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(ansa)

Israele, Netanyahu incriminato. E nel partito è già fronda: “Ora subito le primarie”

Con il rinvio a giudizio di ieri le carte in tavola sono cambiate. L'ex ministro Sa’ar ha invocato nuove primarie per la leadership del Likud: "Credo che sarò in grado di formare un governo". Dopo il fallimento di Gantz, il Paese rischia di andare alle urne per la terza volta in un anno
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TEL AVIV. "Anì muchan" cioè "Sono pronto". Gideon Sa'ar, il principale candidato alla successione di Benjamin Netanyahu alla guida del Likud, aveva mandato il partito in subbuglio all'indomani delle elezioni dello scorso settembre con il tweet più noto di questa stagione politica israeliana, quella del declino inesorabile del leader più longevo della storia del Paese. Era il contesto politico a rendere ovvio il significato di due parole altrimenti criptiche: privo dei numeri per andare al governo, Bibi si confrontava con il rifiuto da parte del leader dell'opposizione Benny Gantz di formare una coalizione di larghe intese, proprio a causa dell'imminente rinvio a giudizio per corruzione. L'ipotesi di un avvicendamento alla guida del Likud avrebbe così risolto la paralisi, ma, neanche a dirlo, non era una possibilità contemplata da Netanyahu. All'epoca Sa'ar non osò andare oltre quel suo mes…
TEL AVIV. "Anì muchan" cioè "Sono pronto". Gideon Sa'ar, il principale candidato alla successione di Benjamin Netanyahu alla guida del Likud, aveva mandato il partito in subbuglio all'indomani delle elezioni dello scorso settembre con il tweet più noto di questa stagione politica israeliana, quella del declino inesorabile del leader più longevo della storia del Paese. Era il contesto politico a rendere ovvio il significato di due parole altrimenti criptiche: privo dei numeri per andare al governo, Bibi si confrontava con il rifiuto da parte del leader dell'opposizione Benny Gantz di formare una coalizione di larghe intese, proprio a causa dell'imminente rinvio a giudizio per corruzione. L'ipotesi di un avvicendamento alla guida del Likud avrebbe così risolto la paralisi, ma, neanche a dirlo, non era una possibilità contemplata da Netanyahu. All'epoca Sa'ar non osò andare oltre quel suo messaggio sibillino, rifuggendo persino le richieste di chiarimento dei media. È regola aurea nel Likud, un partito che ha avuto solo quattro leader dalla fondazione dello stato, che non è mai il regicida ad aggiudicarsi il trono. L'importanza attribuita alla fedeltà nei confronti del capo, assieme al pugno di ferro di Bibi contro qualsiasi possibile avversario interno, costringevano Sa'ar a rimanere nel campo dell'allusione.

Ma con il rinvio a giudizio di ieri le carte in tavola sono cambiate. Ecco allora che l'ex ministro di Netanyahu, senza neppure attendere l'ufficialità della messa in stato di accusa, ha invocato nuove primarie per la leadership del partito. "Credo che sarò in grado di formare un governo e unire il Paese", ha detto Sa'ar. "La cosa giusta da fare è stabilire una data per le nuove primarie". Commenta Dahlia Scheindlin, sondaggista e analista politica israeliana: "Gli avversari interni di Bibi stanno prendendo coraggio, la concomitanza fra il rinvio a giudizio e la dichiarazione di Sa'ar non è certo casuale". Dopo che sia Netanyhau che Benny Gantz hanno fallito nel tentativo di formare un governo, Israele rischia di andare alle urne per la terza volta in un anno. "Non è chiaro se il Presidente Reuven Rivlin potrebbe dare mandato di formare il governo ad un uomo politico sotto processo" dice Scheindlin. "Non esiste regola scritta su questo, sarebbe lui a stabilire un precedente", spiega. Netanyahu ha più volte accusato Sa'ar di complottare per mettere in atto un "golpe" ai suoi danni. Anche suo figlio Yair Netanyahu, che difende il padre come un mastino sui social media, lo ha preso di mira accusandolo di essere uno "stupratore".

Come la sua peggiore spina nel fianco, l'ex alleato Avigdor Lieberman, anche il cinquantaduenne Gideon Sa'ar è cresciuto politicamente sotto l'ala di Netanyahu. Suo ex consigliere e poi ministro dell'Interno e dell'Istruzione, di professione giornalista e avvocato, Sa'ar è un nazionalista di destra, noto per la sua opposizione al ritiro da Gaza nel 2005 e alla formazione di uno stato palestinese. Oltre a Sa'ar, anche il pacato e rispettato Yuli Edelstein, ora presidente della Knesset, potrebbe farsi avanti per la successione. Così come l'ex ministro della giustizia Ayelet Shaked, per qualcuno già "lady di ferro israeliana," il cui partito di estrema destra è confluito nel Likud all'inizio del mese.