si aggrava il bilancio dei feriti: secondo fonti ospedaliere, sono 38 le persone rimaste ferite negli scontri tra la polizia ed i manifestanti ad Hong Kong nelle ultime 36 ore. Cinque, tre uomini e due donne, sono in condizioni gravi. Non è chiaro se tutti siano rimasti feriti nell'assedio del Politecnico o quanti dei feriti siano dimostranti e quanti poliziotti. Da venerdì a domenica, riporta la Bbc, sono stati compiuti 154 arresti, di cui 103 uomini e 51 donne di età compresa tra i 13 e i 54 anni.
Parlando con il South China Morning Post, il parlamentare Ted Hui Chi-fung, entrato nel Politecnico ieri, aveva affermato che "gli scontri al momento sono sospesi, la polizia non può entrare ma neanche i manifestanti possono uscire". Ieri ci stavano circa mille manifestanti asserragliati nel campus spiegava Ted Hui, riporta la Bbc, e molti di loro erano feriti e privi di assistenza medica.
Hong Kong, la notte di scontri fra studenti e polizia
Caos al Politecnico (PolyU) di Hong Kong, sulla penisola di Kowloon, dove la polizia ha fatto irruzione per cercare di avere ragione dei circa 200 manifestanti asserragliati, dopo una giornata segnata da violenti scontri. Per rallentare l'attacco gli studenti hanno appiccato le fiamme all'entrata principale, sprigionando un grosso incendio, e hanno lanciato contro gli agenti bombe molotov. La polizia si è ritirata ma ha fatto sapere che è una sospensione solo temporanea dell'uso della forza per permettere agli studenti di lasciare pacificamente il campus e consegnarsi alle forze dell'ordine.
Mentre le scuole restano chiuse anche oggi, la Cnn riporta che nell'area di Kowloon, dove sono in corso gli scontri, sono state avvistate forze dell'ordine con fucili d'assalto M4. Le armi non sembrano avere il marchio di colore arancione che contrassegna le armi di potenza di fuoco inferiore a quella letale. La scorsa notte la polizia, in un video messaggio su Facebook, aveva avvisato i manifestanti che avrebbe potuto fare ricorso alla "forza minima necessaria" per ripristinare l'ordine, tra cui anche il ricorso ad armi da fuoco.
La Cina nel frattempo avverte di non sottovalutare la propria determinazione nella salvaguardia della sua sovranità e della stabilità di Hong Kong. Lo ha dichiarato durante una conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang. E il Quotidiano del Popolo, 'voce' del Partito comunista cinese, spiega in prima pagina che il futuro di Hong Kong è al suo punto critico e non c'è "alcun margine" per i compromessi nella "lotta" contro i manifestanti anti-governativi.
La protesta democratica di massa a Hong Kong contro la legge sull'estradizione dei sospetti in Cina è iniziata il 9 giugno con grandi manifestazioni e va avanti da cinque mesi. Dieci giorni fa il primo manifestante morto: un giovane 22enne della Hong Kong University of Science and Technology che aveva riportato gravi ferite alla testa dopo la caduta da un parcheggio multipiano.
Ue: "Rinunciare alla violenza"
Bruxelles ha chiesto oggi a tutte le parti di rinunciare "all'inaccettabile violenza" e "all'uso della forza" nel Politecnico di Hong Kong, in modo da "allentare le tensioni" e tornare "ad un vero dialogo". L'Ue "monitora la situazione da vicino" e sottolinea "la profonda preoccupazione" che sta generando l'escalation di violenza
"Abbiamo visto notizie di soccorritori e medici che sono stati arrestati mentre cercavano di assistere persone feriti, il che è fonte di preoccupazione. Ripetiamo il nostro appello a tutte le parti a esercitare moderazione e avviare un dialogo costruttivo", ha detto la portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Maja Kocijancic.
Hong Kong, il divieto di indossare maschere durante le manifestazioni è incostituzionale
Intanto i manifestanti incassano una vittoria legale. L'Alta Corte di Hong Kong ha stabilito che il divieto di utilizzare maschere durante le proteste, provvedimento adottato dall'ex colonia britannica nel quadro delle leggi di emergenza, è "incompatibile con la Legge fondamentale". A riportare la notizia il South China Morning Post e l'emittente pubblica Radio Television Hong Kong.
Il divieto era stato introdotto ad ottobre dal capo dell'esecutivo Carrie Lam. "Una rara vittoria legale per i manifestanti di Hong Kong", ha twittato l'attivista pro-democrazia Joshua Wong. L'attivista democratico tra i leader delle proteste anti-governative a Hong Kong, ha lanciato un appello per sostenere con cibo e medicinali gli studenti assediati dalla polizia nel PolyU, un appello che lascia intendere la volontà dei manifestanti di non consegnarsi agli agenti come chiesto dalle autorità.
Rare legal victory for #HongKong protesters: The High Court just ruled that Carrie Lam’s mask ban last month is unconstitutional. I encourage supporters of our movement to retain (or add, if you haven’t) a ?? emoji after your name to stand in solidarity. https://t.co/56MVOwAwkZ