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Sud Dakota, "Meth. Io ci sono": lo spot contro la metanfetamina è un disastro. Social contro la governatrice: "Sembra a favore"

Doveva essere una campagna di sensibilizzazione al problema della diffusione della droga nello Stato americano. Ma si è rivelato un boomerang che la governatrice repubblicana Kristi L. Noem non si aspettava. Su Twitter tutti impazziti per lo slogan. E lei a tarda sera commenta: "Quindi ha funzionato"
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PIERRE - L'intenzione era buona, creare una campagna pubblicitaria contro la metanfetamina per sensibilizzare i cittadini su diffusione e abuso di questo tipo di droga in Sud Dakota. Uno tra gli Stati più estesi e meno popolati d'America.

Ma non è andata come la governatrice repubblicana Kristi L. Noem, 47 anni, si aspettava. È stata un disastro invece che però ha fatto impazzire i social. Il logo: "Meth. We are On It", "Meth. Ci sono", accanto a volti in ottima salute dakotiana, più che una denuncia sembra un appoggio, anzi una chiamata alle armi. Una cosa che suona più o meno, metanfetamina, noi ci siamo. Venite anche voi.


"Non l'ho mai provata, questa pubblicità tuttavia mi fa sentire un po' tagliato fuori", scrive un utente. Uno dei migliaia che hanno commentato su Twitter. "Sono pazzi, sembra uno spot a favore", dice un altro. "Geee, provare metanfetamina non sembra affatto male","Sì le immagini delle persone senza denti in effetti non hanno mai funzionato". E così via, tra gif di ogni tipo, da Heisenberg di Breaking Bad, a Kermit del Muppet Show. "Errore colossale", commentano gli esperti di comunicazione.

La governatrice dello Stato, Noem, aveva fatto un piano completo di: comunicato stampa: "Il consumo di meth dai 12 ai 17 anni, nel Sud Dakota è il doppio rispetto alla media nazionale"; un video dai toni allarmanti e retorici in cui lei stessa spiega una "crisi che sta crescendo a un ritmo allarmante. Portiamo la metanfetamina fuori dal Sud Dakota"; un finanziamento di oltre un milione di dollari e la creazione di un sito Web (onmeth.com) criticato per la scelta del nome, che dovrebbe collegare i residenti alle risorse di prevenzione e trattamento. Infine la campagna pubblicitaria, che in un solo slogan ha vanificato ogni sforzo.

Il Dipartimento dei servizi sociali dello Stato ha assegnato il compito di crearla a un'agenzia pubblicitaria di Minneapolis pagandola circa 449 mila dollari (circa 406 mila euro).


"Lo spot riesce a vanificare tutto", spiega l'assistente preside dell'Università della California presso la Haas School of Business di Berkeley, Bill Pearce in un'intervista al Washington Post. La campagna pubblicitaria unisce "cattiva strategia e cattiva esecuzione". "Non riesco a immaginare che intendessero fare; chiunque guardandolo avrebbe potuto dire 'Ecco, sì, non farlo'", continua Pearce. "Sono sicuro che i residenti del Sud Dakota non amino essere derisi, ed è quello che puntualmente sta succedendo ora". Stessa reazione attonita quella di Beth Egan, professoressa presso la Syracuse University: "Che cosa stavano pensando?"

La risposta social, soprattutto su Twitter, è stata incredibile. Lo slogan è apparso ovunque, diffondendosi in maniera virale per l'intera giornata fino a diventare trending topic. Almeno questo i pubblicitari l'hanno ottenuto e a questo si è attaccata anche la governatrice: "Una reazione importante", ha commentato a tarda serata, esausta. Ma non regge, il senso social era 'ora sembra che tutti nello Stato del Dakota stiano usando metanfetamina'. In una nota inviata al Wp Noem prova a cavalcare Cavallo Pazzo (tra l'altro monumento dello Stato che rappresenta): "Uno sforzo audace e innovativo come non si era mai visto prima".