Esteri

Usa, incriminate le guardie che dovevano vigiliare su Epstein

(ansa)
Lo rivela il New York Times. I due secondini erano di turno la notte in cui il miliardario si sarebbe tolto la vita. E si sarebbero addormentati
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NEW YORK. Sono state incriminate le due guardie carcerarie che erano in servizio al Metropolitan Correctional Center di Manhattan la notte in cui il finanziere Jeffrey Epstein si è ucciso lo scorso agosto. Lo riporta il New York Times, precisando come l'accusa a loro carico è quella di aver fallito nel controllare il miliardario detenuto per abusi sessuali, sfruttamento della prostituzione e traffico di minori.

I due agenti federali del Bureau of Prisons dovranno comparire a breve davanti alla Corte distrettuale. Erano loro quella notte i responsabili del monitoraggio nell'unità di massima sicurezza dove era detenuto il finanziere. Ma invece di controllarlo ogni mezz'ora - secondo fonti informate - si sono addormentati per tre ore e hanno falsificato i documenti per nascondere la mancanza. Le accuse contro di loro sono le prime nell'ambito dell'indagine penale sulla morte di Epstein, impiccatosi in cella mentre era detenuto in attesa del processo.

Jeffrey Epstein si è suicidato impiccandosi il 10 agosto scorso, dopo essere stato arrestato il 6 luglio. Il responso dell'autopsia avrebbe anche confermato la morte per suicidio, ma ci sarebbero state "gravi irregolarità" nel servizio, come dichiarato dal ministro della Giustizia, William Barr.