Germania, congresso Cdu: Kramp-Karrenbauer rinsalda la sua leadership
dalla nostra inviata TONIA MASTROBUONINel dibattito con il suo partito, la ministra della Difesa ed erede desinata di Angela Merkel affronta il suo rivale Friedrich Merz. La sfida per la successione alla cancelliera si scatenerà tra un anno, al prossimo congresso dei conservatori tedeschi
LIPSIA. Dopo oltre un’ora di discorso, Annegret Kramp-Karrenbauer prende il toro per le corna. E affronta la questione chiave del suo primo congresso da leader della Cdu. “Se pensate che questa Germania, quella che vorrei, non sia quella che ritenete giusta, parliamone oggi, e finiamola oggi”. La ministra della Difesa, l’erede designata di Angela Merkel, affronta a testa alta il suo rivale, Friedrich Merz, l’uomo contro il quale ha vinto per un soffio un anno fa la sfida per la presidenza del partito, l’uomo che da qualche settimana ha di nuovo lanciato un guanto di sfida a lei e alla cancelliera, definendo “orrendo” l’esecutivo di Grande coalizione dopo la disfatta in Turingia.
AKK non lo cita mai, ma il riferimento a Merz è chiaro quando quasi grida, davanti ai delegati della Cdu riuniti a Lipsia, che “parlare male di 14 anni di governo” a guida conservatrice “non è una buona strategia per l…
AKK non lo cita mai, ma il riferimento a Merz è chiaro quando quasi grida, davanti ai delegati della Cdu riuniti a Lipsia, che “parlare male di 14 anni di governo” a guida conservatrice “non è una buona strategia per l…
LIPSIA. Dopo oltre un’ora di discorso, Annegret Kramp-Karrenbauer prende il toro per le corna. E affronta la questione chiave del suo primo congresso da leader della Cdu. “Se pensate che questa Germania, quella che vorrei, non sia quella che ritenete giusta, parliamone oggi, e finiamola oggi”. La ministra della Difesa, l’erede designata di Angela Merkel, affronta a testa alta il suo rivale, Friedrich Merz, l’uomo contro il quale ha vinto per un soffio un anno fa la sfida per la presidenza del partito, l’uomo che da qualche settimana ha di nuovo lanciato un guanto di sfida a lei e alla cancelliera, definendo “orrendo” l’esecutivo di Grande coalizione dopo la disfatta in Turingia.
AKK non lo cita mai, ma il riferimento a Merz è chiaro quando quasi grida, davanti ai delegati della Cdu riuniti a Lipsia, che “parlare male di 14 anni di governo” a guida conservatrice “non è una buona strategia per la campagna elettorale. Non prendiamo quest’abitudine”. E sulla sfida per la poltrona più alta dei cristianodemocratici, AKK mette in guardia che “non temiamo queste discussioni”, ma che “non ci lasceremo condannare alla rovina”.
I sette minuti e mezzo di applausi dimostrano che il congresso ha apprezzato un discorso “combattivo, coraggioso, rivolto in avanti”, come riconosce poco dopo lo stesso Merz. Prima che parli l’uomo più atteso del congresso, una delegata ci riassume efficacemente la novità della relazione di AKK: “Un discorso superbo, un discorso-cesura”, con il quale l’ex governatrice della Saar “si è sprovincializzata”, sostiene Gerti Mayer-Vorfelder. E la grande differenza con la sua king maker, con Angela Merkel, che è venuta al congresso per la prima volta come esterna, è chiara, per la delegata del Baden-Wuerttenberg: “Ha fatto un discorso emotivo, Merkel ci aveva disabituati a questo”. Quanto a Merz, Mayer-Vorfelder taglia corto: “L’unico motivo per cui è qui è che è ancora offeso per essere fatto fuori da Merkel 15 anni fa. Non mi sembrano le premesse migliori per guidare il mio partito”.
Merz si è segnato come sesto oratore, comincia con un elogio a Kramp-Karrenbauer e la sua attesissima relazione si conclude dopo pochi minuti, appena 13. “Sapete qual è la differenza tra noi e la Spd? Che alla fine della prossima settimana sceglierà i suoi nuovi leader e dal lunedì successivo ricomincerà a smontarli? Che la Spd è strutturalmente incapace di essere leale. Noi, invece, siamo leali”.
E anche Merz rinuncia al duello e sceglie lealtà verso AKK - apparentemente è questa la grande sorpresa del congresso di Lipsia. Qualche secondo dopo, la Bild titola “1 a 0 per AKK. Merz rinuncia alla sfida”. Ma secondo Armin Laschet, potentissimo governatore del Nordreno-Westfalia intercettato a margine della riunione dei delegati, “la sfida non c’è stata e non c’era mai stata”. Anche Oliver Krauss, responsabile Europa dei parlamentari della Cdu, sostiene che “era chiaro sin da ieri sera, dalle riunioni serali qui a Lipsia con l’ala economica e con i delegati del Nordreno-Westfalia, in cui Merz ha fatto discorsi molto asciutti, molto concentrati sui problemi, che non ci sarebbe stato nessun redde rationem con Kramp-Karrenbauer”.
A microfoni spenti, alcuni delegati azzardano la tesi più plausibile per la tregua, dopo settimane in cui delegati, parlamentari e commentatori avevano montato la panna di un congresso da resa dei conti. Un delegato sassone riassume: “Siamo a due anni dalle elezioni, è ancora troppo presto per la questione cruciale del candidato della Cdu per la cancelleria”. Insomma, la sfida vera per la successione ad Angela Merkel si scatenerà tra un anno, al prossimo congresso dei conservatori tedeschi.
Intanto, Ursula von der Leyen, che si è dimessa da vicepresidente del partito e affronta la prossima settimana il voto che dovrebbe confermarla alla presidenza della Commissione europea, elogia Merkel dal palco. E ne rivela un aspetto importante: “E’ la più tosta negoziatrice che abbia mai conosciuto. Ma sta sempre attenta a fare in modo che il suo avversario non perda mai la faccia. E’ una sua grandezza”. Rara, di questi tempi.
AKK non lo cita mai, ma il riferimento a Merz è chiaro quando quasi grida, davanti ai delegati della Cdu riuniti a Lipsia, che “parlare male di 14 anni di governo” a guida conservatrice “non è una buona strategia per la campagna elettorale. Non prendiamo quest’abitudine”. E sulla sfida per la poltrona più alta dei cristianodemocratici, AKK mette in guardia che “non temiamo queste discussioni”, ma che “non ci lasceremo condannare alla rovina”.
I sette minuti e mezzo di applausi dimostrano che il congresso ha apprezzato un discorso “combattivo, coraggioso, rivolto in avanti”, come riconosce poco dopo lo stesso Merz. Prima che parli l’uomo più atteso del congresso, una delegata ci riassume efficacemente la novità della relazione di AKK: “Un discorso superbo, un discorso-cesura”, con il quale l’ex governatrice della Saar “si è sprovincializzata”, sostiene Gerti Mayer-Vorfelder. E la grande differenza con la sua king maker, con Angela Merkel, che è venuta al congresso per la prima volta come esterna, è chiara, per la delegata del Baden-Wuerttenberg: “Ha fatto un discorso emotivo, Merkel ci aveva disabituati a questo”. Quanto a Merz, Mayer-Vorfelder taglia corto: “L’unico motivo per cui è qui è che è ancora offeso per essere fatto fuori da Merkel 15 anni fa. Non mi sembrano le premesse migliori per guidare il mio partito”.
Merz si è segnato come sesto oratore, comincia con un elogio a Kramp-Karrenbauer e la sua attesissima relazione si conclude dopo pochi minuti, appena 13. “Sapete qual è la differenza tra noi e la Spd? Che alla fine della prossima settimana sceglierà i suoi nuovi leader e dal lunedì successivo ricomincerà a smontarli? Che la Spd è strutturalmente incapace di essere leale. Noi, invece, siamo leali”.
E anche Merz rinuncia al duello e sceglie lealtà verso AKK - apparentemente è questa la grande sorpresa del congresso di Lipsia. Qualche secondo dopo, la Bild titola “1 a 0 per AKK. Merz rinuncia alla sfida”. Ma secondo Armin Laschet, potentissimo governatore del Nordreno-Westfalia intercettato a margine della riunione dei delegati, “la sfida non c’è stata e non c’era mai stata”. Anche Oliver Krauss, responsabile Europa dei parlamentari della Cdu, sostiene che “era chiaro sin da ieri sera, dalle riunioni serali qui a Lipsia con l’ala economica e con i delegati del Nordreno-Westfalia, in cui Merz ha fatto discorsi molto asciutti, molto concentrati sui problemi, che non ci sarebbe stato nessun redde rationem con Kramp-Karrenbauer”.
A microfoni spenti, alcuni delegati azzardano la tesi più plausibile per la tregua, dopo settimane in cui delegati, parlamentari e commentatori avevano montato la panna di un congresso da resa dei conti. Un delegato sassone riassume: “Siamo a due anni dalle elezioni, è ancora troppo presto per la questione cruciale del candidato della Cdu per la cancelleria”. Insomma, la sfida vera per la successione ad Angela Merkel si scatenerà tra un anno, al prossimo congresso dei conservatori tedeschi.
Intanto, Ursula von der Leyen, che si è dimessa da vicepresidente del partito e affronta la prossima settimana il voto che dovrebbe confermarla alla presidenza della Commissione europea, elogia Merkel dal palco. E ne rivela un aspetto importante: “E’ la più tosta negoziatrice che abbia mai conosciuto. Ma sta sempre attenta a fare in modo che il suo avversario non perda mai la faccia. E’ una sua grandezza”. Rara, di questi tempi.